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Termografia dei sistemi di accumulo BESS: cosa vede la termocamera in un container, cosa resta al BMS e cosa chiede la circolare 21021

Operatore termografico davanti a un container di accumulo BESS aperto ai margini di un campo fotovoltaico, con la termocamera puntata sui rack di connessione
Operatore termografico davanti a un container di accumulo BESS aperto ai margini di un campo fotovoltaico, con la termocamera puntata sui rack di connessione

La termografia di un sistema di accumulo BESS vede ciò che lavora fuori dal modulo: capicorda e connettori DC dei rack, sbarre, fusibili, il PCS, il trasformatore, i quadri AC e le macchine HVAC del container, purché il rilievo avvenga durante una carica o una scarica a potenza significativa. Non vede la cella, che resta al BMS. La circolare VVF DCPREV 21021 del 23 dicembre 2024 chiede manutenzione a regola d'arte, sorveglianza anche da remoto e un registro con le periodicità e l'evidenza dei controlli: non nomina la termografia e non fissa cadenze. Il rapporto termografico è la prova documentale che quel registro, da solo, non ha. Questa pagina dice per componente cosa si misura e cosa no, cosa prescrive la circolare, quando programmare il rilievo e chi firma i documenti che ne derivano; le firme termiche dei difetti elettrici e le soglie di classificazione, comuni a tutti gli impianti, sono in ΔT e classificazione delle anomalie.

Cosa la termocamera vede in un container BESS, e cosa no

La termocamera vede la resistenza di contatto e lo squilibrio di carico sulle parti accessibili del percorso di potenza; non vede la cella dentro il modulo sigillato né ciò che sta dietro un carter chiuso. Un accumulo utility-scale è un container con rack di moduli batteria, un quadro di combinazione DC, un convertitore bidirezionale (PCS, power conversion system: l'inverter che carica e scarica), un trasformatore elevatore, i quadri AC e un impianto di climatizzazione. Ogni pezzo della catena risponde alla termocamera in modo diverso.

Componente Cosa vede la termocamera Cosa non vede Condizione
Celle e moduli batteria La superficie del modulo, se accessibile: un modulo più caldo dei gemelli in pari stato di carica La temperatura di cella, misurata dal BMS; nei moduli raffreddati a liquido la superficie riflette in larga parte il circuito di raffreddamento Rack aperto; confronto fra moduli dello stesso rack
Capicorda e connettori DC dei rack Un connettore più caldo del gemello sulla stessa stringa: serraggio, ossidazione, resistenza di contatto Un connettore dietro un carter opaco all'infrarosso Carica o scarica in corso; carter aperto o finestra IR
Sbarre, fusibili, sezionatori DC Punti caldi su giunti e pinze dei fusibili; squilibrio fra stringhe Il difetto interno del fusibile prima che scaldi la pinza Corrente di stringa nota
PCS / inverter bidirezionale Terminali DC e AC, ventole, griglie, dissipatori Semiconduttori e condensatori dietro il pannello Potenza di conversione dichiarata
Trasformatore elevatore Terminali BT e MT, radiatori con un elemento freddo, connessioni di terra Gli avvolgimenti Confronto fra fasi e fra radiatori
Quadri AC e cavi di uscita Morsettiere, interruttori, giunti di sbarra, squilibrio di fase Le connessioni dentro moduli estraibili chiusi Quadro aperto secondo procedura o finestra IR
HVAC e involucro del container Motori, compressori, filtri intasati, portelle con dispersione, condensa sulle pareti fredde L'aria che raggiunge davvero il modulo Superfici interne ed esterne

Schema di un container BESS con i componenti che la termocamera vede sotto carico, connessioni DC, sbarre, PCS, trasformatore e HVAC, e la cella che resta al monitoraggio del BMS
Schema di un container BESS con i componenti che la termocamera vede sotto carico, connessioni DC, sbarre, PCS, trasformatore e HVAC, e la cella che resta al monitoraggio del BMS

La riga che conta è la prima: sulla cella la termocamera non misura nulla di diretto, e chi la propone come sostituto del BMS vende una misura che non esiste. Le altre righe sono il lavoro che si fa su un quadro di bassa tensione, con due differenze. La corrente continua: un capocorda DC allentato non ha la fase gemella accanto, e il confronto va fatto con il connettore omologo della stringa vicina in pari stato di carica. La geometria: in un container si lavora a un metro dal rack, e il punto misurabile a quella distanza dipende dall'ottica, come spiegato in NETD, IFOV e limiti di misura.

