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UNI EN ISO 9712
Strumento

Checklist di verifica di un report termografico ricevuto

Hai ricevuto un rapporto termografico e non sai se vale qualcosa. Spunti voce per voce ciò che il documento contiene: lo strumento pesa i requisiti essenziali diversamente da quelli raccomandati, restituisce un punteggio con giudizio a semaforo, separa le mancanze essenziali da quelle raccomandate e genera il testo pronto da inviare a chi ha redatto il rapporto per chiedere le integrazioni.

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Checklist di verifica di un report termografico: l'elenco dei requisiti del documento con le voci presenti spuntate e quelle mancanti evidenziate

Hai in mano un rapporto termografico che non hai commissionato tu — te l'ha consegnato un fornitore, un manutentore, l'amministratore, il perito della controparte — e devi capire se quel documento vale qualcosa. Il criterio è uno solo: un rapporto termografico è utilizzabile quando un terzo, leggendolo, può rifare il ragionamento. Cosa è stato inquadrato, con quale strumento, con quali parametri di misura, in quali condizioni di carico e ambientali, secondo quale criterio l'anomalia è stata classificata, e chi se ne assume la responsabilità. Tutto il resto — la copertina, il logo, le pagine di immagini colorate — è impaginazione. Questo strumento scompone quel criterio in venticinque voci: spunti ciò che il documento contiene e ottieni un punteggio, un giudizio motivato e il testo da inviare a chi lo ha redatto per chiedere ciò che manca.

1 · Il documento che stai verificando

Lo scopo non cambia il nucleo essenziale, ma promuove alcune voci raccomandate al rango di essenziali: quali, è indicato nella sezione «Che cosa cambia secondo lo scopo». Il peso è una convenzione di questo strumento, non una scala normativa: puoi renderla più o meno severa.

2 · Spunta ciò che il documento contiene

Spunta solo ciò che trovi scritto nel documento. Se un requisito non ha senso per il tipo di rilievo eseguito, marcalo «non applicabile» e scrivi il perché: non peserà sul punteggio.

A · Identificazione dell'incarico e dell'oggetto

Perché serve: rende il rapporto citabile in un ordine di lavoro e confrontabile con la campagna successiva. Se manca: non è dimostrabile quale versione del documento sia stata consegnata, né a quale regola tecnica chi lo ha redatto abbia scelto di attenersi.

Perché serve: lo scopo delimita ciò che il rilievo prometteva di coprire. Se manca: non è possibile sapere se una parte non citata sia stata guardata e trovata sana, oppure non guardata affatto — e la differenza è tutta.

Perché serve: è la voce che consente di tornare sul punto e di confrontare il rilievo con quello dell'anno prima. Se manca: l'anomalia non è azionabile, perché nessuno sa su quale morsetto, quale trave o quale prospetto intervenire.

B · Qualifica e firma di chi ha eseguito il rilievo

Perché serve: eseguire e refertare sono due ruoli che possono non coincidere, e scegliere la tecnica, interpretare i termogrammiTermogrammaImmagine in falsi colori in cui a ogni pixel corrisponde una temperatura apparente della superficie. Senza scala di temperatura e senza i parametri di misura un termogramma non è un dato: è un'illustrazione. e classificare la gravità è competenza di un 2° livello. Se manca: in un contraddittorio la discussione si sposta dai fatti alle credenziali di chi li ha rilevati.

Perché serve: la certificazione UNI EN ISO 9712UNI EN ISO 9712Norma che definisce qualificazione e certificazione del personale addetto alle prove non distruttive. Prevede tre livelli: il primo esegue, il secondo imposta, interpreta e firma, il terzo sviluppa procedure e qualifica il personale. La… è rilasciata per metodo, livello e settore, ha una scadenza ed è riscontrabile nel registro pubblico dell'organismo. Se manca: sai che qualcuno «è certificato», non in che cosa, a quale livello, né fino a quando.

C · Strumentazione e taratura

Perché serve: la taratura è ciò che lega la lettura a un campione tracciabile, e le norme di metodo chiedono verifiche documentate su corpo nero. Se manca: lo strumento non è tracciabile e il numero riportato non è riferibile a nulla di verificabile.

Perché serve: insieme alla distanza di lavoro determinano se il bersaglio fosse risolvibile. Se manca: non è verificabile se il punto misurato fosse più piccolo dello spot di misura — condizione che restituisce sempre valori più bassi del vero e fa apparire lieve un difetto che non lo è.

