«Termografia certificata» a Torino non indica un certificato unico. Indica quattro attestazioni distinte, rilasciate da soggetti diversi e verificabili separatamente. La persona che firma è certificata UNI EN ISO 9712UNI EN ISO 9712Norma che definisce qualificazione e certificazione del personale addetto alle prove non distruttive. Prevede tre livelli: il primo esegue, il secondo imposta, interpreta e firma, il terzo sviluppa procedure e qualifica il personale. La… (metodo TT) o UNI 11931 da un organismo accreditato da Accredia. La termocamera è tarata con riferibilità ai campioni nazionali da un laboratorio accreditato ISO/IEC 17025. Il metodo è una norma dichiarata nel rapporto. Il rapporto di prova tiene insieme i tre anelli e ne riporta i parametri. Nessun organismo certifica «la termografia» come servizio, e una delle poche fonti pubbliche italiane che scrivono la catena per intero, con i requisiti minimi di ciascun anello, è il modello INAIL OT23. Questa pagina dice che cosa attesta ciascun anello, chi lo rilascia, dove lo si verifica e quale prova serve a un ente, a una soprintendenza, a un'impresa, a un assicuratore o all'INAIL, a un amministratore torinese.
La scelta del tecnico, le cinque domande da fare al telefono e la finestra climatica del rilievo sono nella pagina sull'esperto di termografia a Torino; i livelli 1, 2 e 3, i cinque campi di un certificato e la tabella delle norme nell'articolo sulle norme della termografia in Italia. Qui non si ripetono.

«Certificata» non è un attributo del servizio: sono quattro certificati diversi
Nessun organismo certifica una termografia. Certifica una persona, accredita un laboratorio, attesta una taratura; il metodo lo fissa una norma e il rapporto lo firma chi ha titolo. Chi scrive «termografia certificata» senza dire quale di queste quattro cose intende sta usando un aggettivo, non fornendo una prova.
Il vertice della catena, in Italia, è uno solo: Accredia, ente unico nazionale di accreditamento designato con il Decreto 22 dicembre 2009 in attuazione del Regolamento CE 765/2008 (Accredia, atti generali). Accredita, fra gli altri, gli organismi che certificano le persone secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17024:2026 (in vigore dal 27 aprile 2026, sostituisce l'edizione 2012) e i laboratori di taratura secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2018. Nel 2024 gli accreditamenti per la certificazione di persone erano 87 e i laboratori di taratura accreditati 223 (Relazione annuale Accredia 2024, pp. 32 e 51).
Accredia stessa fissa il confine che spiega tutto il resto. La certificazione di una persona attesta competenze definite «in termini di conoscenza, abilità, responsabilità e autonomia», ma «non garantisce che la persona certificata svolga un servizio che sia conforme ad uno standard specifico» (Accredia, organismi di certificazione di persone). Il certificato copre la persona, non il singolo rapporto: la prova di un rilievo termografico certificato è una catena, da verificare anello per anello.
Anello 1, la persona: chi certifica il certificatore
Il certificato di una persona vale se lo ha rilasciato un organismo accreditato UNI CEI EN ISO/IEC 17024, non la scuola che ha tenuto il corso: chi valuta deve essere distinto da chi prepara.
Per le prove non distruttive in generale, compresa la termografia su impianti, macchine, componenti e involucri, la norma è la UNI EN ISO 9712:2022, in vigore dal 12 maggio 2022 (catalogo UNI). Copre dieci metodi, fra cui le prove termografiche, sigla TT. Il ciclo lo fissa la norma stessa: certificato valido cinque anni, rinnovo alla prima scadenza, ricertificazione al decimo anno (ISO 9712:2021, punti 3.7 e 3.36, capitoli 10 e 11). Lo applicano i regolamenti degli organismi accreditati, per esempio IIS CERT e Bureau Veritas; il dettaglio è nella sezione validità, rinnovo e ricertificazione.