BMS e termografia: due misure diverse dello stesso rischio

Il BMS misura la cella e la termocamera misura la connessione: due strumenti su due punti diversi della stessa catena di guasto, e nessuno sostituisce l'altro. La circolare 21021, al punto 1.2.11 del Titolo I, descrive il sistema di gestione della batteria come il dispositivo che «monitora i parametri di tensione, corrente e temperatura ottimizzando l'uso del sistema evitando condizioni di funzionamento che possano innescare il thermal runaway» (testo della circolare). Il BMS legge i sensori di cella e di modulo; nelle architetture più diffuse non ha un sensore sul capocorda del cavo di stringa, sulla pinza del fusibile o sul terminale del PCS, e dove un sensore sul terminale esiste è un punto solo, non una mappa.

Dove nascono i guasti lo dice il database degli incidenti costruito da EPRI con PNNL e TWAICE: su 81 incidenti censiti al maggio 2024, 26 hanno una causa radice individuata e di questi solo 3 risalgono a difetti della cella o del modulo; gli altri derivano da integrazione, costruzione ed esercizio (comunicato EPRI, PNNL e TWAICE, 15/05/2024). È un campione piccolo e non italiano, da leggere come indicazione; dice però che la maggior parte delle cause radice accertate sta nella parte di impianto che il BMS non misura e la termocamera sì.

Operatore termografico che rileva i terminali DC e AC di un PCS bidirezionale di un sistema di accumulo, con il pannello aperto e il display della termocamera in primo piano
Operatore termografico che rileva i terminali DC e AC di un PCS bidirezionale di un sistema di accumulo, con il pannello aperto e il display della termocamera in primo piano

I due strumenti si incrociano. Il registro del BMS dice a quale potenza e stato di carica il sistema lavorava nell'ora del rilievo, e quel dato va nel rapporto accanto a ogni misura; se un modulo appare più caldo dei gemelli, la lettura del BMS sulle sue celle è la prima verifica da fare.

Cosa prescrive la circolare 21021/2024 su esercizio e controlli

La circolare DCPREV 21021 del 23 dicembre 2024 chiede per l'esercizio di un BESS tre cose: sorveglianza del responsabile o di persone designate, anche da remoto; manutenzione a regola d'arte; un registro di manutenzione tenuto presso l'impianto. Non prescrive la termografia e non fissa cadenze. Si applica ai BESS «destinati alla produzione di massa», container e rack, ed è un «utile riferimento» per il residenziale (testo riprodotto). I BESS non sono un'attività dell'Allegato I al DPR 151/2011; l'installazione in un'attività soggetta può però costituire una modifica sostanziale del livello di sicurezza.

Il Titolo V è quello che riguarda chi gestisce: esercizio solo sotto sorveglianza «anche da remoto» del responsabile o di designati (1.1); il responsabile «assicura la manutenzione dell'impianto a regola d'arte» (1); formazione estesa ai manutentori (1.1); presso l'impianto, fra i documenti tecnici del punto 2, «il registro di manutenzione dell'impianto con indicazione delle periodicità manutentive previste e che dia evidenza dell'attività svolta». Le periodicità le scrive chi gestisce; la circolare chiede che esistano e che siano rispettate.