D · Parametri di misura dichiarati

Perché serve: la temperatura di un termogramma non è misurata, è calcolata, e l'emissivitàEmissivitàRapporto fra la radiazione emessa da una superficie reale e quella emessa da un corpo nero alla stessa temperatura. Varia con materiale, finitura e angolo di vista: impostarla male è la prima causa di misure sbagliate. Rame lucido e… è uno degli ingressi del calcolo. Se manca: la temperatura non è verificabile né contestabile, perché nessuno può rifare il conto — e a parità di scena, cambiando ε, cambia il numero.

Perché serve: su una superficie a bassa emissività il contributo riflesso può dominare quello emesso, ed è per questo che la sua determinazione in campo è oggetto di allegati normativi dedicati (ISO 18434-1 Annex A, ISO 6781-1 Annex B). Se manca: non si può distinguere un componente caldo da un riflesso dell'operatore o di un corpo illuminante.

Perché serve: entra nella compensazione atmosferica e, soprattutto, determina la dimensione dello spot di misura sul bersaglio. Se manca: non è possibile verificare se il punto fosse risolto dalla combinazione ottica-distanza.

Perché serve: sono i parametri con cui lo strumento compensa l'assorbimento dell'aria fra ottica e bersaglio. Se manca: la compensazione applicata resta ignota, e su distanze lunghe o all'aperto non è trascurabile.

Perché serve: un mezzo interposto attenua il segnale e va compensato con il proprio valore dichiarato. Se manca: la lettura attraverso una finestra a infrarossi è sistematicamente sottostimata. Se il rilievo è stato eseguito senza nulla di interposto, marca la voce «non applicabile».

E · Condizioni ambientali e di esercizio

Perché serve: il calore che si cerca è prodotto da una dissipazione, e su un contatto resistivo dipende dal quadrato della corrente: dimezzare il carico riduce a un quarto la potenza dissipata sul difetto. Se manca: non è possibile sapere se il rilievo fosse nelle condizioni di vedere qualcosa. Un quadro poco caricato o una macchina appena avviata appaiono sani senza esserlo.

Perché serve: sole recente, vento e transitori termici possono cancellare un'anomalia reale o crearne una apparente, e le norme chiedono che l'ispezione avvenga in condizioni favorevoli e ripetibili. Se manca: la ripetibilità non è dimostrabile e il confronto con la campagna successiva perde significato.

F · Termogrammi, scala e immagine nel visibile

Perché serve: in automatico la termocamera fissa i limiti della scala sui valori presenti nell'inquadratura, cioè ricontrasta ogni immagine su sé stessa. Se manca: 0,4 °C su una parete uniforme appaiono drammatici quanto 60 °C su un morsetto in fusione, e due immagini della stessa scena in date diverse non sono confrontabili.

Perché serve: il termogramma da solo non dice quale morsetto, quale fase, quale trave, quale tubazione. Se manca: non si può tornare sul punto per intervenire, e non si può distinguere un difetto reale da una discontinuità di emissività — una vernice diversa, un'etichetta adesiva, una zona ossidata.

Perché serve: un valore senza il punto di riferimento non produce un ΔTDelta TDifferenza fra la temperatura del punto in esame e quella di un riferimento: un componente identico nelle stesse condizioni, oppure l'ambiente. La gravità di un'anomalia si valuta sul delta T, non sul valore assoluto, perché è il delta…, e la palette cambia ciò che l'occhio legge a parità di dato. Se manca: il confronto fra componenti omologhi resta un'impressione visiva, non una misura.

G · Criterio di classificazione delle anomalie

Perché serve: le norme di metodo non pubblicano una tabella universale di soglie e dichiarano che i criteri di accettabilità li fissa la specifica applicativa o il committente. Se manca: la classificazione è un'opinione. Una scala numerica senza fonte non è un criterio: è un'abitudine.

Perché serve: un'indagine comparativa qualitativa individua l'anomalia ma non ne stabilisce la severità: per assegnare un livello serve la comparativa quantitativa. Se manca — o se il rapporto classifica la gravità dichiarando un'indagine qualitativa — il documento si contraddice da solo.

H · Esito, priorità e orizzonte d'intervento

Perché serve: è ciò che trasforma un documento tecnico in una decisione di manutenzione. Se manca: il rapporto ha svolto metà del lavoro e la priorità la decide chi legge, spesso senza gli elementi per farlo.

