Termografia TOPDiagnostica a infrarossi
Tecnici certificati
UNI EN ISO 9712

Termografia certificata a Milano: cosa pretende chi deve accettare il rapporto

A Milano «termografia certificata» non è un attributo del tecnico: è una condizione posta da chi deve accettare il rapporto. L'assessor BREEAM, il commissioning agent di un progetto LEED, l'auditor della diagnosi energetica obbligatoria, il technical advisor di un fondo, il general contractor che consegna un edificio pretendono cose diverse dallo stesso documento: una qualifica precisa dell'operatore, un certificato di taratura riferibile, un metodo con numero e anno, condizioni di rilievo dichiarate, un ciclo che si chiude con la verifica del ripristino. Solo il primo di questi schemi nomina la termografia in un testo pubblico e fissa la qualifica di chi la esegue; gli altri la accettano come evidenza dentro un processo che decidono loro. Qui, schema per schema: chi verifica, che cosa pretende, che cosa fa scartare il rapporto.

Rilievo termografico all'alba sulla facciata continua di un edificio direzionale nel nuovo quartiere degli affari di Milano
Rilievo termografico all'alba sulla facciata continua di un edificio direzionale nel nuovo quartiere degli affari di Milano

La catena della certificazione è nell'articolo gemello sulla termografia certificata a Torino; livelli e settori nella pagina dell'operatore termografico certificato di 2° livello. Qui si guardano dal lato di chi riceve il rapporto.

Che cosa vuol dire «certificata»: persona, strumento, metodo

Un rapporto termografico è certificato quando tiene insieme tre attestazioni indipendenti; nessuna basta da sola.

La persona. Un certificato UNI EN ISO 9712UNI EN ISO 9712Norma che definisce qualificazione e certificazione del personale addetto alle prove non distruttive. Prevede tre livelli: il primo esegue, il secondo imposta, interpreta e firma, il terzo sviluppa procedure e qualifica il personale. La…:2022, metodo TT, livello 2, rilasciato da un organismo accreditato da Accredia secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17024:2026, in vigore dal 27 aprile 2026 in sostituzione dell'edizione 2012 (UNI); per l'edilizia e i beni culturali la UNI 11931:2024, sigla TTCiv. Una persona di livello 2, nella definizione di Accredia, «possiede i requisiti per eseguire PND secondo le procedure PND»: imposta, interpreta e firma. Il certificato vale cinque anni e va allegato con la scadenza leggibile. Chi rilascia, come si verifica e che cosa distingue un certificato da un attestato di corso è nella termografia certificata a Torino.

Lo strumento. Un certificato di taratura della termocamera e del termoigrometro, emesso da un laboratorio LAT accreditato da Accredia secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2018; le tarature accreditate «consentono di determinare l'errore di indicazione di strumenti e sistemi di misura» (Accredia). Senza riferibilità, i valori nel rapporto sono indicazioni, non misure.

Il metodo. Per l'involucro la UNI EN ISO 6781-1:2023, che ha sostituito la UNI EN 13187; per le prove non distruttive la UNI EN 16714-1:2016; la UNI 11867:2022 è una guida all'uso corretto della tecnica, non una norma di collaudo. Date, contenuti e tabella completa sono nell'articolo sulle norme della termografia in Italia.

persona UNI EN ISO 9712:2022 TT liv. 2 strumento certificato di taratura LAT metodo UNI EN ISO 6781-1:2023 rapporto firmato, datato, con parametri

Chi accetta il rapporto a Milano: schema per schema

Sulla piazza milanese il rapporto termografico entra in sei schemi di accettazione; solo il primo lo nomina in un testo pubblico.

Milano è il luogo in cui questi schemi si incontrano: GBC Italia contava in città circa duecento edifici certificati o in fase di certificazione LEED e BREEAM nel periodo 2016-2018 (GBC Italia, 03/07/2024), il numero aperto più recente che abbiamo trovato.