Per l'ingegneria civile e i beni culturali si aggiunge la norma italiana UNI 11931:2024, in vigore dal 18 gennaio 2024 (catalogo UNI). Definisce principi, criteri e procedure per la certificazione del personale PND in quel campo, ai livelli 1, 2 e 3, e sostituisce la UNI/PdR 56:2019. La termografia vi compare come metodo TTCiv (Ingenio); la transizione dalla PdR 56 è descritta nella sezione UNI 11931:2024 nel dettaglio. Le due certificazioni convivono: un certificato 9712 TT con settore civile o edile copre l'involucro; su un bene tutelato è il capitolato della soprintendenza o della stazione appaltante a stabilire se chiede anche la 11931.
Chi rilascia questi certificati in Italia è un elenco di una ventina di organismi per la ISO 9712 e di una decina per la UNI 11931, secondo il registro Accredia LS-05 di ottobre 2025: fra gli altri RINA, Bureau Veritas Italia e IIS CERT per la 9712; RINA, Bureau Veritas e Kiwa Cermet per la 11931. RINA e Bureau Veritas sono organismi di certificazione accreditati, non enti di accreditamento: in Accredia si cerca l'organismo, presso l'organismo il certificato.
Un attestato di frequenza è altro. Lo rilascia chi eroga la formazione, «testimonia la partecipazione» e «non costituisce prova formale di competenza»; la certificazione accreditata segue «una valutazione oggettiva e strutturata» ed è emessa da un soggetto distinto da chi ha preparato il candidato (Ingenio). La differenza fra qualificazione, certificazione e attestato è nella sezione «Certificato» non è «abilitato».
La verifica si fa in due passaggi. Primo: l'organismo che ha emesso il certificato compare nell'elenco degli organismi accreditati di Accredia (banche dati Accredia), con lo schema delle persone e, nello scopo, il personale PND secondo la UNI EN ISO 9712 oppure la UNI 11931; la sigla TT non è nel registro Accredia ma nel regolamento dell'organismo. Secondo: numero del certificato, metodo TT, livello, settore e scadenza si riscontrano nel registro dei certificati dell'organismo, consultabile online dove l'organismo lo pubblica e, altrimenti, con una richiesta di conferma di validità. I cinque campi da leggere sono nella sezione «Come un committente verifica un certificato in cinque minuti»; la prova concreta per questo studio è nella pagina dell'operatore termografico certificato di 2° livello.
Anello 2, lo strumento: taratura riferibile, corpo nero, certificato accreditato
Una termocamera non è «certificata»: è tarata. E la taratura vale come prova solo se è riferibile, cioè se il risultato «è posto in relazione a un riferimento attraverso una documentata catena ininterrotta di tarature, ciascuna delle quali contribuisce all'incertezza di misura». La definizione è la voce 2.41 del Vocabolario internazionale di metrologia (VIM), nella traduzione italiana della guida Eurachem-ISS «Terminologia per le misurazioni analitiche», Rapporti ISTISAN 13/41. Senza quella catena, i gradi scritti nel rapporto sono indicazioni dello strumento, non misure.
La taratura è il confronto fra le indicazioni della termocamera e quelle di uno strumento campione (Accredia); per le termocamere il campione è un simulatore di corpo nero, una sorgente ad alta emissivitàEmissivitàRapporto fra la radiazione emessa da una superficie reale e quella emessa da un corpo nero alla stessa temperatura. Varia con materiale, finitura e angolo di vista: impostarla male è la prima causa di misure sbagliate. Rame lucido e… portata a temperature note (SAIGE). Il certificato riporta l'esito del confronto «mediante una dichiarazione, una funzione matematica, un diagramma, una curva o una tabella numerica», e l'accreditamento del laboratorio «assicura nel tempo la riferibilità metrologica ai campioni nazionali o internazionali» (Accredia, tarature).

Un certificato di taratura accreditato è emesso da un laboratorio accreditato ISO/IEC 17025: in Italia da Accredia, che lo chiama certificato LAT; all'estero da un ente firmatario degli accordi ILAC MRA ed EA MLA, come DAkkS o UKAS. Porta il marchio dell'accreditamento ed è riconosciuto negli stessi accordi. Un rapporto di taratura di un laboratorio non accreditato, o il controllo in un centro assistenza, non può invece disseminare la riferibilità (A.S.I.T. Instruments, LAT 00244; Istituto Giordano). Un rapporto del costruttore prova la riferibilità solo se il laboratorio del costruttore è esso stesso accreditato, e allora lo dichiara con il marchio dell'ente.
