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UNI EN ISO 9712

Le norme della termografia in Italia: quale norma per quale documento, quale certificazione per quale firma

Mappa delle norme italiane ed europee della termografia divise fra norme sul metodo e norme sulle persone
Mappa delle norme italiane ed europee della termografia divise fra norme sul metodo e norme sulle persone

Non esiste «la norma della termografia»: esistono due famiglie di documenti che rispondono a domande diverse — norme che definiscono il metodo e la sua applicazione (UNI EN 16714, UNI EN ISO 6781-1, UNI 11867, UNI ISO 18434-1, IEC TS 62446-3IEC TS 62446-3Specifica tecnica che definisce condizioni, procedure e criteri di valutazione per l'ispezione a infrarossi degli impianti fotovoltaici: soglie di irraggiamento, modalità di ripresa e classificazione delle anomalie.) e norme che certificano le persone (UNI EN ISO 9712UNI EN ISO 9712Norma che definisce qualificazione e certificazione del personale addetto alle prove non distruttive. Prevede tre livelli: il primo esegue, il secondo imposta, interpreta e firma, il terzo sviluppa procedure e qualifica il personale. La…, UNI 11931, UNI ISO 18436-7). Confonderle è l'errore che rende inutilizzabile un rapporto: si cita la norma giusta sul metodo e si fa firmare la persona sbagliata, oppure il contrario. Questa pagina tiene insieme le due famiglie in un unico schema e, soprattutto, spiega operativamente quale certificazione abilita a firmare quale documento — il punto su cui la letteratura italiana gratuita è più povera.

La tabella maestra delle norme

Sigla e anno Oggetto Cosa prescrive, in una riga A chi serve
UNI EN ISO 9712:2022 Qualificazione e certificazione del personale addetto alle prove non distruttive Definisce livelli 1-2-3, requisiti di addestramento, esperienza, esame e mantenimento, per metodo e per settore; la termografia è il metodo TT Chi firma un rapporto di prova non distruttiva; committenti che devono qualificare il fornitore
UNI EN 16714-1:2016 Prove non distruttive — Prove termografiche — Principi generali Descrive i principi generali dell'applicazione della termografia per rilevare e localizzare discontinuità (cricche, distacchi, delaminazioni, inclusioni) nei materiali Chi scrive procedure e capitolati sul metodo termografico
UNI EN 16714-2:2016 Prove non distruttive — Prove termografiche — Strumentazione Descrive proprietà e requisiti delle termocamere impiegate nelle prove termografiche non distruttive Chi specifica i requisiti minimi dello strumento in un capitolato
UNI EN 16714-3:2016 Prove non distruttive — Prove termografiche — Termini e definizioni Stabilisce la terminologia della prova termografica Chiunque debba usare i termini con un significato univoco in un contratto o in un rapporto
UNI EN ISO 6781-1:2023
sostituisce la UNI EN 13187:2000, ritirata il 16/11/2023
Prestazione degli edifici — Rilevazione di irregolarità di calore, aria e umidità negli edifici mediante metodi a infrarossi — Parte 1: Procedure generali Stabilisce requisiti e metodologie del servizio termografico sugli edifici: strumentazione, qualifica del personale, tecniche di ispezione qualitativa e quantitativa, infiltrazioni d'aria e umidità, rapporto di prova; per la trasmittanza rimanda alla ISO 9869-1 e per la tenuta all'aria alla ISO 9972 Termografia dell'involucro edilizio, diagnosi di ponti termici e difetti di posa
UNI 11867:2022 Prove non distruttive — Indicazioni generali per il corretto utilizzo della termografia all'infrarosso Documento base di consultazione: richiama e integra le norme esistenti, indica il corretto uso della termocamera e gli errori da evitare nell'interpretazione delle immagini Riferimento trasversale, soprattutto per chi si avvicina al metodo e per chi redige linee guida interne
UNI 11931:2024 Certificazione del personale tecnico addetto all'esecuzione delle prove non distruttive nel campo dell'ingegneria civile e dei beni culturali ed architettonici Definisce principi, criteri e procedure per certificazione e mantenimento ai livelli 1, 2 e 3 del personale PND in ambito civile; copre una quindicina di metodi, fra cui la termografia Chi esegue PND su strutture, edifici e beni culturali; stazioni appaltanti del settore civile
UNI ISO 18434-1 (ISO 18434-1:2008) Monitoraggio e diagnostica dello stato delle macchine — Termografia — Parte 1: Procedure generali Guida all'uso della termografia all'infrarosso all'interno di un programma di monitoraggio delle condizioni e per la diagnosi dei macchinari Manutenzione su condizione, diagnostica di macchine e impianti in esercizio
UNI ISO 18436-7:2014 Monitoraggio e diagnostica dello stato delle macchine — Qualificazione e valutazione del personale — Parte 7: Termografia Specifica i requisiti per qualificare e valutare il personale che esegue misure e analisi termiche per il monitoraggio dello stato delle macchine, organizzato per categorie Tecnici di manutenzione predittiva; responsabili di programmi di condition monitoring
IEC TS 62446-3:2017 Sistemi fotovoltaici — Requisiti per prove, documentazione e manutenzione — Parte 3: Moduli e impianti fotovoltaici — Termografia all'infrarosso in campo Stabilisce requisiti su strumentazione di misura, condizioni ambientali, procedura di ispezione, rapporto di ispezione, qualificazione del personale e matrice delle anomalie termiche Ispezioni termografiche di impianti fotovoltaici, anche con drone