Schema Chi lo chiede a Milano Che cosa pretende dal rapporto Fonte
BREEAM International NC v6, Man 04, credito «Testing and inspecting building fabric» Assessor BREEAM Rilievo termografico e/o prova di tenuta all'aria (nota CN3.6); termografo Category II ISO 18436-7:2014 o Class II ISO 6781-3:2015; difetti corretti prima della consegna Manuale BRE
LEED v4.1 BD+C, EA Enhanced Commissioning, Option 2 Building Enclosure Commissioning Commissioning agent (CxA) Commissioning dell'involucro secondo ASHRAE Guideline 0-2013 e ASTM E2947-16; termografia non nominata nel credito, termocamera fra gli strumenti nella guida USGBC Guida USGBC v4.1 BD+C
Diagnosi energetica art. 8 D.Lgs 102/2014 Grandi imprese e energivore, ogni quattro anni Nulla di prescritto: evidenza di campo a supporto della diagnosi e dell'intervento fra un ciclo e l'altro Normattiva
Due diligence tecnica Fondi, technical advisor Prova aggiuntiva su richiesta del committente; condizioni, parametri e limiti leggibili da chi non conosce il metodo RICS, TDD 2020
Rendicontazione ESG (CSRD, ESRS E1-3) Società obbligate, proprietari immobiliari Evidenza «prima/dopo» delle azioni di efficienza sull'involucro; non è un obbligo Reg. (UE) 2023/2772
Capitolato del general contractor GC e direzione lavori Operatore, strumento, condizioni, criterio e formato scritti prima; verifica di ripristino UNI EN ISO 6781-1:2023

Nessuno dei sei accetta un'immagine colorata senza parametri. Li divide la domanda che ciascuno fa per prima: BREEAM chi ha rilevato; LEED dentro quale piano; l'auditor su quale perimetro e a quale carico; il technical advisor che cosa non dice; chi rendiconta prima e dopo che cosa; il general contractor come si chiude.

Se il rapporto deve entrare in uno di questi schemi, scrivici quale e la data di consegna o di audit: il resto si costruisce a ritroso.

Tabella degli schemi di accettazione del rapporto termografico a Milano: BREEAM, LEED, diagnosi energetica, due diligence, ESG e capitolato, con il requisito e la fonte di ciascuno
Tabella degli schemi di accettazione del rapporto termografico a Milano: BREEAM, LEED, diagnosi energetica, due diligence, ESG e capitolato, con il requisito e la fonte di ciascuno

Commissioning dell'involucro: BREEAM Man 04 e LEED Enhanced Commissioning

Fra gli schemi di certificazione dell'edificio, BREEAM è l'unico che scrive «thermographic survey» e fissa la qualifica del termografo; LEED rinvia a un processo di commissioning e a guide ASTM, e lascia al commissioning agent la scelta delle prove.

BREEAM Man 04: il credito che nomina la termografia

Nel manuale BREEAM International New Construction versione 6, la voce Man 04 «Commissioning and handover» vale quattro crediti; uno, «Testing and inspecting building fabric», riguarda l'involucro. Il criterio 8 chiede che l'integrità dell'involucro (continuità dell'isolamento, ponti termiciPonte termicoDiscontinuità geometrica o materica dell'involucro edilizio in cui la resistenza termica è localmente ridotta. Si manifesta con dispersione, superfici più fredde all'interno e rischio di condensa e muffa. La termografia lo rende…, tenuta all'aria) sia assicurata con prove e ispezioni post-costruzione: secondo il tipo di edificio, lo si dimostra con un rilievo termografico e/o una prova di tenuta all'aria, più un'ispezione, eseguiti da un professionista adeguatamente qualificato; la nota CN3.6 non impone entrambe le prove. Il criterio 9 chiede che i difetti così individuati siano corretti prima della consegna. Per la tenuta all'aria il riferimento è la ISO 9972:2015, con personale certificato da un organismo accreditato ISO 17024.