Sulla periodicità: nessuna norma né legge fissa ogni quanto tarare una termocamera. La taratura è un servizio volontario (Accredia) e, in assenza di un obbligo, «si applica la periodicità indicata dal costruttore sul manuale d'uso» (SAIGE). La cadenza annuale è una prassi, non un obbligo, e va dichiarata nel rapporto con la data dell'ultima taratura.
L'istituto metrologico primario nazionale, l'INRiM, ha sede in strada delle Cacce 91; il suo laboratorio dei campioni primari per la termometria a radiazione mantiene la Scala internazionale di temperatura sopra il punto di solidificazione dell'argento, 961,78 °C (INRiM). È il vertice della catena, non un laboratorio per strumenti commerciali: la termocamera si tara in un laboratorio accreditato. Il Piemonte ospitava nel 2024 il 18,8% dei soggetti accreditati dal Dipartimento laboratori di taratura, secondo solo alla Lombardia; e i certificati di taratura sul mercato a fine 2024 erano 233.955, il 12,6% dei quali in Piemonte (Relazione Accredia 2024, pp. 55-57).
La prova da chiedere: il certificato di taratura con numero del laboratorio, data, punti di temperatura tarati, incertezza dichiarata, e la matricola della termocamera coincidente con quella nel rapporto. Per ogni LAT la banca dati Accredia consente di scaricare certificato e tabella di accreditamento (banca dati LAT): è lì che si controlla che le termocamere rientrino nello scopo accreditato.
Anello 3, il metodo: la norma che si scrive nel capitolato
Un rapporto è contestabile nel merito solo se dichiara quale norma di metodo ha seguito; se non la dichiara, è contestabile in radice. Le norme correnti sono queste; la tabella completa, con fotovoltaico e macchine, è nell'articolo sulle norme della termografia.
| Norma | In vigore dal | Cosa prescrive | Dove si applica |
|---|---|---|---|
| UNI EN ISO 6781-1:2023 | 16/11/2023; sostituisce la UNI EN 13187 | Requisiti del servizio termografico sugli edifici: apparecchiature, qualifica del personale, rapporto (UNI) | Involucro edilizio |
| UNI EN 16714-1/2/3:2016 | 22/09/2016 | Principi della prova termografica non distruttiva, requisiti delle termocamere, termini; la parte 1 «non definisce criteri di accettazione» (UNI) | Prove su materiali e componenti; requisiti strumentali |
| UNI 11867:2022 | 07/07/2022 | Indicazioni generali per il corretto uso della termografia, trasversali a tutti i campi (UNI) | Guida di base, non norma di settore |
| CEI 11-27, 6ª ed. 2025 | 01/11/2025; la 5ª ed. 2021 è rimasta applicabile fino al 29/05/2026 | Lavori su impianti elettrici: chi può operare vicino a parti attive, procedure, archi elettrici (PuntoSicuro) | Apertura di quadri in esercizio per il rilievo |
Due precisazioni che nelle pagine commerciali torinesi mancano. La UNI EN 13187:2000 è ritirata dal 16 novembre 2023: un capitolato che la cita oggi cita una norma che non esiste più. E la UNI 11867 non è «la norma della termografia elettrica»: è una guida generale; l'accesso al quadro in esercizio lo regola la CEI 11-27.
Il metodo dichiarato vale solo nelle condizioni che la norma prevede. Sull'involucro: differenza di temperatura stabile fra interno ed esterno nelle ore precedenti, niente sole sulla superficie, vento e pioggia recente entro i limiti, scala termica su ogni termogrammaTermogrammaImmagine in falsi colori in cui a ogni pixel corrisponde una temperatura apparente della superficie. Senza scala di temperatura e senza i parametri di misura un termogramma non è un dato: è un'illustrazione.. Sugli impianti elettrici: rilievo sotto carico, con la percentuale di carico scritta nel rapporto. Quelle per l'involucro si controllano prima di uscire con lo strumento di verifica delle condizioni del rilievo; se non ci sono, il rilievo termografico certificato è un rilievo rimandato.