Schema delle due famiglie di norme della termografia: norme sul metodo e norme sulla certificazione delle persone
Schema delle due famiglie di norme della termografia: norme sul metodo e norme sulla certificazione delle persone

Le due famiglie: perché la distinzione è operativa e non accademica

Il primo gruppo — 16714, ISO 6781-1, 11867, 18434-1, 62446-3 — descrive cosa si fa e come. Definisce il principio fisico, la strumentazione, le condizioni al contorno, la procedura, il contenuto del rapporto. Sono le norme che si citano in un capitolato quando si vuole che il rilievo sia ripetibile e confrontabile.

Il secondo gruppo — 9712, 11931, 18436-7 — descrive chi lo può fare e con quale prova documentale. Non dice nulla su come si punta la termocamera: dice come una persona dimostra di saperlo fare, chi lo attesta, per quanto tempo, e cosa succede quando l'attestazione scade.

Un capitolato tecnicamente maturo prescrive un documento di ciascuna famiglia. Un capitolato immaturo cita solo la prima (e riceve rilievi corretti firmati da chiunque) oppure solo la seconda (e riceve rilievi firmati da un certificato, eseguiti però con una metodologia che nessuno ha definito).

Un terzo elemento, quasi sempre assente dalle discussioni divulgative, è che le norme sul metodo e le norme sulle persone hanno campi di applicazione che non coincidono. La UNI EN ISO 6781-1 riguarda gli edifici e, pur trattando la qualifica degli operatori, non rilascia certificazioni. La UNI EN ISO 9712 riguarda le persone e non dice nulla di specifico sull'involucro. Il ponte fra le due lo costruisce il contratto, o una norma di settore, non la fisica.

UNI EN ISO 6781-1:2023: il metodo per l'involucro edilizio e i suoi limiti dichiarati

È la novità normativa che più spesso viene ignorata dai capitolati italiani. Fino al 2023 il metodo per l'involucro era la UNI EN 13187:2000, versione italiana della EN 13187:1998, a sua volta derivata dalla ISO 6781:1983. Nell'agosto 2023 il CEN ha pubblicato la EN ISO 6781-1:2023, che nel proprio frontespizio dichiara di superare la EN 13187:1998; l'UNI l'ha recepita come UNI EN ISO 6781-1:2023, Prestazione degli edifici — Rilevazione di irregolarità di calore, aria e umidità negli edifici mediante metodi a infrarossi — Parte 1: Procedure generali, in vigore dal 16 novembre 2023, e alla stessa data ha ritirato con sostituzione la UNI EN 13187:2000. Sul versante ISO, la ISO 6781-1:2023 è una prima edizione che annulla e sostituisce la ISO 6781:1983. Citare oggi la 13187 come norma di riferimento in un capitolato significa prescrivere un documento ritirato.

La norma vigente definisce un metodo di esame termografico per rilevare irregolarità di calore, aria e umidità negli edifici — il perimetro si è quindi allargato rispetto alle sole irregolarità termiche della vecchia norma. L'esame si esegue con un sistema di rilevazione della radiazione infrarossa che produce un'immagine basata sulla temperatura radiante apparente della superficie inquadrata; dalla distribuzione delle temperature superficiali si individuano irregolarità dovute per esempio a difetti di isolamento, umidità o infiltrazioni d'aria nei componenti dell'involucro esterno. Rispetto alla 13187, che era dichiaratamente e solo qualitativa, la ISO 6781-1 distingue la termografia comparativa qualitativa dalla termografia comparativa quantitativa, dedica a quest'ultima un punto specifico sui suoi limiti e fissa i requisiti di rendicontazione per entrambe.

Il punto che rende questa norma preziosa in un contenzioso resta il suo limite dichiarato.

Cosa la norma per l'involucro non fa. La superata UNI EN 13187 escludeva esplicitamente dal proprio campo la determinazione del livello di isolamento termico e della tenuta all'aria: si applicava alla sola localizzazione delle irregolarità. La vigente UNI EN ISO 6781-1:2023 ammette anche l'ispezione quantitativa, ma con un punto dedicato ai suoi limiti, e mantiene fra i propri riferimenti normativi la ISO 9869-1 (termoflussimetro, per la trasmittanza in opera) e la ISO 9972 (pressurizzazione con ventilatore, per la permeabilità all'aria). Un rapporto che concluda con un valore di trasmittanza ricavato dalla sola termocamera sta quindi usando il metodo fuori dal suo perimetro: per quei numeri servono altre misure e altre norme.