I titoli precedenti fissano misure di progetto che il rilievo incontra in campo: HVAC con «parametri termo-igrometrici costanti tali da evitare la formazione di condensa» nei sistemi batteria (Titolo II, 2.7); fusibili, interruttore DC e rilevatori di off-gas fra i dispositivi obbligatori (Titolo II, 2.4); rivelazione automatica di incendio secondo UNI 9795/EN 54-1 nei locali batterie e nei battery container (Titolo III, 1); distanze minime fra container di 20 m esterna, 6 m di protezione e 4 m interna (Titolo IV, punto 2, Tabella 1). La numerazione è quella del testo riprodotto da fonti secondarie: il PDF sul sito dei Vigili del fuoco non è stato reperito.

Schema dei punti di controllo di un BESS secondo la circolare 21021: sorveglianza, manutenzione a regola d'arte, registro con periodicità, HVAC senza condensa, rivelazione incendi e off-gas, distanze fra container
Schema dei punti di controllo di un BESS secondo la circolare 21021: sorveglianza, manutenzione a regola d'arte, registro con periodicità, HVAC senza condensa, rivelazione incendi e off-gas, distanze fra container

Le altre norme che circolano nelle pagine sul BESS riguardano progettazione o estinzione, e nessuna prescrive la termografia sull'accumulo.

Norma o linea guida Anno Cosa prescrive sul monitoraggio termico Lettura
Circolare VVF DCPREV 21021 2024 BMS su tensione, corrente e temperatura di cella; HVAC senza condensa; registro con periodicità ed evidenza. Nessuna termografia, nessuna cadenza Testo riprodotto da fonti secondarie
Circolare VVF DCPREV 14030 (FV) 2025 Con accumulo associato al FV, valutazione del rischio secondo il DM 7 agosto 2012; termografia del campo FV secondo IEC TS 62446-3 e verifiche biennali. Riguarda il FV, non il BESS PDF coordinato
DM 7 agosto 2012 e DPR 151/2011 2012, 2011 Valutazione del rischio e attività soggette: il contenitore dei controlli, non un elenco di controlli Richiamati dalle due circolari
D.Lgs 81/2008, art. 86 2008 Controllo periodico degli impianti elettrici secondo le norme di buona tecnica, con verbale; nessun metodo né cadenza Testo di legge
ISO 3941 2026 Classe L per incendi di celle e batterie agli ioni di litio. Classificazione degli incendi, non controlli in esercizio Fonti secondarie; testo ISO non consultato
NFPA 855 e NFPA 70B 2023 Commissioning, ispezioni periodiche e registri; la 70B prevede ispezioni a infrarossi e verifica delle coppie, con cadenze non verificate sul testo. Prassi statunitense Norme a pagamento, fonti secondarie
IEC 62933-5-2 2020 Sicurezza dei BESS elettrochimici; richiama la UL 9540A per la propagazione. Nessuna termografia Norma a pagamento, fonti secondarie
UL 9540A ed. corrente Prova cella, modulo, unità, installazione; base per distanze e ventilazione. Nessun controllo in esercizio Scheda UL

Il punto per chi gestisce è il registro: un'ispezione visiva con firma non dice se il capocorda era caldo. Un rapporto termografico con carico, criterio e classe per ogni punto trasforma la riga «controllo connessioni: eseguito» in un dato verificabile; il contenuto minimo è nella pagina su cosa deve contenere un report termografico.

Chi firma cosa: gestore, O&M, RSPP, responsabile tecnico

Il rapporto entra in documenti firmati da persone diverse, e sugli impianti utility-scale proprietario, gestore e manutentore sono spesso tre società da individuare prima dell'incarico.

Il responsabile dell'attività, il gestore che la circolare 21021 individua al Titolo V, assicura manutenzione a regola d'arte, sorveglianza e tenuta del registro. Decide le periodicità scritte nel registro e risponde della loro esistenza; il rapporto termografico è l'evidenza che allega alla riga corrispondente.

Il contratto di O&M esegue i controlli e ne dà evidenza. Se la termografia è nel capitolato va scritto a quale potenza si esegue, con quale criterio di classificazione e chi chiude le azioni correttive; se non c'è, il gestore la commissiona a parte e la consegna al manutentore per la chiusura.