Anello 4, il rapporto di prova: dove l'INAIL scrive la catena per intero
Il rapporto è il punto in cui i tre anelli convergono. Il documento pubblico italiano che li elenca con più precisione, uno per uno e con i requisiti minimi, è il modello INAIL OT23 per la riduzione del tasso medio di tariffa: è lì che i requisiti di un report termografico certificato sono scritti uno per uno.
Il modello OT23/2027, versione del 17 luglio 2026, alla sezione A-4 «Prevenzione del rischio elettrico» prevede l'intervento A-4.1, di tipo B (INAIL, modello OT23/2027, p. 6). L'azienda «ha effettuato nel corso dell'anno 2026 un'analisi termografica di una o più parti di un impianto elettrico e ha conseguentemente attuato le opportune azioni correttive». La documentazione probante è la catena di questa pagina, scritta da un ente pubblico:
- il rilievo eseguito da persona certificata almeno di livello 1, metodo TT, secondo la UNI EN ISO 9712, con evidenza del certificato;
- il report «datato e firmato» da persona certificata almeno di livello 2, metodo TT, con foto nel visibile e nell'infrarosso per ogni punto e «data e ora esatta del rilievo» su ogni immagine;
- una relazione tecnica firmata e timbrata da un professionista iscritto all'albo ai sensi del DM 37/2008, art. 5, o dal responsabile tecnico di un'impresa abilitata, con motivo dell'analisi e «condizioni di esercizio e ambientali»;
- le prove delle azioni correttive eseguite.
La domanda si presenta entro il 28 febbraio 2027 per gli interventi realizzati nel 2026, e un intervento di tipo B non basta da solo: ne servono due, oppure uno di tipo A (INAIL, guida al modello). Condizioni e motivi di rigetto sono nell'articolo su termografia e modello OT23; l'ordine di grandezza per la propria azienda si ricava con il calcolatore della riduzione OT23.
Fuori dall'OT23 il contenuto del rapporto lo fissano le norme di metodo: la UNI EN 16714-1, secondo heatvision, chiede «nome, certificazione e firma dell'operatore e del supervisore». L'indice completo è nell'articolo su cosa deve contenere un report termografico; per un documento ricevuto da altri c'è la checklist di verifica del report. Un report termografico certificato, in sintesi, ha quattro righe in più: nome e numero di certificato di chi firma, matricola e certificato di taratura dello strumento, norma di metodo dichiarata, condizioni del rilievo scritte.
Quale prova serve a quale committente torinese
A Torino «certificata» la chiedono cinque committenti diversi, e intendono cinque cose diverse.
| Committente torinese | Che cosa intende per «certificata» | Prova da chiedere | Riferimento |
|---|---|---|---|
| Ente pubblico, stazione appaltante | Requisito tecnico verificabile in gara | Certificato 9712 o 11931 di chi firma, con numero riscontrabile; taratura accreditata; norma di metodo nel capitolato | D.Lgs 36/2023, artt. 100 e 105 |
| Soprintendenza, bene vincolato | Personale qualificato per i beni culturali | Certificato 9712 TT settore civile o edile, oppure UNI 11931 (TTCiv) se il capitolato la richiede; metodo 6781-1 dichiarato | UNI 11931:2024 |
| Impresa: manutenzione, diagnosi energetica | Documento che regge in audit | Rapporto firmato da livello 2, taratura allegata, carico dichiarato | D.Lgs 102/2014, art. 8; UNI CEI EN 16247-1 |
| Assicurazione, INAIL | Catena completa con azioni correttive | Certificati L1 e L2 TT, report con foto visibile e IR datate, relazione DM 37/2008 | Modello OT23/2027, A-4.1 |
| Condominio, proprietà | Rapporto che regge in assemblea | Certificato della persona, condizioni del rilievo scritte, scala su ogni termogramma | UNI EN ISO 6781-1:2023 |
Ente pubblico e stazione appaltante. ATC Piemonte Centrale gestisce 28.726 alloggi nella città metropolitana, 17.869 nella sola città di Torino (ATC, 21/10/2024). La Città metropolitana ha in carico 235 edifici scolastici, con 1.100.000 m² di superfici oggetto di manutenzione ordinaria (Città metropolitana di Torino, 2024). Il D.Lgs 36/2023, all'art. 100 prevede requisiti di capacità tecnica e professionale «proporzionati e attinenti all'oggetto dell'appalto»; i mezzi di prova, rapporti di prova e certificazioni di organismi di valutazione della conformità, sono disciplinati dall'art. 105 e dall'Allegato II.8. Il Codice non nomina la ISO 9712: la certificazione è requisito di capitolato, non obbligo di legge. Va scritta con numero di norma, metodo TT, livello minimo 2 e settore, con la clausola di equivalenza che il Codice richiede per le specifiche tecniche.