Questo è anche il motivo per cui la termografia dell'involucro produce di norma un documento diagnostico e non certificativo: dice dove intervenire, non quanto vale la prestazione.

UNI EN 16714: le tre parti che rendono confrontabile una prova termografica

Le tre parti della UNI EN 16714, pubblicate in lingua italiana dalla commissione tecnica UNI sulle prove non distruttive, sono il riferimento europeo del metodo termografico nelle PND.

  • Parte 1 — Principi generali. Descrive i principi generali per l'applicazione della termografia nelle prove non distruttive. La termografia vi è inquadrata come metodo per la rilevazione e localizzazione di discontinuità — cricche, fratture, delaminazioni, inclusioni — in materiali diversi, dai compositi ai metalli ai rivestimenti.
  • Parte 2 — Strumentazione. Descrive proprietà e requisiti delle termocamere impiegate nelle prove termografiche non distruttive. È la parte che un capitolato dovrebbe richiamare quando vuole evitare che il rilievo sia eseguito con uno strumento inadeguato al difetto che si cerca.
  • Parte 3 — Termini e definizioni. Stabilisce i termini e le definizioni della prova termografica. Sembra la parte meno interessante ed è invece quella che evita metà delle contestazioni: quando committente e fornitore usano «anomalia», «indicazione» e «difetto» con lo stesso significato, il rapporto smette di essere interpretabile.

La 16714 è la norma del metodo termografico come prova non distruttiva: nasce nel mondo dei materiali e dei componenti. Non è la norma della diagnosi termografica dell'edificio (quella è la UNI EN ISO 6781-1:2023) e non è la norma della manutenzione predittivaManutenzione predittivaStrategia in cui l'intervento è programmato sulla base di misure che rivelano il degrado in corso, come termografia, analisi vibrazionale o analisi degli oli, invece che su intervalli prefissati o a guasto avvenuto. delle macchine (quella è la serie 18434).

UNI 11867:2022: la linea guida generale che tiene insieme il quadro

La UNI 11867:2022, «Prove non distruttive — Indicazioni generali per il corretto utilizzo della termografia all'infrarosso», è stata pubblicata il 7 luglio 2022. Il suo scopo dichiarato è fornire indicazioni di base sull'utilizzo della termografia all'infrarosso nei diversi ambiti applicativi, come documento di facile consultazione che richiama e integra le norme esistenti e fornisce indicazioni generali soprattutto a chi si avvicina al metodo.

Due contenuti la rendono utile anche a chi termografa da anni: le indicazioni sul corretto utilizzo della termocamera e l'elenco degli errori da evitare, in particolare nell'interpretazione delle immagini termografiche acquisite. La norma è pensata come documento base dal quale sviluppare in futuro linee guida per applicazioni particolari — ispezione degli edifici, controllo qualità di dispositivi, analisi di materiali e componenti.

Da qui discende il suo uso corretto in capitolato: la 11867 si cita come cornice metodologica generale, non come fonte di criteri di accettazione. I criteri stanno nelle norme di applicazione o nelle specifiche contrattuali.

UNI EN ISO 9712: la norma che certifica le persone

La UNI EN ISO 9712:2022 specifica i requisiti per la qualificazione e la certificazione del personale che esegue prove non distruttive industriali. È entrata in vigore il 12 maggio 2022 e ha sostituito l'edizione 2012. Copre dieci metodi PND — emissione acustica, correnti indotte, prove di tenuta, magnetoscopia, liquidi penetranti, radiografia, estensimetria, termografia (TT), ultrasuoni, esame visivo — e fra le novità dell'edizione in vigore c'è la possibilità di erogare a distanza la sola parte teorica dell'addestramento, secondo i requisiti della ISO/TS 25108.

Il concetto architettonico da capire è che il certificato non è generico: identifica sempre almeno tre coordinate.

Le coordinate di un certificato UNI EN ISO 9712.
  • Metodo. Per la termografia è la sigla TT. Un certificato in ultrasuoni non dice nulla sulla competenza termografica, e viceversa.
  • Livello. 1, 2 o 3. Definisce cosa la persona può fare e cosa non può fare.
  • Settore. La certificazione è rilasciata per uno o più settori industriali o di prodotto. Un certificato TT valido in un settore non estende automaticamente la sua validità a un altro. elenco esatto dei settori: [DA VERIFICARE] sul testo della norma in vigore
  • Scadenza. Ogni certificato ha una data. Un certificato scaduto non è un certificato «un po' meno valido»: non è valido.