La qualifica del termografo è scritta: Category II secondo ISO 18436-7:2014 oppure Class II secondo ISO 6781-3:2015. La UNI EN ISO 9712 non compare nel testo del credito. La 18436-7 qualifica per categorie il personale della diagnostica delle macchine; la 6781-3 per classi i termografi degli edifici; la 9712 per livelli il personale delle prove non distruttive: tre famiglie distinte, confrontate nell'articolo sulle norme della termografia in Italia. Un certificato 9712 TT di livello 2 non coincide con nessuna delle due qualifiche nominate. La corrispondenza, e l'eventuale equivalenza, vanno chieste all'assessor prima del rilievo, per iscritto, con il certificato allegato: dopo, l'evidenza è contestabile.

Commissioning dell'involucro: verifica termografica del giunto fra montante della facciata continua e bordo solaio in un edificio milanese in consegna
Commissioning dell'involucro: verifica termografica del giunto fra montante della facciata continua e bordo solaio in un edificio milanese in consegna

Il criterio 9 impone il ciclo: quando il rilievo trova un difetto, il credito non si chiude con il rilievo ma con la correzione documentata prima della consegna, e l'evidenza BREEAM diventa almeno due rapporti sullo stesso punto, nelle stesse condizioni, con l'impresa in mezzo. Su una facciata continua i punti sono i giunti fra montante e bordo solaio, le fasce marcapiano e i tamponamenti opachi; delle vetrate si legge solo la temperatura superficiale del vetro, che nella banda delle termocamere per edilizia non lascia vedere ciò che sta dietro.

LEED v4.1: due punti per l'involucro, senza la parola termografia

Nella guida LEED v4.1 Building Design and Construction (USGBC, guida introduttiva per i partecipanti alla beta, aprile 2019, pagg. 117-119), il credito EA Enhanced Commissioning comprende l'Option 2, Building Enclosure Commissioning, che vale 2 punti. Chiede di svolgere le attività del processo di commissioning sull'involucro termico secondo la ASHRAE Guideline 0-2013 e la ASTM E2947-16, guida al commissioning dell'involucro (edizione richiamata dalla guida; l'edizione ASTM corrente è la E2947-21a). Nel testo del credito la termografia non compare: non si può scrivere che LEED la richiede.

Compare altrove, in due punti. La guida USGBC all'Enhanced Commissioning, scritta per il rating Residential Multifamily v4.1, elenca la termocamera fra gli strumenti del commissioning agent, con fumo tracciante, igrometro e blower doorBlower door testProva in cui un ventilatore calibrato posto su un serramento mette l'edificio in pressione o depressione controllata, misurandone il ricambio d'aria. Abbinata alla termografia, rende visibili le infiltrazioni d'aria che a pressione…, e fra le prove la prestazione termica e le perdite d'aria dell'involucro. La ASTM E1186-22, pratica per la localizzazione in sito delle perdite d'aria negli involucri, descrive la scansione a infrarossi come tecnica rapida di localizzazione.

La conseguenza pratica: in un progetto LEED il rapporto termografico è accettato se è previsto nel piano di commissioning dell'involucro scritto dal CxA, con prove, punti e criteri decisi lì. Un rapporto portato a fine cantiere fuori dal piano è un documento in più, non un'evidenza del credito. Le firme termiche dell'isolamento posato sono nell'articolo sul collaudo del cappotto termico con termografia, di cui il commissioning è la versione dentro uno schema terzo.

Flusso del commissioning termografico dell'involucro in sette passi: capitolato, condizioni, rilievo, difetti classificati, ripristino, verifica, consegna
Flusso del commissioning termografico dell'involucro in sette passi: capitolato, condizioni, rilievo, difetti classificati, ripristino, verifica, consegna

Diagnosi energetica obbligatoria: art. 8 D.Lgs 102/2014 e la Lombardia

La diagnosi energetica obbligatoria non prescrive la termografia; in Lombardia riguarda 1.978 soggetti e 2.885 siti al ciclo 2023, e in quei siti la termografia entra come misura di campo dell'auditor, non come adempimento.