L'RSPP e chi redige la valutazione del rischio incendio lo usano dove l'accumulo è associato a un fotovoltaico in un'attività soggetta: la linea guida 14030 del 2025 chiede in quel caso una valutazione specifica secondo il DM 7 agosto 2012, e i controlli sulle connessioni di potenza sono una delle misure che vi si scrivono. Per il datore di lavoro vale anche l'art. 86 del D.Lgs 81/08; il calendario sull'intero impianto elettrico è in ogni quanto fare la termografia agli impianti elettrici.

Il responsabile tecnico o il progettista antincendio, dove l'installazione ha comportato una modifica sostanziale di un'attività soggetta, lo usa per documentare che le misure di esercizio previste nel progetto sono attuate.

Due firme restano distinte. Il rapporto lo firma un operatore termografico certificato di 2° livello UNI EN ISO 9712, e quella certificazione non è una qualifica elettrica: chi apre un quadro DC o un rack in tensione lo fa come lavoro elettrico secondo la CEI 11-27, con la procedura del gestore. Dove l'apertura non è possibile, la misura passa da finestre a infrarossi sui pannelli, con la trasmittanza dichiarata nel rapporto.

Quando fare il rilievo: carico, ciclo e finestra utile

Il rilievo si fa durante una carica o una scarica a potenza significativa, concordata con chi dispaccia l'impianto; un BESS in attesa produce un rapporto vuoto. La potenza dissipata da una resistenza di contatto cresce con il quadrato della corrente, e a corrente zero un capocorda allentato è indistinguibile da uno serrato. Su un accumulo che lavora sul mercato dei servizi la finestra utile va cercata nel profilo di dispacciamento, non nell'orario di ufficio.

Condizioni di validità del rilievo in un container BESS

Carico. PCS in carica o in scarica; come regola pratica, la stessa che il sito applica a ogni impianto elettrico e che nessuna norma sul BESS fissa, almeno il 40% della potenza nominale, con la potenza letta dal sistema di supervisione annotata accanto a ogni misura. Una misura a carico inferiore si dichiara e si normalizza come stima. Riferimento del ΔTDelta TDifferenza fra la temperatura del punto in esame e quella di un riferimento: un componente identico nelle stesse condizioni, oppure l'ambiente. La gravità di un'anomalia si valuta sul delta T, non sul valore assoluto, perché è il delta…. Il connettore omologo della stringa vicina in pari stato di carica; dove non esiste, l'aria del container, con la scala corrispondente. Accesso. Rack e quadri aperti solo con procedura del gestore per lavori elettrici; altrimenti finestre a infrarossi o superfici esterne, dichiarando cosa non è stato visto. Sicurezza DC. Le sezioni in corrente continua restano in tensione anche a PCS fermo: nessuna operazione senza il responsabile dell'impianto e senza distanze e DPI della CEI 11-27. Ambiente. HVAC in funzione e portelle chiuse fino al rilievo; emissivitàEmissivitàRapporto fra la radiazione emessa da una superficie reale e quella emessa da un corpo nero alla stessa temperatura. Varia con materiale, finitura e angolo di vista: impostarla male è la prima causa di misure sbagliate. Rame lucido e… dichiarata per capicorda stagnati, rame nudo e superfici verniciate.

La classificazione usa le soglie che il sito applica a tutti gli impianti elettrici, con il riferimento dichiarato: fra connessioni gemelle in pari carico, 1-3 °C informativa, 4-15 °C attenzione, oltre 15 °C critica. Sono i valori delle specifiche ANSI/NETA, una prassi internazionale e non una norma italiana; nessuna norma sul BESS ne fissa di propri. Se la misura è avvenuta a potenza ridotta, il ΔT si estrapola con il calcolatore del ΔT normalizzato al carico e va nel rapporto accanto al valore letto, come stima.