Perché serve: il valore di un programma termografico sta nel confronto fra campagne eseguite a pari carico e pari condizioni ambientali. Se manca: ogni rilievo resta un episodio isolato e la storia del componente non si costruisce.

I · Limiti dell'indagine e ciò che non è stato ispezionato

Perché serve: è la sezione che protegge sia chi ha eseguito il rilievo sia chi lo ha commissionato. Se manca: il documento promette implicitamente una copertura che non ha, e tutto ciò che non è stato guardato risulta sano. Se manca la sezione sui limiti, di norma manca anche il metodo.

Perché serve: quando una condizione di validità manca, le risposte difendibili sono tre — rimandare il rilievo, eseguirlo dichiarando la limitazione, escludere il punto. Se manca: un valore raccolto in condizioni sfavorevoli viene letto come una misura, ed è il modo più comune di far dire a un rapporto ciò che non può dire.

L · Data, luogo e tracciabilità

Perché serve: l'ora colloca il rilievo rispetto all'irraggiamento solare della giornata e al ciclo di carico dell'impianto. Se manca: non è ricostruibile in quale momento la scena è stata acquisita, e cade metà della discussione sulle condizioni.

Perché serve: il file radiometrico nativo è l'unico formato su cui un terzo può rianalizzare la scena cambiando i parametri. Se manca: l'unica cosa rianalizzabile è un'immagine già elaborata, e ogni verifica indipendente si ferma lì.

Esito della verifica

Spunta le voci presenti nel documento.

Voci presenti
Requisiti essenziali mancanti
Requisiti raccomandati mancanti
Voci marcate non applicabili
Punteggio di completezza
Quadrato pieno: voce presente. Quadrato vuoto: voce mancante. Quadrato tratteggiato: voce marcata non applicabile, esclusa dal punteggio.

Mancano, e sono essenziali

Mancano, e sono raccomandati

Marcati non applicabili

Nessuna voce marcata non applicabile.

Nota: lo strumento verifica che cosa il documento dichiara, non se le misure siano corrette. Un rapporto completo nella forma può basarsi su un rilievo eseguito in condizioni che impedivano di misurare qualcosa: quella valutazione richiede la lettura dei termogrammi e dei file nativi.

3 · Il testo da inviare a chi ha redatto il rapporto

Si aggiorna a ogni spunta. È scritto per chiedere, non per contestare: la maggior parte dei rapporti incompleti nasce da modelli di documento ereditati, non da reticenza, e quasi sempre i dati mancanti esistono già nelle note di campo di chi ha eseguito il rilievo. Puoi modificarlo prima di copiarlo.

Come si legge l'esitosu

Il punteggio da solo non basta, e lo strumento è costruito perché non basti: un documento può avere molte voci e mancare di ciò che lo rende utilizzabile. Per questo il semaforo guarda due cose insieme — quante voci mancano, e quali.

  • Verde — documento completo. Nessun requisito essenziale manca e il punteggio è pari o superiore a 85. È un documento su cui un terzo può rifare il ragionamento.
  • Giallo — da integrare. Manca un requisito essenziale, oppure il punteggio è sotto 85 pur essendoci tutti gli essenziali. Nel primo caso il documento non è pienamente utilizzabile per quanto alto sia il punteggio; nel secondo è solido nel nucleo ma lacunoso nel contorno.
  • Rosso — non utilizzabile come misura. Mancano due o più requisiti essenziali, oppure il punteggio scende sotto 60. Il rapporto può contenere osservazioni corrette, ma nella forma attuale non consente a nessuno di ripetere né di contestare la misura.

Un chiarimento che vale la pena esplicitare: rosso non significa «rilievo sbagliato». Significa che il documento non porta con sé le informazioni necessarie a dimostrare che il rilievo fosse corretto. Sono due affermazioni diverse, e confonderle è il modo più rapido per trasformare una richiesta ragionevole in una lite.

Le formule usatesu

Punteggio di completezza:

punteggio = 100 × ( Σ pesi delle voci presenti ) ÷ ( Σ pesi delle voci applicabili )

Peso di ciascuna voce:

peso = 3 se il requisito è essenziale · 1 se è raccomandato

Il moltiplicatore degli essenziali è modificabile (2, 3 o 5) perché è una convenzione di questo strumento e non una scala normativa: con 5 il giudizio diventa severo, con 2 più indulgente. Il valore predefinito 3 è indicativo.