Il testo è l'art. 8 del D.Lgs 4 luglio 2014 n. 102, come modificato dal D.Lgs 73/2020. Il comma 1 impone alle grandi imprese una diagnosi energetica nei siti produttivi entro il 5 dicembre 2015 «e, successivamente, ogni quattro anni», con comunicazione a ENEA. Il comma 3 estende l'obbligo alle imprese energivore, di qualunque dimensione, e chiede che fra un ciclo e l'altro attuino almeno un intervento individuato o adottino un sistema ISO 50001. Il terzo ciclo è iniziato con la scadenza del 5 dicembre 2023: la successiva cade, per derivazione dalla cadenza quadriennale e non per una data scritta nel decreto, il 5 dicembre 2027.

I numeri sono nella relazione ENEA sull'adempimento alla scadenza del dicembre 2023 (Edizioni ENEA, dicembre 2024): 10.559 diagnosi caricate su Audit102 e 5.797 soggetti obbligati adempienti. Secondo ENEA (p. 46) la Lombardia da sola rappresenta circa il 30% dei siti produttivi oggetto delle diagnosi inviate: 1.978 soggetti obbligati e 2.885 siti sottoposti a diagnosi (tabella p. 58), di cui 1.401 soggetti e 1.691 siti nel manifatturiero.

Diagnosi energetica in uno stabilimento lombardo: auditor e tecnico termografico davanti a un quadro di distribuzione e alle condotte di impianto
Diagnosi energetica in uno stabilimento lombardo: auditor e tecnico termografico davanti a un quadro di distribuzione e alle condotte di impianto

Nelle 118 pagine della relazione ENEA la parola «termografia» non compare: il decreto non la prescrive e ENEA non la cita. La diagnosi deve essere conforme all'Allegato 2 del decreto, e i chiarimenti del Ministero (novembre 2016, §4.1) considerano rispettata la prescrizione se è conforme ai criteri minimi della serie UNI CEI EN 16247 (le parti 1 e 2 sono oggi nell'edizione 2022), parte 1 requisiti generali, parte 2 edifici, parte 3 processi, parte 4 trasporti (MiSE). La termografia vi entra per prassi degli auditor come misura di campo su quadri, cabine, condotte coibentate, forni e involucro. Serve a due cose: individuare dove il sito perde energia, e documentare con un rilievo prima e uno dopo l'intervento che il comma 3 impone fra un ciclo e l'altro.

Che cosa pretende, allora, chi firma la diagnosi, EGE, ESCo o auditor energetico certificato secondo l'art. 8 comma 2, da un rapporto termografico allegato: perimetro coincidente con il sito diagnosticato; condizioni di esercizio scritte, perché un rilievo a basso carico sottostima le anomalie (la ragione fisica è nell'esperto di termografia a Milano); data compatibile con il periodo di riferimento; per ogni anomalia posizione, termogrammaTermogrammaImmagine in falsi colori in cui a ogni pixel corrisponde una temperatura apparente della superficie. Senza scala di temperatura e senza i parametri di misura un termogramma non è un dato: è un'illustrazione. con scala e criterio. Il conto economico di quelle anomalie è nella termografia predittiva per data center e industrie a Milano.

Due diligence tecnica e rendicontazione ESG: evidenza, non obbligo

Né la guidance RICS sulla due diligence tecnica né gli standard europei di rendicontazione nominano la termografia: la chiedono technical advisor e redattori della rendicontazione come evidenza, e il rapporto deve reggere alla lettura di chi non conosce il metodo.

Il contesto è il mercato direzionale milanese. Nel 2024 gli investimenti in uffici a Milano sono stati 1,2 miliardi di euro, con oltre 500.000 m² di uffici in costruzione e consegna prevista entro il 2027 (Assolombarda su dati JLL). Le transazioni istituzionali e le consegne di questo tipo passano, di norma, da una due diligence tecnica.