Rack di moduli batteria agli ioni di litio in un container BESS con lo sportello aperto, capicorda e cavi di stringa in primo piano durante un rilievo termografico
Rack di moduli batteria agli ioni di litio in un container BESS con lo sportello aperto, capicorda e cavi di stringa in primo piano durante un rilievo termografico

Le cadenze non sono in nessuna norma: la circolare chiede che siano scritte nel registro, e le scrive il gestore. Quella che segue è una proposta di prassi interna, senza fonte normativa, da adattare a cicli, potenza e ambiente e da concordare con il gestore prima di scriverla nel registro; ogni valore è una [STIMA] nostra.

Componente Quando Cadenza proposta [STIMA] Confronto
Connettori e capicorda DC dei rack Carica o scarica a potenza significativa Annuale sull'intero container; semestrale sui rack con anomalie pregresse Connettore omologo della stringa vicina
Sbarre, fusibili e sezionatori DC Idem Annuale Stringa gemella in pari carico
PCS, trasformatore, quadri AC Alla potenza massima disponibile nella finestra Annuale; prima campagna al collaudo Terminali omologhi; fasi fra loro
HVAC e involucro del container Meglio con ΔT interno-esterno elevato Semestrale, prima dell'estate Macchine gemelle; pareti e portelle
Verifica dopo una riparazione Stesso carico del rilievo che l'ha trovata Alla prima fase utile dopo la chiusura Stesso punto, stesso riferimento

La prima campagna ha senso al collaudo: fissa lo stato di riferimento delle connessioni a impianto nuovo e dà al registro la sua prima riga. Il calendario con le priorità per componente si costruisce con il piano dei controlli termografici.

Thermal runaway: dove la termografia interviene nella catena, e dove no

La termografia interviene prima dell'innesco, sulle cause esterne alla cella, e non ha alcun ruolo durante la fuga termica. Il thermal runaway è la reazione esotermica che si autoalimenta in una cella agli ioni di litio oltre una soglia di temperatura: una volta partita, la gestisce il piano di emergenza, con rivelazione automatica, rilevatori di off-gas e distanze fra container fissate in progetto. Prima di quella soglia ci sono le condizioni che ce la portano, e alcune la termocamera le vede.

Un connettore di stringa con resistenza di contatto scalda il cavo e il modulo a cui è collegato. Un compressore HVAC in difetto lascia salire la temperatura dell'aria del rack; una portella con la guarnizione cedevole fa entrare aria umida che condensa sulle pareti fredde, la condizione che il punto 2.7 del Titolo II chiede di evitare. Un modulo più caldo dei gemelli in pari stato di carica è il segnale da incrociare subito con il BMS. Sono cause di integrazione ed esercizio, la famiglia più numerosa nel database EPRI.

Catena del thermal runaway in un BESS: cause esterne rilevabili con la termografia, connessioni, HVAC e condensa, poi la soglia di cella presidiata dal BMS, poi la fase di emergenza affidata a rivelazione, off-gas ed estinzione
Catena del thermal runaway in un BESS: cause esterne rilevabili con la termografia, connessioni, HVAC e condensa, poi la soglia di cella presidiata dal BMS, poi la fase di emergenza affidata a rivelazione, off-gas ed estinzione

Limiti: cosa la termografia non vede in un BESS

La cella. Dentro un modulo sigillato la temperatura di cella non è misurabile dall'esterno; nei sistemi raffreddati a liquido la superficie riflette in larga parte il circuito di raffreddamento. Il presidio è il BMS. Il BMS stesso. Un sensore scalibrato o una soglia impostata male non hanno una firma termica: si verificano sul registro del sistema. I moduli chiusi. Rack con carter opachi all'infrarosso, PCS con pannelli chiusi, moduli estraibili dei quadri AC: la termocamera vede il carter, e il rapporto deve dichiarare cosa è rimasto fuori. L'off-gas. I gas emessi da una cella prima dell'innesco non hanno una temperatura distinguibile: li vedono i rilevatori dedicati. Il rilievo al carico sbagliato. A PCS fermo il rapporto è vuoto, e un rapporto vuoto non è un impianto sano.