Voci non applicabili:

escluse sia dal numeratore sia dal denominatore

Marcare una voce come non applicabile non la «perdona»: la toglie dal conto. Se il rilievo non è stato eseguito attraverso una finestra a infrarossi, la trasmittanza del mezzo interposto non è un'informazione mancante, è un'informazione che non esiste. La motivazione che scrivi resta però nella scheda scaricabile, perché è a sua volta un dato.

Semaforo:

Condizione Esito
2 o più requisiti essenziali mancanti, oppure punteggio sotto 60 Rosso
1 requisito essenziale mancante, oppure punteggio sotto 85 Giallo
nessun requisito essenziale mancante e punteggio pari o superiore a 85 Verde

Le due soglie — 85 e 60 — sono scelte redazionali di questo strumento, dichiarate qui perché tu possa non condividerle. Non esiste una norma che fissi un punteggio di completezza di un rapporto termografico: le norme stabiliscono che certe informazioni ci devono essere, non quanto valga la loro assenza.

I nove requisiti essenziali, e perché sono novesu

Il nucleo essenziale non è arbitrario: riproduce la verifica rapida in otto punti ricostruita nell'articolo su cosa deve contenere il report termografico, con l'unica differenza che qui emissività e temperatura apparenteTemperatura apparenteValore letto dallo strumento senza correzione dei parametri di misura. La temperatura reale si ottiene correggendo per emissività del materiale, temperatura apparente riflessa dell'ambiente, distanza, umidità e trasmittanza atmosferica. riflessa sono contate come due voci distinte, perché si possono dichiarare l'una senza l'altra.

Requisito essenziale Se manca
Matricola della termocamera e riferimento alla taratura Lo strumento non è tracciabile
Emissività adottata per ciascuna superficie Il numero non è riproducibile
Temperatura apparente riflessa misurata in campo Non si distingue un componente caldo da un riflesso
Stato di esercizio e carico dell'oggetto Non si sa se il rilievo poteva vedere qualcosa
Immagine in luce visibile accanto al termogramma Non si può tornare sul punto
Estremi della scala di temperatura su ogni immagine I colori non significano nulla
Criterio di giudizio dichiarato, con la fonte La classificazione è un'opinione
Sezione sui limiti dell'indagine Il documento promette una copertura che non ha
Qualifica e firma di chi ha eseguito e di chi ha refertato La discussione si sposta dai fatti alle credenziali

Sull'ultima riga vale la pena essere precisi, perché è quella che più spesso viene liquidata come formalità. Scegliere la tecnica, impostare i parametri, verificare che le condizioni del rilievo siano valide, interpretare i termogrammi e classificare la gravità sono, nell'impianto della UNI EN ISO 9712, le competenze del 2° livello: un livello 1 esegue secondo istruzioni scritte e registra, non conclude. Che cosa comporta in pratica è spiegato nella pagina sull'operatore termografico certificato di 2° livello, insieme al punto quasi sempre trascurato — la certificazione è rilasciata per settore, e un certificato valido nell'elettrico non copre l'edile.

Che cosa cambia secondo lo scopo del documentosu

L'elenco dei requisiti vincolanti dipende da che cosa il documento deve fare. Il nucleo essenziale resta lo stesso in ogni scenario, ma alcune voci raccomandate diventano decisive quando il rapporto viene usato per uno scopo preciso. È il motivo per cui lo strumento chiede a che cosa ti serve prima ancora della prima spunta.

Scopo del documento Voci promosse a essenziali Perché
Verifica periodica o manutenzione programmata Identificativo univoco degli oggetti · Validità e riferimento al rilievo precedente Il valore di un programma sta nel confronto fra campagne: senza identificativo e senza riferimento al rilievo precedente non c'è serie storica
Polizza assicurativa o prevenzione incendi Identificazione del documento · Estremi verificabili del certificato · Azione raccomandata con orizzonte Il documento va prodotto a un terzo che verificherà chi ha firmato, quando, e che cosa è stato prescritto
Collaudo o verifica contrattuale Identificazione del documento · Scopo e perimetro dell'incarico · Identificativo univoco degli oggetti · Condizioni ambientali registrate Il collaudo confronta ciò che è stato eseguito con ciò che era stato chiesto: servono confini e ripetibilità
Contraddittorio tecnico o contenzioso Identificativo univoco degli oggetti · Estremi del certificato · Condizioni ambientali registrate · Data, ora e luogo · File radiometrici nativi In un contraddittorio la controparte rianalizza: se i file nativi non ci sono, l'unica cosa discutibile è un'immagine già elaborata

Quale norma di metodo si applichi dipende a sua volta dall'oggetto — involucro edilizio, componente industriale, impianto fotovoltaico, macchina in esercizio — e la ricostruzione completa è nella pagina sulle norme della termografia in Italia. Vale però una regola trasversale: un documento termografico si regge su due gambe, una norma che dice come si esegue e si valuta la prova, e una certificazione che dice chi ha titolo per firmarla.

