
L'analisi termografica di un impianto elettrico, seguita dalle azioni correttive, è uno degli interventi che l'INAIL riconosce nel modello OT23 per ridurre il tasso medio di tariffa. È l'unico caso in cui una diagnosi tecnica si ripaga da sola: il costo del rilievo è tipicamente inferiore al risparmio sul premio del primo anno.
Che cos'è il modello OT23
L'OT23 è il modulo con cui un'azienda chiede all'INAIL la riduzione del tasso medio di tariffa dichiarando di aver realizzato, nell'anno precedente, interventi di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza aggiuntivi rispetto a quelli obbligatori per legge. La riduzione si applica al premio assicurativo dell'anno successivo.
Il punto da capire è quello: aggiuntivi rispetto agli obblighi. Quello che già devi fare per legge non conta. La termografia, che nessuna norma generale impone all'impianto elettrico ordinario, conta.
L'intervento che riguarda la termografia
Nel modello, l'intervento dedicato è quello relativo all'analisi termografica di una o più parti di un impianto elettrico con la conseguente attuazione delle opportune azioni correttive. Nelle versioni recenti del modulo è identificato come intervento A-4.1.
La formulazione contiene due condizioni, e le aziende ne trascurano quasi sempre la seconda:
- hai eseguito l'analisi termografica nell'anno di riferimento;
- hai attuato le azioni correttive che l'analisi ha reso necessarie.
Un report che elenca tre morsetti in sovratemperatura e nessuna prova di averli serrati non dimostra alcun miglioramento della sicurezza: dimostra che sai di avere un problema e non l'hai risolto. È la ragione più frequente per cui una domanda viene respinta.
Quanto vale
La riduzione del tasso medio di tariffa è crescente al diminuire della dimensione aziendale (misurata in lavoratori-anno) e nelle realtà più piccole può arrivare fino al 28%. Tradotto: l'impresa che paga un premio di 40.000 euro l'anno e ottiene la riduzione recupera una cifra che è un multiplo del costo dell'indagine.
A questo si aggiunge un secondo effetto, spesso più grande del primo: le anomalie che la termografia individua — un morsetto allentato, un conduttore sottodimensionato, uno squilibrio di fase — sono le stesse che, non trovate, diventano un guasto o un principio d'incendio.
Verifica sempre il modello dell'anno in corso. L'INAIL rivede periodicamente struttura, classificazione degli interventi e criteri di accesso: nelle edizioni più recenti il sistema a punteggio è stato sostituito da una classificazione degli interventi in tipo A e tipo B, con requisiti di accesso semplificati. Prima di impostare la domanda, controlla il modulo e la guida pubblicati per l'anno di riferimento.
Che documentazione serve davvero
Il criterio è uno: la documentazione deve essere probante, cioè deve permettere a un terzo di verificare che il controllo sia stato fatto seriamente. In concreto:
- report termografico firmato e datato, con l'indicazione della strumentazione utilizzata, dell'emissività adottata, delle condizioni del rilievo e del carico dell'impianto al momento della misura;
- termogrammi con scala di temperatura e riferimento fotografico in luce visibile dello stesso punto;
- classificazione della gravità delle anomalie riscontrate, con un criterio dichiarato;
- evidenza delle azioni correttive: rapporti di intervento, ordini di lavoro, fotografie del ripristino;
- dove utile, rilievo di verifica successivo che documenta il rientro dell'anomalia.
La qualificazione di chi esegue è parte della documentazione: un rilievo firmato da un operatore termografico certificato di 2° livello UNI EN ISO 9712UNI EN ISO 9712Norma che definisce qualificazione e certificazione del personale addetto alle prove non distruttive. Prevede tre livelli: il primo esegue, il secondo imposta, interpreta e firma, il terzo sviluppa procedure e qualifica il personale. La… è difendibile, un'immagine colorata senza dati di misura no.
Condizioni perché il rilievo sia valido
Una termografia elettrica eseguita nelle condizioni sbagliate non è meno accurata: è inutilizzabile. Perché la misura abbia senso servono:
- impianto in esercizio e sotto carico — idealmente ad almeno il 40% del carico nominale. Un quadro scarico non mostra le anomalie che stiamo cercando;
- accesso alle parti attive in sicurezza, con le pannellature aperte o attraverso finestre a infrarossi;
- emissività corretta per ciascun materiale: rame lucido, vernice, plastica e acciaio si comportano in modo molto diverso;
- assenza di irraggiamento parassita (sole diretto, riflessi, ventilazione forzata) che falsi la lettura.
Quando programmarla
L'intervento deve ricadere nell'anno solare a cui la domanda si riferisce, mentre la domanda si presenta l'anno successivo entro la scadenza fissata da INAIL. Concretamente: se punti alla riduzione, la termografia va messa a calendario entro dicembre, lasciando il tempo di eseguire e documentare le azioni correttive. Chi ci pensa a gennaio ha già perso l'anno.
Cosa la termografia non ti dirà
La termografia rileva differenze di temperatura superficiale e nient'altro. Non sostituisce le verifiche di legge dell'impianto elettrico, non misura l'isolamento, non rileva un difetto che non produca calore, e non vede all'interno di un componente chiuso se il calore non raggiunge la superficie. È un'indagine complementare, potentissima nel suo campo e muta fuori da quello. Se il tuo obiettivo richiede un'altra prova, te lo diciamo prima di venire.
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La termografia da sola basta per ottenere la riduzione OT23?
No, e questo è il punto che fa respingere più domande. L'intervento richiede due cose: l'analisi termografica dell'impianto elettrico e l'attuazione delle conseguenti azioni correttive. Un report che segnala anomalie senza prova di averle risolte non dimostra il miglioramento delle condizioni di sicurezza.
Chi deve eseguire l'analisi termografica per l'OT23?
L'INAIL chiede documentazione probante. Un rilievo eseguito da operatore certificato UNI EN ISO 9712, con report firmato che riporta strumentazione, condizioni del rilievo e classificazione delle anomalie, è documentazione difendibile; un'immagine termica senza dati di misura non lo è.
Quanto vale in euro la riduzione?
Dipende dalla dimensione aziendale: la percentuale di riduzione del tasso medio di tariffa cresce al diminuire del numero di lavoratori-anno, e nelle aziende più piccole può arrivare fino al 28%. Su un premio annuo di qualche decina di migliaia di euro, l'indagine termografica si ripaga ampiamente.
Quando va fatta la termografia rispetto alla domanda?
L'intervento deve essere realizzato nell'anno solare a cui la domanda si riferisce, e la domanda si presenta l'anno successivo entro la scadenza fissata da INAIL. In pratica: se vuoi la riduzione, la termografia va programmata entro dicembre, non a ridosso della scadenza.
Che documenti devo conservare?
Il report termografico firmato con data, l'evidenza delle azioni correttive eseguite (ordini di lavoro, rapporti di intervento, fotografie del ripristino) e, dove utile, un rilievo di verifica successivo che mostri l'anomalia rientrata. La documentazione va conservata e resa disponibile in caso di controllo.
Vale anche se la termografia l'ha fatta il manutentore dell'impianto?
Conta la qualificazione di chi esegue e la qualità della documentazione, non la qualifica dell'azienda. Se il manutentore ha un operatore certificato 9712 e produce un report completo, va bene. Se consegna quattro immagini colorate senza dati di rilievo, il documento è debole.