Sul lato estinzione la novità del 2026 è la Classe L della ISO 3941, pubblicata il 31 gennaio 2026 in sostituzione dell'edizione 2007: una classe di fuoco per gli incendi di celle e batterie agli ioni di litio senza litio metallico, con una nuova clausola sui pericoli (Exponent; International Fire & Safety Journal). Al momento della stesura non ci risulta un recepimento europeo con sigla EN, dato non verificato sui cataloghi CEN, e la NFPA non riconosce la classe. Cambia i mezzi di estinzione nel piano di emergenza; sulla manutenzione in esercizio non dice nulla.

Il mercato che arriva e cosa escludono le polizze

Ogni container che entra in esercizio da qui al 2030 ha un registro da riempire dal primo giorno, e le polizze che lo assicurano escludono di norma batterie e carenza di manutenzione dalla garanzia fenomeno elettrico: per questo la termografia sui BESS smette di essere un tema di nicchia.

Al 31 marzo 2026 in Italia risultavano circa 919.000 sistemi di accumulo per 18,8 GWh e 7,73 GW, secondo l'elaborazione di Italia Solare sui dati Gaudì di Terna (comunicato del 04/05/2026). Nel primo trimestre 2026 sono entrati in esercizio 802 MWh nuovi, 454 associati a fotovoltaico e 349 stand-alone, con la Lombardia prima regione del trimestre (circa 69 MWh); l'obiettivo al 2030 citato dalla stessa fonte è 71,5 GWh. La prima asta MACSE di Terna, chiusa il 30 settembre 2025, ha assegnato tutti i 10 GWh richiesti nel Centro-Sud e nelle isole, a un prezzo medio di 12.959 €/MWh-anno, con esercizio dal 2028 (Terna; pv magazine Italia, 01/10/2025).

accumulo in Italia al 31/03/2026 18,8 GWh prima asta MACSE 10 GWh dal 2028 obiettivo 2030 71,5 GWh

Per l'accumulo a servizio di un fotovoltaico, le verifiche biennali con termografia della linea guida 14030 riguardano il campo, non il BESS, e sono nella pagina sulla verifica termografica biennale del fotovoltaico: programmare i due rilievi nella stessa giornata, con il PCS in carica dal campo, è la cosa più semplice da fare.

Sul lato assicurativo il testo che conta è quello della propria polizza; due condizioni pubbliche dicono cosa aspettarsi. «Impresa Attiva» di ITAS Mutua (mod. X2065.0, ed. 12/2023) esclude dalla sezione Incendio i danni da fenomeno elettrico (art. 2.3, lettera h) e, nella garanzia opzionale «Danni elettrici ed elettronici» che deroga a quell'esclusione (art. 2.2.13), esclude a sua volta i danni «ad accumulatori elettrici e batterie» e quelli «derivanti da usura, manomissione e carenza di manutenzione». «ProFabbricato» di BCC Assicurazioni (ed. 01/10/2018) esclude allo stesso modo usura e carenza di manutenzione. Sono polizze per PMI, non i contratti dei grandi impianti; la struttura delle esclusioni è però quella che un perito di compagnia cerca dopo un sinistro.

Nessuna clausola letta associa uno sconto alla termografia. Quello che il rapporto fa è documentale: rilievi datati, con carico dichiarato, classe per ogni punto e azioni correttive chiuse, sono la risposta a «carenza di manutenzione». Come costruire il fascicolo e cosa chiedere prima al broker è nella pagina su termografia, prevenzione incendi e polizza; se il BESS sta in un data center, il ragionamento si estende ai gruppi di continuità nell'articolo sulla termografia predittiva per data center a Milano.