Soprintendenza e beni vincolati. Le Residenze Sabaude, patrimonio mondiale UNESCO, sono un sito seriale di 22 edifici, 11 dei quali nel centro di Torino (Commissione nazionale italiana per l'UNESCO). La tutela è della Soprintendenza ABAP per la Città metropolitana di Torino, a Palazzo Chiablese (Ministero della Cultura). Su questo patrimonio la certificazione pensata per il campo è la UNI 11931:2024, che si affianca alla 9712 con settore civile; decide il capitolato. Un esempio documentato è il rilievo integrato delle facciate del Castello del Valentino, di Politecnico e Università di Torino, con immagini nel visibile e nell'infrarosso, fotogrammetria, laser scanner e georadar (ISPRS Annals, 2021).
Impresa. Per un'impresa il rapporto certificato entra in due fascicoli. Il primo è la manutenzione degli impianti elettrici, con polizza e conto del fermo: è l'articolo sulla termografia predittiva a Torino. Il secondo è la diagnosi energetica obbligatoria dell'art. 8 del D.Lgs 102/2014 per grandi imprese ed energivore, ogni quattro anni secondo le UNI CEI EN 16247 (ENEA). Alla scadenza di dicembre 2023 i soggetti obbligati in Piemonte erano 682, per 943 siti (ENEA, 2024, p. 52). In una diagnosi la termografia è un dato di ingresso, e senza taratura riferibile l'auditor difficilmente lo accetta come misura: lo tratta come indicazione qualitativa.
Assicurazione e INAIL. È il committente con la prova scritta con più precisione: quella dell'anello 4. Per la polizza incendio, dove nessuna condizione di polizza che abbiamo letto codifica la termografia, il fascicolo è prova documentale della manutenzione: il meccanismo è nella pagina su termografia, prevenzione incendi e polizza.
Condominio e proprietà. La città metropolitana di Torino ha il maggior numero di abitazioni costruite prima del 1919 in Italia, 169.854 su 1.345.869 (ISTAT, Censimento permanente 2021, pp. 8-9). È un patrimonio senza isolamento di progetto, dove un rapporto sull'involucro decide un intervento in assemblea. Per un amministratore «certificata» significa un documento che un'impresa o un altro tecnico non potrebbero liquidare senza entrare nel merito: certificato della persona, condizioni scritte, scala su ogni termogramma, rilievo nella finestra climatica torinese (esperto di termografia a Torino). Il sintomo domestico, l'appartamento freddo o la muffa, è l'ambito della termografia per la casa a Torino.
Per chi deve accettare il rapporto in un protocollo LEED o BREEAM o in una diagnosi energetica, l'articolo gemello sulla termografia certificata a Milano tratta quel lato.
Chi firma cosa
Quattro firme, quattro soggetti, nessuno sostituibile dagli altri.
L'organismo di certificazione accreditato ISO/IEC 17024 certifica la persona: emette il certificato 9712 o 11931, con metodo, livello, settore e scadenza, e ne tiene il registro.
Il laboratorio di taratura accreditato ISO/IEC 17025 firma il certificato di taratura della termocamera: attesta la riferibilità della misura, non la competenza di chi la usa.
Il tecnico certificato di livello 2 firma il rapporto di prova: sceglie la tecnica, imposta i parametri, interpreta e classifica. Un livello 1 può eseguire il rilievo; non può firmare l'interpretazione.