I livelli 1, 2 e 3: requisiti e — soprattutto — cosa può firmare ciascuno

La norma definisce i livelli per competenza, non per anzianità. Sintesi delle definizioni:

  • Livello 1 — ha dimostrato la competenza necessaria a eseguire prove non distruttive secondo istruzioni scritte e sotto la supervisione di personale di livello 2 o 3. Regola l'apparecchiatura, esegue la prova, registra e classifica i risultati secondo criteri già dati. Non sceglie il metodo né la tecnica e non interpreta.
  • Livello 2 — ha dimostrato la competenza necessaria a eseguire PND secondo le procedure PND. Seleziona la tecnica applicabile, determina le condizioni operative, interpreta e valuta i risultati rispetto ai criteri applicabili, sovrintende all'attività dei livelli inferiori e redige istruzioni PND per il personale di livello 1.
  • Livello 3 — può essere autorizzato ad assumersi la piena responsabilità di un laboratorio di prova o di un centro di esame, a stabilire e convalidare istruzioni e procedure PND, a interpretare norme e codici, a scegliere il metodo e la tecnica, e a fornire assistenza al personale PND di tutti i livelli.

Requisiti quantitativi per il metodo TT

Requisito Livello 1 Livello 2 Livello 3
Ore minime di addestramento (metodo TT) 40 h 80 h 40 h
Accesso diretto al livello superiore 40 + 80 = 120 h
Esperienza industriale minima (gruppo AT, ET, LT, RT, UT, TT) 3 mesi 9 mesi 18 mesi
Esperienza per accesso diretto al livello 2 3 + 9 = 12 mesi
Domande dell'esame generale (gruppo AT, ET, TT, RT, UT) 40 40
Esame specifico min. 20 domande per settore; almeno 30 se copre più settori come livello 1
Esame pratico esegue le istruzioni PND fornite dall'esaminatore seleziona la tecnica, determina le condizioni operative e redige almeno un'istruzione PND per il livello 1

riga «esperienza industriale» per il metodo TT: [DA VERIFICARE] — le fonti secondarie consultate riportano il raggruppamento 3/9/18 mesi per i metodi AT, ET, LT, RT, UT e TT, ma una di esse non elenca esplicitamente il TT in quella riga; il dato collima con i 12 mesi comunemente indicati per l'accesso diretto al livello 2 in termografia. Va confrontato con la tabella della norma in vigore prima di inserirlo in un capitolato.

Sul punteggio: per l'esame pratico è richiesto un punteggio minimo del 70 % su ciascun provino. regola di media ponderata fra esame generale, specifico e pratico: [DA VERIFICARE]

Cosa può firmare ciascun livello

Livello Può firmare Non può firmare
1 La registrazione del rilievo eseguito secondo istruzione scritta, con i risultati classificati secondo criteri già stabiliti Un rapporto che contenga interpretazione, valutazione o giudizio di conformità; una scelta di tecnica; un'istruzione operativa
2 Il rapporto termografico completo: scelta della tecnica, condizioni operative, interpretazione e valutazione rispetto ai criteri applicabili; le istruzioni PND destinate al livello 1 Le procedure PND generali dell'organizzazione e la loro convalida; l'assunzione di responsabilità di un laboratorio di prova
3 Procedure PND e loro convalida, interpretazione di norme e codici, responsabilità tecnica del laboratorio; tutto ciò che compete al livello 2

La conseguenza pratica è netta: ovunque sia richiesta una qualificazione PND — per norma di settore, per prescrizione di un ente o per clausola contrattuale — la firma tecnica di un rapporto termografico è la firma di un livello 2 (o superiore) nel metodo TT, nel settore pertinente, con certificato in corso di validità. Un rapporto firmato da un livello 1 non è un rapporto: è un verbale di acquisizione.

Validità, rinnovo, ricertificazione e acuità visiva

Limiti di validità di una certificazione UNI EN ISO 9712.
  • Durata. La validità massima del certificato è di cinque anni dalla data di emissione.
  • Rinnovo (5 anni). È una procedura documentale: referto scritto dell'esame di acutezza visiva sostenuto positivamente nei 12 mesi precedenti e documentazione di attività lavorativa continuativa nel metodo, senza interruzioni significative. La documentazione va presentata prima della scadenza (gli organismi indicano tipicamente una finestra nei sei mesi precedenti).
  • Ricertificazione (10 anni). Al termine di ogni secondo periodo di validità: per i livelli 1 e 2 occorre superare un esame pratico che dimostri la persistenza della competenza; per il livello 3 è previsto in alternativa un esame scritto conforme ai requisiti di livello 3 oppure un sistema di crediti strutturato.
  • Scadenza superata. Se la richiesta di rinnovo o ricertificazione è presentata oltre 12 mesi dalla scadenza, occorre ripetere l'esame completo. Anche entro i 12 mesi, il rinnovo o la ricertificazione dopo la scadenza resta un'eccezione che l'organismo di certificazione può rifiutare.