La guidance note RICS «Technical due diligence of commercial property» (prima edizione, in vigore dal 1° aprile 2020) al punto 5.6, dedicato agli impianti, precisa che le prove sugli impianti non fanno di norma parte del rapporto standard, salvo richiesta specifica del cliente; per l'involucro non prevede prove strumentali. Nelle sue 41 pagine la termografia non compare. Il rapporto termografico entra quindi in un data room come prova aggiuntiva commissionata dal committente, quando l'involucro pesa sul prezzo. Un articolo del RICS Built Environment Journal (Bedford, 28/10/2021) consiglia a chi offre rilievi termografici formazione e certificazione formali, e fissa le condizioni pratiche: differenza di temperatura interno-esterno di almeno 10 °C, vento non oltre 5 m/s, niente pioggia, esterni di notte. Il technical advisor chiede al rapporto data, condizioni, parametri e, soprattutto, ciò che non dice.

Sul lato della rendicontazione, la direttiva (UE) 2022/2464 del 14 dicembre 2022 (CSRD), recepita dal D.Lgs 6 settembre 2024 n. 125 in vigore dal 25 settembre 2024, chiede alle imprese obbligate di rendicontare l'impatto sulle questioni di sostenibilità. Gli standard sono nel regolamento delegato (UE) 2023/2772 del 31 luglio 2023 (ESRS). Nell'obbligo E1-3 le azioni di mitigazione si presentano per leve di decarbonizzazione, fra cui l'efficienza energetica (RA 19 b), con gli importi di OpEx e CapEx «in quanto lo scopo delle informazioni è dimostrare la credibilità delle azioni stesse» (RA 20). Soglie e calendario di applicazione vanno letti nel testo vigente al momento della rendicontazione.

Come entra la termografia: non come obbligo, mai. Entra come evidenza di un'azione E1-3 sull'involucro: un rilievo prima dell'intervento che localizza le discontinuità e uno dopo che ne documenta la correzione, nelle stesse condizioni. È una delle evidenze documentali con cui si sostiene la credibilità che l'RA 20 chiede alle azioni dichiarate; non è un attestato di prestazione energetica, che è un altro documento con un altro calcolo.

La voce di capitolato del general contractor

Un rapporto è accettabile alla consegna se il capitolato ha scritto prima cinque cose, operatore, strumento, condizioni, criterio e formato, e una sesta che le rende utili: la verifica del ripristino.

I sei elementi di un capitolato termografico generale sono nell'esperto di termografia a Milano; sul lato elettrico di un cantiere la voce è nel collaudo termografico dei condotti sbarre nei data center. Qui si elenca ciò che uno schema terzo aggiunge o irrigidisce, sul lato involucro.

  1. Operatore. Nome della persona che firma, organismo, metodo, livello o classe, settore, scadenza; se l'edificio è BREEAM, la qualifica richiesta dal Man 04 e non un'altra; se è LEED, il CxA che ha inserito la prova nel piano.
  2. Strumento. Modello e numero di serie di termocamera e termoigrometro, certificato di taratura allegato; risoluzione geometrica e sensibilità termica dichiarate, perché decidono da quale distanza un giunto è misurabile (IFOV e NETD).
  3. Condizioni. Per l'involucro la finestra stagionale di Milano (riquadro qui sotto) e la regola scritta che, se quel giorno mancano, si rimanda; per gli impianti la percentuale di carico minima e il turno.
  4. Criterio. Il riferimento del ΔT (la sovratemperatura rispetto a un riferimento) dichiarato prima, componente gemello o ambiente: la differenza fra le due scale è in ΔT e classificazione delle anomalie. Se lo schema terzo ha un proprio criterio, vince quello.
  5. Formato. Rapporto secondo la UNI EN ISO 6781-1:2023 con file radiometrici allegati; indice in cosa deve contenere un report termografico e checklist di verifica. Qui conta che sia leggibile da chi non conosce il metodo: assessor, auditor e technical advisor non sono termografi.
  6. Verifica di ripristino. Stesso punto, stesse condizioni, dopo l'intervento dell'impresa, con data. In BREEAM è il criterio 9; in ogni altro schema è ciò che trasforma la segnalazione in evidenza chiusa.