Il professionista abilitato ai sensi del DM 37/2008, o il responsabile tecnico di un'impresa abilitata, firma la relazione tecnica che l'INAIL chiede per l'intervento A-4.1: una firma sull'impianto, distinta da quella sul rapporto. E chi apre un quadro in tensione lo fa da persona esperta, avvertita o, per i lavori sotto tensione, idonea secondo la CEI 11-27: la certificazione TT non è una qualifica elettrica.
Non misura la trasmittanza in opera: la UNI EN ISO 6781-1 rileva irregolarità, e per il valore della trasmittanza rimanda ad altri metodi. Non è un attestato di prestazione energetica. Non è una perizia: se il rapporto serve in un contenzioso, l'ambito è la perizia termografica di parte a Torino, con regole procedurali proprie. E «certificata» non significa «a valore legale» per affermazione: il peso di un documento tecnico dipende da chi lo ha firmato, con quale strumento, metodo e condizioni, cioè dagli anelli di questa pagina, non dall'aggettivo.
Come lavoriamo su Torino e provincia
I rilievi sono eseguiti e firmati da un operatore certificato UNI EN ISO 9712 di 2° livello, metodo TT, il cui profilo è nella pagina dell'operatore termografico certificato di 2° livello. Il rapporto è costruito come descritto qui e nell'articolo su cosa deve contenere un report termografico: riporta strumento, matricola e riferimento del certificato di taratura, e dichiara la norma di metodo adottata. Operiamo su Torino e provincia, Ivrea e il Canavese, e sulle altre province piemontesi, oltre a Lombardia, Liguria, Valle d'Aosta e alle province di Verona e Vicenza.
Per un ente, un'impresa o un amministratore il primo passo è mandarci oggetto e destinatario del rapporto: gara, soprintendenza, diagnosi energetica, INAIL, assemblea. Le voci dell'importo sono nella pagina del preventivo di un'indagine termografica; un ordine di grandezza sul lato privati è nella pagina della rete su quanto costa un'indagine termografica. Se il problema è di casa, l'interlocutore è la termografia per la casa a Torino.
Puoi descriverci il caso e ricevere una prima valutazione tecnica su quale prova serve al tuo committente.
Tutte le domande frequenti del sitoSfogliale raggruppate per tema e per argomentoApri l’indice FAQ →Domande frequenti
Che cosa significa «termografia certificata» a Torino?
Non esiste un certificato unico della termografia. La parola copre quattro attestazioni distinte, rilasciate da soggetti diversi: la persona che firma, certificata UNI EN ISO 9712 metodo TT o UNI 11931 da un organismo accreditato da Accredia; la termocamera, tarata con riferibilità ai campioni nazionali da un laboratorio accreditato ISO/IEC 17025; il metodo, cioè la norma tecnica dichiarata nel rapporto; il rapporto di prova, firmato da un livello 2 e completo dei parametri del rilievo. Un fornitore che scrive «certificata» senza dire quale di questi quattro anelli intende non sta fornendo una prova. La verifica si fa anello per anello, a Torino come altrove.
Chi rilascia il certificato UNI EN ISO 9712 e come lo verifico?
Lo rilascia un organismo di certificazione del personale accreditato secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17024 dall'ente unico nazionale, Accredia; in Italia sono una ventina, fra cui RINA, Bureau Veritas Italia e IIS CERT. La verifica ha due passaggi: si controlla che l'organismo compaia nelle banche dati pubbliche di Accredia con lo schema di certificazione delle persone, poi si cerca il numero del certificato nel registro dell'organismo, online o con una richiesta di conferma di validità, leggendo metodo TT, livello, settore e data di scadenza. Una copia in PDF senza riscontro presso l'organismo non è una verifica.
Un attestato di un corso di termografia vale come certificazione?
No. L'attestato di frequenza lo rilascia chi ha tenuto il corso e testimonia la partecipazione, non il superamento di un esame davanti a un soggetto terzo. Non riporta un metodo, un livello, un settore di validità né una scadenza, e non ha un numero riscontrabile presso un organismo accreditato. La certificazione accreditata, al contrario, è emessa da un organismo distinto da chi ha preparato il candidato, dopo una valutazione strutturata, e vale cinque anni. Le due cose possono coesistere nel curriculum di un tecnico, ma solo la seconda si può verificare e solo la seconda ha titolo per la firma del rapporto.