Acuità visiva. È un requisito di ammissione e di mantenimento, non un dettaglio burocratico. La visione da vicino deve consentire la lettura di caratteri Jaeger n. 1 o Times Roman N 4,5 (o lettere equivalenti, di altezza 1,6 mm) a una distanza non inferiore a 30 cm, con uno o entrambi gli occhi, con o senza correzione. La visione dei colori deve essere sufficiente a distinguere e differenziare il contrasto fra i colori o le tonalità di grigio impiegati nel metodo PND in questione, secondo quanto specificato dal datore di lavoro. Per la termografia questo secondo requisito è tutt'altro che formale: la lettura di un termogrammaTermogrammaImmagine in falsi colori in cui a ogni pixel corrisponde una temperatura apparente della superficie. Senza scala di temperatura e senza i parametri di misura un termogramma non è un dato: è un'illustrazione. è per definizione lettura di una scala di colori o di grigi.

L'esame della visione da vicino va ripetuto annualmente; per la visione dei colori le prassi degli organismi indicano un intervallo più lungo, dell'ordine dei cinque anni rispetto alle date di esame, rinnovo o ricertificazione.

Confronto fra i perimetri di UNI EN ISO 9712 metodo TT, UNI 11931 e UNI ISO 18436-7: cosa copre ciascuna certificazione
Confronto fra i perimetri di UNI EN ISO 9712 metodo TT, UNI 11931 e UNI ISO 18436-7: cosa copre ciascuna certificazione

Quale qualifica abilita a firmare cosa

Questa è la tabella che manca quasi ovunque. Le tre certificazioni citate in continuazione — 9712, 11931, 18436-7 — non sono varianti dello stesso titolo: rispondono a mondi normativi diversi.

UNI EN ISO 9712 — metodo TT UNI 11931:2024 UNI ISO 18436-7:2014
Mondo di riferimento Prove non distruttive industriali Prove non distruttive nel campo dell'ingegneria civile e dei beni culturali e architettonici Monitoraggio e diagnostica dello stato delle macchine (manutenzione su condizione)
Struttura Livelli 1, 2, 3 per metodo e per settore Livelli 1, 2, 3 per metodo, su circa quindici metodi PND fra cui la termografia Categorie di personale (I e superiori)
Cosa copre Competenza a eseguire, interpretare e — al livello 3 — normare la prova termografica come PND Competenza del tecnico PND in ambito civile e beni culturali, con esperienza documentata per singolo metodo Competenza a eseguire misure e analisi termiche con termocamere portatili per la diagnostica delle macchine
Cosa non copre Non è di per sé la certificazione richiesta nel settore civile ai sensi della 11931, né la qualificazione di condition monitoring Non sostituisce la certificazione 9712: secondo gli organismi di certificazione la 9712 TT con specificità nel settore civile è requisito di accesso per il metodo termografico Non è una certificazione PND e non abilita a firmare un rapporto di prova non distruttiva
Documenti tipici Rapporto di prova termografica su componenti, impianti, saldature; rapporto termografico su impianto fotovoltaico Documentazione PND su strutture, edifici, manufatti storici, nell'ambito di indagini diagnostiche strutturali Rapporto di ispezione termografica in un programma di manutenzione predittiva, secondo le procedure della UNI ISO 18434-1

La UNI 11931:2024 nel dettaglio

Pubblicata il 18 gennaio 2024, la UNI 11931 sostituisce la UNI/PdR 56:2019. Definisce principi, criteri e procedure per la gestione della certificazione e del successivo mantenimento ai livelli 1, 2 e 3 del personale tecnico addetto all'esecuzione delle prove non distruttive nel campo dell'ingegneria civile e dei beni culturali e architettonici. I metodi coperti sono una quindicina — fra gli altri prelievo di campioni e prove chimico-fisiche in sito, pull-out e pull-off, georadar, magnetometria, martinetti piatti, misure vibrazionali, prove di carico, prove penetrometriche, potenziale di corrosione, sclerometria, prove soniche, termografia all'infrarosso, ultrasuoni, esame visivo.

Requisiti tipici per la certificazione UNI 11931 (metodo termografico). Secondo quanto indicato dagli organismi di certificazione accreditati:
  • attestazione di attività continuative nel settore PND, con un minimo indicato di 4 attività annue, ciascuna documentata con periodo di inizio e fine, committente e descrizione, con riepilogo confermato dal datore di lavoro;
  • certificato di capacità visiva;
  • dichiarazione di assenza di reclami sull'operato come personale certificato;
  • certificazione in termografia a infrarossi conforme a UNI EN ISO 9712, con specificità nel settore civile.
Fra le novità rispetto alla PdR 56 c'è l'introduzione di un modulo di formazione generale per i livelli 1 e 2, erogabile in presenza o a distanza in modalità sincrona, con tracciamento delle presenze.
Transizione dalla UNI/PdR 56:2019. I certificati emessi secondo la PdR 56:2019 potevano essere transitati alla UNI 11931 entro il 17 gennaio 2025, cioè entro un anno dalla pubblicazione. Dopo tale data i certificati non transitati non sono più validi. Un committente che riceva oggi un certificato che cita ancora la UNI/PdR 56 senza evidenza della transizione ha un elemento concreto da chiarire prima di affidare l'incarico.