Su Milano abbiamo lavorato con un ciclo di questo tipo, sul lato elettrico: la verifica termografica delle linee del data center di Settimo Milanese, nel cantiere gestito da Kirby, circa duecento rapporti nel 2024-2025 con rilievo, segnalazione, ripristino e verifica, descritta nell'esperto di termografia a Milano. La citiamo per una ragione: chi gestiva il cantiere ha accettato i rapporti così costruiti.

Condizioni di validità a Milano: stagione per l'involucro, carico per gli impianti

Milano è in zona climatica E, con 2.404 gradi giorno, e il periodo di esercizio degli impianti va dal 15 ottobre al 15 aprile secondo l'Allegato A del DPR 412/1993 (tabella riportata da Tuttitalia): è in quella finestra che esiste la differenza di temperatura stabile fra interno ed esterno che la UNI EN ISO 6781-1:2023 richiede; nella prassi, e nell'articolo RICS citato sopra, almeno 10 °C, con vento debole, senza pioggia recente e senza sole sulla superficie. Un edificio consegnato a giugno si rileva nella stagione successiva, e il capitolato deve dirlo. Per quadri e condotti sbarreCondotto sbarre (busbar)Sistema di distribuzione in cui la corrente è portata da barre conduttrici alloggiate in un involucro metallico, con derivazioni innestabili. Molto usato in data center e industria: i giunti e le derivazioni sono i punti che la… la finestra non è la stagione ma il carico, scritto nel rapporto. Prima di uscire, le condizioni si verificano con lo strumento di verifica delle condizioni per il rilievo dell'involucro.

Chi firma cosa

Il rapporto lo firma l'operatore certificato; l'accettazione la firma un altro, diverso per schema.

L'operatore di livello 2 (o della classe richiesta dallo schema) firma il rapporto di prova: esecuzione, parametri, interpretazione, classificazione. L'assessor BREEAM valuta le evidenze del Man 04 e non firma il rapporto: lo accetta o lo respinge. Il commissioning agent LEED firma piano e rapporto di commissioning, in cui il rilievo è una prova fra le altre. L'EGE, l'ESCo o l'auditor certificato firma la diagnosi caricata su Audit102, di cui il rapporto è un allegato. Il technical advisor firma la due diligence e cita il rilievo come prova aggiuntiva. Gli amministratori firmano la rendicontazione di sostenibilità, di cui il rilievo prima/dopo è un'evidenza. Il general contractor e la direzione lavori firmano il verbale di consegna, con rapporto e verifica di ripristino nel fascicolo.

Due cose che la firma dell'operatore non copre. Non è una qualifica elettrica: se il rilievo richiede quadri aperti in tensione è un lavoro elettrico secondo la CEI 11-27:2025, sesta edizione, oppure si installano finestre a infrarossi. E non è una firma peritale: il contenzioso è l'ambito della perizia termografica di parte, non di questa pagina.

Cosa il rapporto certificato non attesta

Non attesta la trasmittanza in opera di una parete: la termografia rileva irregolarità di temperatura superficiale, la trasmittanza richiede una termoflussimetria in continuo secondo la UNI ISO 9869-1:2015 (il criterio di scelta è nei controlli non distruttivi). Non è un attestato di prestazione energetica: la classe la calcola un certificatore abilitato con un metodo normato, e in Lombardia l'attestato si deposita nel catasto regionale CENED. Non è una perizia: non attribuisce responsabilità né quantifica un danno. Non vede dietro il vetro: su una facciata continua misura montanti, traversi, giunti e tamponamenti opachi, non ciò che sta dietro le vetrate. Da solo non dà un credito BREEAM né un punto LEED: li dà il processo in cui è inserito.