Se il rapporto è incompleto: come si chiede un'integrazionesu

Il testo generato dallo strumento è deliberatamente asciutto e privo di accuse, per una ragione pratica prima ancora che di stile: un rapporto incompleto è quasi sempre il prodotto di una prassi, non di un intento. I modelli di documento si ereditano, i campi che nessuno ha mai chiesto smettono di essere compilati, e i dati mancanti spesso esistono già — nei file radiometrici nativi, nelle note di campo, nella scheda dello strumento — semplicemente non sono finiti nel documento consegnato.

Da qui tre indicazioni operative.

Chiedi l'integrazione, non la riscrittura. Nella maggior parte dei casi non serve rifare il rilievo: servono i parametri, le condizioni e il criterio. Sono informazioni che chi ha eseguito il lavoro possiede.

Distingui ciò che è essenziale da ciò che è utile. Il testo lo fa già, in due elenchi separati. Una richiesta che mette sullo stesso piano l'emissività mancante e il numero di revisione del documento ottiene meno di una che li distingue.

Accetta il «non applicabile». Se una voce non ha senso per quel rilievo, la risposta corretta è che venga scritto nel rapporto con una riga di motivazione. Anche quella è un'informazione, ed è esattamente ciò che la sezione sui limiti dovrebbe contenere.

Quando invece il rilievo non è integrabile — perché eseguito con l'impianto scarico, sotto irraggiamento solare recente, in transitorio termico o a una distanza incompatibile con la dimensione del bersaglio — la questione non è più documentale. In quel caso il documento va rifatto, e il punto di partenza è la verifica geometrica: la trovi nello strumento su IFOV, distanza utile di misura e NETD.

Riferimenti / Fontisu

  • Report termografico: cosa deve contenere — la ricostruzione, sezione per sezione, dell'indice di un rapporto conforme, dei quattro parametri senza cui il numero non esiste e delle condizioni che rendono nullo il rilievo. Le voci di questa checklist e le loro denominazioni derivano da lì.
  • Le norme della termografia in Italia — quale norma di metodo per quale documento e quale certificazione per quale firma: UNI EN 16714-1:2016 (punto 9, rapporto di prova), UNI ISO 18434-1 (punto 16), UNI EN ISO 6781-1:2023 (punto 19), UNI 11867:2022, UNI EN ISO 9712, IEC TS 62446-3:2017.
  • Operatore termografico certificato di 2° livello UNI EN ISO 9712 — che cosa può fare e firmare ciascun livello, e perché il settore di certificazione conta quanto il livello.
  • ΔT e classificazione delle anomalie — le scale di severità che circolano, la loro origine e le condizioni alle quali sono applicabili: è la fonte da cui un rapporto dovrebbe dichiarare di attingere il proprio criterio.
Limite dichiarato di questa checklist

Le voci riflettono la prassi tecnica e la struttura delle norme citate dal sito, non l'elenco letterale dei punti normativi: i testi di UNI EN 16714-1 (punto 9), UNI ISO 18434-1 (punto 16) e UNI EN ISO 6781-1 (punto 19) sono documenti a pagamento e non riproducibili, e la corrispondenza voce per voce con il loro contenuto non è verificabile su fonte pubblica. Il raggruppamento per aree, la distinzione fra essenziale e raccomandato, i pesi e le soglie del semaforo sono impostazione redazionale di questo strumento. Chi deve dimostrare la conformità formale di un rapporto a una norma specifica deve leggerne il testo.

Disclaimer: verifica documentale di primo livello. Lo strumento controlla che cosa il rapporto dichiara, non se le misure siano corrette: un documento formalmente completo può basarsi su un rilievo eseguito in condizioni che impedivano di misurare, e solo la lettura dei termogrammi e dei file radiometrici nativi può stabilirlo. L'esito non è una perizia, non stabilisce responsabilità e non costituisce contestazione: serve a formulare una richiesta di integrazione informata. Quali requisiti siano vincolanti dipende dallo scopo del documento e dalla norma applicabile all'oggetto. La valutazione di merito di un rapporto termografico, e a maggior ragione la sua sostituzione, richiedono un rilievo firmato da un operatore certificato di 2° livello UNI EN ISO 9712 nel settore pertinente.