Il ramo diagnostica delle macchine: 18434-1 e 18436-7

La UNI ISO 18434-1 (adozione della ISO 18434-1:2008) fornisce una guida all'uso della termografia all'infrarosso all'interno di un programma di monitoraggio delle condizioni e per la diagnosi dei macchinari: consente di identificare e documentare anomalie derivanti da esercizio non corretto, lubrificazione inadeguata, disallineamenti, usura di componenti o carichi meccanici anomali. anno dell'adozione UNI: [DA VERIFICARE]

La UNI ISO 18436-7:2014 è la sua controparte sul personale: specifica i requisiti per la qualificazione e la valutazione del personale che esegue monitoraggio e diagnostica dello stato delle macchine mediante termografia all'infrarosso. Organizza il personale per categorie: la Categoria I qualifica a eseguire misure termografiche secondo procedure stabilite e riconosciute, ad applicare le procedure specifiche di misura, a configurare e utilizzare gli strumenti per l'acquisizione dei dati, a identificare e controllare le fonti di dati di scarsa qualità e gli errori di misura, e a eseguire rilevazione, valutazione di gravità e diagnosi di base secondo istruzioni stabilite.

Il rapporto fra le due è diretto: quando i controlli sono eseguiti secondo le procedure della UNI ISO 18434-1, la qualificazione di riferimento del personale è quella della UNI ISO 18436-7. È un binomio autonomo rispetto al binomio 16714 / 9712 e non è intercambiabile con esso.

Fotovoltaico: IEC TS 62446-3 e la questione irrisolta della periodicità

La IEC TS 62446-3:2017 (edizione 1.0, giugno 2017) definisce l'ispezione termografica in campo di moduli e impianti fotovoltaici in esercizio, a supporto della manutenzione preventiva antincendio, della disponibilità dell'impianto e del controllo qualità dei moduli. Stabilisce requisiti su apparecchiature di misura, condizioni ambientali, procedura di ispezione, rapporto di ispezione, qualificazione del personale, e fornisce una matrice delle anomalie termiche come guida all'ispezione. Fra i parametri operativi ricorrenti: irraggiamento minimo di 600 W/m² e risoluzione geometrica di almeno 5 × 5 pixel per cella.

Sulla periodicità circolano in Italia due indicazioni diverse, che è corretto tenere separate perché rispondono a due fonti e a due destinatari distinti.

Fonte Periodicità indicata A chi si applica
Linea guida VVF DCPREV 14030 del 1° settembre 2025 — linea guida di prevenzione incendi per progettazione, installazione, esercizio e manutenzione degli impianti fotovoltaici Verifiche ai fini del rischio incendio dell'impianto documentate almeno ogni due anni, e comunque a ogni trasformazione, modifica o ampliamento Attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, con impianti fino a 1500 V c.c. installati su edifici civili, industriali, commerciali, rurali e strutture collegate
IEC TS 62446-3:2017 — secondo diverse fonti tecniche italiane Intervallo raccomandato di quattro anni fra le ispezioni [DA VERIFICARE] Chiunque adotti la specifica tecnica come riferimento contrattuale o manutentivo, a prescindere dall'assoggettamento ai controlli antincendio
Perché la contraddizione non va risolta d'ufficio. Le due indicazioni non stanno sullo stesso piano. La biennalità della DCPREV 14030/2025 è una periodicità di verifica del rischio incendio prescritta a una platea definita (le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi) da un documento del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. L'intervallo quadriennale è attribuito da fonti secondarie alla specifica tecnica IEC, che è documento tecnico volontario e non atto prescrittivo nazionale; non è stato possibile riscontrarlo direttamente nel testo della IEC TS 62446-3, motivo per cui resta segnato [DA VERIFICARE]. Chi è soggetto ai controlli antincendio guarda alla prima riga; chi definisce un piano di manutenzione contrattuale su un impianto non soggetto guarda alla seconda. Presentarle come un'unica periodicità è l'errore da evitare.

Sul firmatario, invece, la linea guida è esplicita: il rapporto va redatto, analizzato e firmato da un operatore in possesso di certificazione di livello 2 in termografia (TT) secondo UNI EN ISO 9712, in corso di validità. È l'esempio più chiaro del meccanismo descritto in apertura: un documento prescrive la norma di metodo (IEC TS 62446-3) e, separatamente, la norma sulla persona (UNI EN ISO 9712, metodo TT, livello 2).

«Certificato» non è «abilitato»: la confusione più diffusa

I due termini vengono usati come sinonimi e non lo sono. Vale la pena separare tre concetti che la UNI EN ISO 9712 tiene distinti.