Due colonne: che cosa attesta un rapporto termografico certificato e che cosa non attesta
Due colonne: che cosa attesta un rapporto termografico certificato e che cosa non attesta

Come lavoriamo su Milano e provincia

Prima dell'incarico dichiariamo per iscritto la qualifica di chi firmerà, con il certificato, così che assessor, commissioning agent o auditor ne valutino la corrispondenza con il proprio schema prima del rilievo; e dichiariamo la finestra in cui il rilievo sarà valido, con la regola che se le condizioni mancano si rimanda. I rilievi sono eseguiti da tecnici certificati UNI EN ISO 9712 di 2° livello, con certificato di taratura allegato al rapporto, su Milano e provincia e sull'intera Lombardia, oltre a Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta e alle province di Verona e Vicenza.

Per proprietà, general contractor, energy manager e technical advisor il primo passo è mandarci lo schema, il perimetro e la data di consegna o di audit; capitolato e voci dell'importo sono nella pagina del preventivo di un'indagine termografica. Se invece l'immobile è una casa o un condominio e la domanda è domestica, l'interlocutore della rete è la termografia a Milano per la casa e il condominio, con un altro taglio.

Puoi descriverci lo schema e l'edificio e ricevere una prima valutazione su qualifica richiesta, finestra utile e forma del rapporto.

Tutte le domande frequenti del sitoSfogliale raggruppate per tema e per argomentoApri l’indice FAQ →

Domande frequenti

Un certificato UNI EN ISO 9712 di livello 2 basta perché BREEAM accetti il rilievo termografico?

Non automaticamente. Il manuale BREEAM International New Construction v6, credito Man 04, chiede che il rilievo termografico sia eseguito da un professionista con Category II secondo ISO 18436-7:2014 oppure Class II secondo ISO 6781-3:2015: due qualifiche diverse dalla UNI EN ISO 9712, che certifica il personale delle prove non distruttive per livelli. Un livello 2 nel metodo termografico è competente a eseguire e interpretare il rilievo, ma il testo del credito nomina altre norme. Prima del rilievo conviene mettere per iscritto la qualifica di chi firma e sottoporla all'assessor, così che la corrispondenza sia accettata in anticipo e non contestata alla consegna delle evidenze.

LEED richiede la termografia dell'involucro?

No, non la nomina. Nel LEED v4.1 BD+C il credito EA Enhanced Commissioning ha un'opzione 2, Building Enclosure Commissioning, che vale due punti e chiede di applicare il processo di commissioning all'involucro termico secondo ASHRAE Guideline 0-2013 e ASTM E2947-16. La termocamera compare fra gli strumenti del commissioning agent in una guida USGBC, e la ASTM E1186-22 descrive la scansione a infrarossi come tecnica per localizzare le perdite d'aria. È quindi il piano di commissioning, scritto dal commissioning agent, a stabilire se e come il rilievo termografico entra fra le prove: il rapporto va concordato con quel piano, non presentato dopo.

La diagnosi energetica obbligatoria del D.Lgs 102/2014 richiede un rilievo termografico?

No. L'articolo 8 impone alle grandi imprese e alle imprese energivore una diagnosi energetica ogni quattro anni nei siti produttivi, da comunicare a ENEA, ma non prescrive metodi di misura specifici; la relazione ENEA sul ciclo 2023 non nomina mai la termografia. Gli auditor la usano per prassi come misura di campo, per individuare dove il sito perde energia, e per documentare l'intervento che le imprese energivore devono attuare fra un ciclo e l'altro. Perché sia utile nella diagnosi, il rapporto deve coprire il perimetro del sito diagnosticato, dichiarare le condizioni di esercizio al momento del rilievo e avere una data compatibile con il periodo di riferimento.

In quale periodo si può fare la termografia dell'involucro a Milano?