La termocamera deve avere un certificato di taratura Accredia?
Nessuna legge lo impone: la taratura è un servizio volontario. Ma se il rapporto deve reggere davanti a una stazione appaltante, a un auditor o a un perito, i gradi scritti nel documento devono essere riferibili ai campioni nazionali, e questo lo garantisce un certificato emesso da un laboratorio accreditato ISO/IEC 17025: in Italia il certificato LAT di Accredia, all'estero quello di un ente firmatario degli accordi ILAC, come DAkkS o UKAS. Un rapporto di taratura di un laboratorio non accreditato o di un centro assistenza documenta che lo strumento è stato controllato, ma non trasmette la riferibilità. Sul certificato vanno letti matricola, punti tarati, incertezza e data.
Ogni quanto va tarata una termocamera?
Non esiste una norma tecnica né una legge che fissi una periodicità. In assenza di un obbligo si applica l'intervallo indicato dal costruttore nel manuale, e la prassi diffusa nel settore è la taratura annuale. Un fornitore corretto non presenta la cadenza annuale come un obbligo di legge: la dichiara come propria prassi e scrive nel rapporto la data dell'ultima taratura, in modo che il committente possa verificare che il rilievo sia stato eseguito con lo strumento dentro l'intervallo dichiarato. Uno strumento tarato tre anni prima non rende nullo il rilievo, ma va detto.
Per un edificio vincolato a Torino serve la certificazione UNI 11931?
È la certificazione italiana pensata per quel campo, e si affianca alla UNI EN ISO 9712 con settore civile o edile. La UNI 11931:2024 disciplina la certificazione del personale che esegue prove non distruttive nell'ingegneria civile e nei beni culturali e architettonici, e comprende la termografia con la sigla TTCiv. Non è un obbligo di legge generale: è il requisito che una soprintendenza o una stazione appaltante può scrivere nel capitolato per un intervento su un bene tutelato. A Torino, dove le Residenze Sabaude contano undici edifici nel solo centro storico, è la domanda da fare a chi propone un rilievo sulle facciate di un palazzo vincolato.
Un rapporto termografico certificato basta per la riduzione INAIL OT23?
Da solo no, per due ragioni. La prima è che l'intervento A-4.1 del modello OT23 per il 2027 è di tipo B, e per accedere alla riduzione servono due interventi di tipo B oppure uno di tipo A. La seconda è che il modello chiede più del rapporto: il rilievo eseguito da persona certificata almeno di livello 1 metodo TT, il report firmato da un livello 2 con foto nel visibile e nell'infrarosso datate con ora esatta, una relazione tecnica di un professionista abilitato ai sensi del DM 37/2008 con le condizioni di esercizio, e le prove delle azioni correttive eseguite nell'anno.
Un rapporto termografico certificato ha valore legale?
«Valore legale» non è una qualità che un documento tecnico possiede per affermazione. Ciò che conta, quando un rapporto viene contestato, è la sua verificabilità: chi lo ha firmato e con quale certificato, con quale strumento e quale taratura, con quale norma di metodo, in quali condizioni. Un rapporto che espone tutto questo è difficile da smontare; uno che scrive «certificato» in copertina e non allega nulla non lo è. L'uso in un contenzioso, con le regole procedurali che comporta, è materia di consulenza tecnica di parte e non è trattato in questa pagina.
Un ente pubblico può chiedere la certificazione 9712 in un capitolato?
Sì, come requisito di capacità tecnica e professionale. Il Codice dei contratti pubblici, D.Lgs 36/2023, all'articolo 100 prevede che i requisiti speciali siano proporzionati e attinenti all'oggetto dell'appalto; la certificazione del personale che esegue e firma il rilievo rientra in questa categoria. Il Codice non nomina la norma, quindi il capitolato deve scriverla per intero: UNI EN ISO 9712, metodo TT, livello minimo 2, settore pertinente all'oggetto, oppure UNI 11931 per i beni culturali, con la clausola di equivalenza, e accanto la richiesta del certificato di taratura dello strumento e della norma di metodo che sarà applicata.