  • Qualificazione. È la dimostrazione della competenza: addestramento, esperienza documentata, idoneità visiva, superamento degli esami. È il percorso, non il titolo.
  • Certificazione. È l'atto con cui un organismo di certificazione terzo attesta che una persona fisica soddisfa i requisiti per un metodo, un livello e un settore, con una data di scadenza. È un documento verificabile, rilasciato da un soggetto accreditato per lo schema, e nominativo.
  • Autorizzazione a operare. È l'atto, distinto dai precedenti, con cui il datore di lavoro autorizza la persona certificata a eseguire determinate attività nella propria organizzazione. Un certificato in tasca non equivale, nell'impianto della norma, all'autorizzazione a operare.

«Abilitato» non appartiene a questa terna: non è un termine normato in ambito PND. In rete indica indifferentemente chi possiede un certificato valido e chi ha semplicemente frequentato un corso. Ma un attestato di frequenza non è una certificazione: attesta la presenza a un percorso formativo, non il superamento degli esami davanti a un organismo terzo, non ha settore di validità e non ha una scadenza da rispettare.

Analogamente vanno tenute distinte la certificazione della persona (9712, 11931, 18436-7) e la certificazione dell'organizzazione (per esempio un sistema di gestione della qualità). Un'azienda «certificata» non implica un tecnico certificato, e un tecnico certificato non implica un'azienda certificata.

Come un committente verifica un certificato in cinque minuti

Un certificato PND valido espone sempre gli stessi campi. Verificarli non richiede competenze tecniche.

I cinque campi da controllare su un certificato.
  1. Organismo emittente. Chi ha rilasciato il certificato, e per quale schema è accreditato. La certificazione di persone si colloca nello schema di accreditamento delle certificazioni del personale: l'organismo va riscontrato nell'elenco pubblico dell'ente nazionale di accreditamento.
  2. Numero di certificato e nominativo. Il certificato è nominativo. Il numero deve essere riscontrabile nel registro pubblico dei certificati mantenuto dall'organismo. Una copia PDF senza riscontro sul registro non è una verifica.
  3. Metodo e livello. Deve comparire il metodo TT e il livello. Se il documento che vi serve richiede interpretazione e valutazione, il livello minimo utile è il 2.
  4. Settore industriale di validità. È il campo più trascurato ed è quello che determina se il certificato copre davvero l'oggetto dell'incarico. Un certificato TT valido in un settore non estende automaticamente la validità ad altri.
  5. Data di scadenza. Deve essere posteriore alla data prevista del rilievo, non alla data dell'offerta. Se il rilievo è programmato a ridosso della scadenza, va chiarito prima.

Le tre domande da porre al fornitore prima di affidare l'incarico, in ordine di rilevanza:

  1. Chi firma il rapporto, con quale certificato e con quale livello? Non «l'azienda è certificata», ma il nome della persona fisica che firmerà e il numero del suo certificato.
  2. Quale norma di metodo verrà applicata e quali criteri di accettazione? Per l'involucro la UNI EN ISO 6781-1:2023 (non più la ritirata UNI EN 13187), per il fotovoltaico la IEC TS 62446-3, per una prova su componente la UNI EN 16714. I criteri numerici, se non discendono da una norma di prodotto, devono essere concordati prima del rilievo, non scelti a posteriori.
  3. Il settore di validità del certificato copre l'oggetto dell'incarico? In ambito civile e beni culturali, si aggiunge la domanda se sia richiesta anche la certificazione UNI 11931 e, in tal caso, se sia in corso di validità dopo la transizione dalla UNI/PdR 56.

In sintesi: quale norma per quale documento

  • Diagnosi termografica di un involucro edilizio → metodo: UNI EN ISO 6781-1:2023 (in vigore dal 16/11/2023, sostituisce la ritirata UNI EN 13187; per trasmittanza e tenuta all'aria rimanda a ISO 9869-1 e ISO 9972) · cornice generale: UNI 11867:2022 · firma: UNI EN ISO 9712 metodo TT, livello 2, settore pertinente; in ambito civile e beni culturali si aggiunge la UNI 11931:2024.
  • Prova termografica non distruttiva su materiali e componenti → metodo: UNI EN 16714-1/-2/-3 · firma: UNI EN ISO 9712 metodo TT, livello 2 (livello 3 per stabilire e convalidare le procedure).
  • Ispezione termografica di un impianto fotovoltaico → metodo: IEC TS 62446-3:2017 · periodicità: almeno biennale per le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi secondo la linea guida DCPREV 14030/2025; intervallo quadriennale attribuito alla IEC da fonti secondarie [DA VERIFICARE] · firma: UNI EN ISO 9712 metodo TT, livello 2, in corso di validità.
  • Termografia in un programma di manutenzione predittiva delle macchine → metodo: UNI ISO 18434-1 · qualificazione del personale: UNI ISO 18436-7:2014, per categorie.

La regola che tiene insieme tutto è una sola: un documento termografico si regge su due gambe — una norma che dice come si esegue e si valuta la prova, e una certificazione che dice chi ha titolo per firmarla. Se ne manca una, il rapporto non è contestabile nel merito: è contestabile in radice.

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Domande frequenti

Quale norma si applica alla termografia dell'involucro edilizio?