Nella stagione di riscaldamento. Milano è in zona climatica E, con 2.404 gradi giorno, e il periodo di esercizio degli impianti va dal 15 ottobre al 15 aprile: è la finestra in cui esiste una differenza di temperatura stabile fra interno ed esterno, che il metodo richiede. Nella prassi le condizioni sono una differenza di almeno dieci gradi, vento debole, nessuna pioggia recente e, per gli esterni, l'assenza di irraggiamento solare, quindi ore notturne o prima dell'alba. Un edificio consegnato in estate si rileva nella stagione successiva: il capitolato deve prevederlo. Per gli impianti elettrici e meccanici la finestra non è la stagione ma il carico.

Che cosa deve riportare il certificato di taratura della termocamera perché il rapporto sia accettato?

Un commissioning agent o un auditor cerca cinque cose: l'identificazione dello strumento con numero di serie, il laboratorio che ha eseguito la taratura e il suo accreditamento, la data, i punti di temperatura verificati con i valori letti, l'incertezza di misura. È questo insieme che rende riferibili i valori del rapporto: i laboratori accreditati da Accredia determinano l'errore di indicazione dello strumento rispetto a campioni riferibili. Un rapporto senza certificato di taratura allegato non contiene misure riferibili, e chi lo deve accettare in un commissioning o in una diagnosi ha titolo per respingerlo. Lo stesso vale per il termoigrometro con cui si misurano le condizioni ambientali.

Un rapporto termografico certificato dimostra la classe energetica o la trasmittanza di una parete?

No a entrambe. La termografia rileva irregolarità di temperatura superficiale: mostra dove l'isolamento è discontinuo, dove passa aria o umidità, ma non misura quanto una parete isoli. La trasmittanza in opera richiede una misura termoflussimetrica in continuo secondo la UNI ISO 9869-1:2015, che è un'altra prova con altri tempi. La classe energetica è l'oggetto dell'attestato di prestazione energetica, un documento redatto da un certificatore abilitato con un calcolo normato e depositato, in Lombardia, nel catasto regionale. Il rapporto termografico può accompagnare entrambi come evidenza, non sostituirli.

Il rapporto termografico entra in una due diligence immobiliare o in un bilancio di sostenibilità?

Entra come evidenza, non come obbligo. La guidance RICS sulla due diligence tecnica degli immobili commerciali è impostata sull'ispezione visiva e precisa, per gli impianti, che le prove non fanno parte del rapporto standard salvo richiesta del committente: il rilievo termografico è una prova aggiuntiva che il technical advisor chiede quando l'involucro pesa sul prezzo. Negli standard europei di rendicontazione di sostenibilità, l'ESRS E1 chiede di descrivere le azioni di efficienza energetica e di dimostrarne la credibilità: un rilievo prima e dopo un intervento sull'involucro è una delle evidenze documentali di quel tipo. In entrambi i casi il rapporto deve essere leggibile da chi non conosce il metodo.

Chi verifica la qualifica dell'operatore in un progetto BREEAM o LEED, e in quale momento?

In BREEAM la verifica l'assessor, che valuta le evidenze del credito Man 04 e accetta o respinge il rilievo; in LEED il commissioning agent, che inserisce la prova nel piano di commissioning dell'involucro e ne fissa i requisiti. Il momento giusto è prima del rilievo: la qualifica di chi firmerà, con il certificato allegato, va sottoposta per iscritto a chi dovrà accettarla, chiedendo conferma della corrispondenza con la norma nominata. Un rilievo eseguito prima di quella conferma è un'evidenza contestabile. In BREEAM un difetto trovato non chiude il credito finché la correzione non è documentata sullo stesso punto, criterio 9; in LEED il difetto entra nel registro delle non conformità del commissioning e si chiude con le modalità che il piano stabilisce.

Vuoi sapere se la termografia risponde al tuo caso?

Descrivici l’impianto o il problema: ti diciamo, senza impegno, se la termografia è il metodo giusto, in quali condizioni va eseguita e cosa otterrai. Se non è il metodo giusto, te lo diciamo prima.

Sono un’impresa o un tecnicoSono un privato o un amministratore

Oppure chiama subito il 351 419 3097 · WhatsApp

Chiama WhatsApp Richiedi sopralluogo