Per capire che cosa dovrebbe esserci in ciascuna sezione, e perché, vedi cosa deve contenere il report termografico. Per verificare se il rilievo alla base del documento era geometricamente possibile, usa il calcolatore IFOV, distanza utile di misura e NETD; sulla periodicità delle campagne, ogni quanto fare la termografia degli impianti elettrici.

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Domande frequenti

Come si capisce se un report termografico è completo?

Un rapporto è completo quando un terzo, leggendolo, può rifare il ragionamento: sapere cosa è stato inquadrato, con quale strumento, con quali parametri di misura impostati, in quali condizioni ambientali e di carico, secondo quale criterio l'anomalia è stata classificata e chi se ne assume la responsabilità. Questa checklist scompone quella frase in 25 voci raggruppate per area, ognuna con il motivo per cui serve e la conseguenza se manca, e distingue i requisiti essenziali da quelli raccomandati.

Che cosa rende un requisito «essenziale» in questa checklist?

Sono essenziali le voci senza le quali il documento non è utilizzabile come misura: i parametri di misura dichiarati (emissività adottata e temperatura apparente riflessa), la matricola dello strumento con il riferimento alla taratura, lo stato di esercizio e carico dell'oggetto, la scala di temperatura con gli estremi dichiarati, l'immagine in luce visibile appaiata al termogramma, il criterio di classificazione con la sua fonte, la sezione sui limiti dell'indagine e la qualifica di chi ha eseguito e refertato. Sono nove, e corrispondono alla verifica rapida in otto punti dell'articolo sul contenuto del report, dove emissività e temperatura riflessa sono contate insieme.

Il rapporto ha 20 voci su 25 ma manca l'emissività: è un buon documento?

No, e lo strumento lo dice in modo esplicito. Il punteggio da solo non basta: un rapporto che copre quasi tutto ma non dichiara l'emissività adottata non consente a nessuno di rifare il conto della temperatura, quindi il numero letto non è né verificabile né contestabile. Per questo un documento a cui manchi anche un solo requisito essenziale non può risultare verde, per quanto alto sia il punteggio.

Cosa significa marcare una voce come «non applicabile»?

Che quel requisito non ha senso per il tipo di rilievo eseguito: la trasmittanza dei mezzi interposti, per esempio, non si applica se non c'era alcuna finestra a infrarossi o filtro fra ottica e bersaglio. Una voce marcata non applicabile esce sia dal numeratore sia dal denominatore del punteggio, quindi non penalizza il documento, ma resta nella scheda scaricabile con la motivazione che hai scritto: è un'informazione, non una cancellazione.

Un rapporto incompleto significa che il tecnico ha lavorato male?

Quasi mai. La maggior parte dei rapporti incompleti nasce da prassi consolidate e da modelli di documento ereditati, non da reticenza: i dati mancanti spesso esistono nei file radiometrici nativi e nelle note di campo, semplicemente non sono stati riportati nel documento consegnato. Per questo lo strumento produce una richiesta di integrazione e non un atto di contestazione: nella maggior parte dei casi basta chiedere.

I requisiti sono gli stessi per una verifica periodica e per un contenzioso?

No, ed è il motivo per cui lo strumento chiede a cosa ti serve il documento. Il nucleo essenziale resta lo stesso, ma lo scopo promuove alcune voci raccomandate al rango di essenziali: in una verifica periodica diventano decisivi l'identificativo univoco di ogni oggetto e il riferimento al rilievo precedente, perché il valore sta nel confronto fra campagne; in un contraddittorio tecnico diventano decisivi i file radiometrici nativi, le condizioni ambientali registrate e la data e ora del rilievo.

I dati che inserisco vengono inviati da qualche parte?

No. Tutto avviene nel browser, in locale: le spunte, i riferimenti del documento, le motivazioni e il testo generato non vengono trasmessi, registrati o ceduti a terzi. Anche i file scaricabili (PDF, Word, Excel) sono prodotti sul dispositivo, senza librerie esterne né chiamate di rete.

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Descrivici l’impianto o il problema: ti diciamo, senza impegno, se la termografia è il metodo giusto, in quali condizioni va eseguita e cosa otterrai. Se non è il metodo giusto, te lo diciamo prima.

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