Dal 16 novembre 2023 la norma vigente è la UNI EN ISO 6781-1:2023, che ha sostituito la UNI EN 13187:2000, ritirata alla stessa data. Stabilisce requisiti e metodologie del servizio termografico sugli edifici: strumentazione, qualifica del personale, tecniche di ispezione qualitativa e quantitativa, rilevazione di infiltrazioni d'aria e di umidità, contenuto del rapporto. Resta valido il limite che veniva spesso ignorato già con la vecchia norma: la termografia individua dove c'è un'anomalia, non quanto vale la trasmittanza — per quella la stessa norma rimanda alla ISO 9869-1, per la tenuta all'aria alla ISO 9972.

Che differenza c'è fra UNI EN ISO 9712 e UNI 11931?

La UNI EN ISO 9712 certifica il personale che esegue prove non distruttive industriali, per metodo (per la termografia il metodo TT), livello e settore. La UNI 11931:2024 riguarda invece la certificazione del personale tecnico addetto alle prove non distruttive nel campo dell'ingegneria civile e dei beni culturali e architettonici, e copre una quindicina di metodi, fra cui la termografia. Non sono alternative: secondo le indicazioni degli organismi di certificazione, la certificazione TT secondo UNI EN ISO 9712 con specificità nel settore civile è un requisito di accesso alla certificazione UNI 11931 per il metodo termografico.

A cosa serve la UNI ISO 18436-7 e in che cosa differisce dalla 9712?

La UNI ISO 18436-7:2014 qualifica il personale che esegue il monitoraggio e la diagnostica dello stato delle macchine mediante termografia all'infrarosso, nell'ambito della manutenzione su condizione. È un ramo distinto: presuppone le procedure della UNI ISO 18434-1 e organizza il personale per categorie, non per i livelli 1-2-3 delle prove non distruttive. Non sostituisce la 9712 e non abilita a firmare un rapporto PND.

Cosa può firmare un livello 1 secondo UNI EN ISO 9712?

Un livello 1 esegue il rilievo secondo istruzioni scritte e sotto la supervisione di personale di livello 2 o 3, registra i risultati e li classifica in base a criteri già definiti. Non sceglie la tecnica, non definisce le condizioni operative, non interpreta i risultati e non è la firma che qualifica un rapporto termografico. In pratica un livello 1 acquisisce; non conclude.

Quanto dura un certificato UNI EN ISO 9712 e come si rinnova?

La validità massima è di cinque anni. Al termine del primo periodo il rinnovo è documentale: referto di acutezza visiva positivo emesso nei dodici mesi precedenti e prova di attività lavorativa continuativa senza interruzioni significative. Dopo il secondo periodo, cioè a dieci anni, serve la ricertificazione, che per i livelli 1 e 2 comporta un esame pratico. Oltre dodici mesi dalla scadenza si rientra dall'esame completo.

Ogni quanto va fatta la termografia di un impianto fotovoltaico?

Dipende da quale documento risponde. La linea guida di prevenzione incendi dei Vigili del fuoco DCPREV 14030 del 1° settembre 2025 chiede che le verifiche ai fini del rischio incendio dell'impianto fotovoltaico siano documentate almeno ogni due anni, per le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi. Diverse fonti tecniche italiane attribuiscono invece alla specifica IEC TS 62446-3 un intervallo raccomandato di quattro anni fra le ispezioni. Sono due piani diversi, con destinatari diversi, e vanno citati separatamente.

«Certificato» e «abilitato» sono la stessa cosa?

No, e la differenza è sostanziale. La certificazione è rilasciata da un organismo terzo accreditato, riguarda una persona fisica, indica metodo, livello, settore e data di scadenza, ed è verificabile nel registro pubblico dell'organismo. «Abilitato» non è un termine normato: viene usato in rete per indicare tanto un certificato valido quanto la semplice frequenza di un corso, che non è una certificazione. Un attestato di frequenza non è un certificato.

Cosa deve chiedere un committente prima di affidare un incarico termografico?

Copia del certificato con nome del titolare, organismo emittente, numero, metodo, livello, settore industriale di validità e data di scadenza; la verifica del numero nel registro pubblico dell'organismo; e, dove il rapporto ha rilevanza contrattuale o antincendio, l'autorizzazione a operare rilasciata dal datore di lavoro, che secondo l'impianto della UNI EN ISO 9712 è atto distinto dalla certificazione.

La UNI 11867 è una norma che si può prescrivere in capitolato?

La UNI 11867:2022 fornisce indicazioni generali per il corretto utilizzo della termografia all'infrarosso: è un documento di base che richiama e integra le norme esistenti e mette in guardia sugli errori di interpretazione dei termogrammi. È un ottimo riferimento trasversale, ma non contiene i criteri di accettazione di un singolo settore: per quelli servono le norme di prodotto o di applicazione, come la UNI EN ISO 6781-1:2023 per l'involucro o la IEC TS 62446-3 per il fotovoltaico.

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