Come lavoriamo sui sistemi di accumulo

Le campagne sui BESS sono eseguite da tecnici certificati UNI EN ISO 9712UNI EN ISO 9712Norma che definisce qualificazione e certificazione del personale addetto alle prove non distruttive. Prevede tre livelli: il primo esegue, il secondo imposta, interpreta e firma, il terzo sviluppa procedure e qualifica il personale. La… di 2° livello, con strumentazione tarata e rapporto firmato che riporta, per ogni punto, potenza del PCS al momento della misura, riferimento del ΔT, classe e azione. Operiamo in Piemonte e Lombardia e sulle altre regioni del Nord su incarico. Prima del sopralluogo chiediamo lo schema unifilare del container, la procedura del gestore per l'accesso ai rack e ai quadri in tensione e la finestra di dispacciamento in cui il PCS lavorerà a potenza significativa: senza quest'ultima il rilievo non si programma.

Per un gestore, un EPC o un contratto di O&M il primo passo è mandarci il perimetro: numero di container, potenza del PCS, data di collaudo o di presa in carico, anomalie note e cosa prevede oggi il registro. Puoi descriverci l'impianto e ricevere una prima valutazione tecnica su perimetro, finestra di carico e cadenza da scrivere nel registro; le voci dell'importo sono nella pagina del preventivo di un'indagine termografica.

Se invece l'accumulo è quello di casa, da qualche chilowattora accanto all'inverter, il rilievo ha senso quando c'è un sintomo, un sinistro da documentare o una richiesta dell'assicuratore, non come controllo di routine. Un ordine di grandezza dei costi sul lato privati è nella pagina della rete su quanto costa un'indagine termografica.

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Domande frequenti

La circolare 21021 dei Vigili del fuoco impone la termografia sui BESS?

No. La circolare DCPREV 21021 del 23 dicembre 2024 chiede che il responsabile dell'attività assicuri la manutenzione dell'impianto a regola d'arte, che l'esercizio avvenga sotto sorveglianza anche da remoto e che presso l'impianto sia tenuto un registro di manutenzione con le periodicità previste e l'evidenza di quanto svolto. Non nomina la termografia e non fissa cadenze numeriche. La termografia è uno dei modi con cui il gestore dà contenuto tecnico a quel registro: una prova datata, sotto carico dichiarato, che le connessioni di potenza sono state controllate e con quale esito.

Ogni quanto va fatta la termografia su un sistema di accumulo?

Nessuna norma italiana fissa una cadenza per il BESS. Le linee guida VVF rimandano alle periodicità scritte nel registro di manutenzione, che le decide chi gestisce l'impianto. Come prassi, una campagna annuale sull'intero container e una semestrale sui punti che hanno già mostrato anomalie è una base ragionevole, da adattare al numero di cicli, alla potenza del PCS e all'ambiente. Per il fotovoltaico associato vale invece la verifica biennale della linea guida 14030 del 2025, che riguarda il campo FV e non l'accumulo.

Si può fare il rilievo a impianto fermo?

Si può, ma non serve. Un contatto difettoso dissipa calore in proporzione al quadrato della corrente che lo attraversa: a BESS in attesa, senza carica né scarica in corso, le connessioni sono alla temperatura dell'aria del container e il termogramma non distingue un capocorda serrato da uno allentato. Il rilievo va programmato durante una fase di carica o di scarica a potenza significativa, concordata con chi gestisce il dispacciamento, e la potenza in quel momento va scritta nel rapporto accanto a ogni misura.

La termocamera vede la cella che sta per andare in fuga termica?

No, non dall'esterno di un modulo sigillato. La cella è dentro un modulo di norma sigillato, nelle architetture utility-scale più diffuse raffreddato a liquido, e la sua temperatura è misurata dai sensori del sistema di gestione della batteria, il BMS, che la circolare 21021 indica come presidio contro il thermal runaway. La termocamera vede ciò che il BMS di norma non misura: capicorda, connettori di potenza, sbarre, fusibili, il PCS, il trasformatore e le macchine di climatizzazione. Sono due misure complementari dello stesso rischio, non una alternativa all'altra.

Vale anche per un accumulo domestico da qualche kWh?

Il metodo è lo stesso, ma il contesto no. La circolare 21021 è scritta per i BESS destinati alla produzione di massa, container e rack, e si dichiara solo un utile riferimento per il residenziale. Su un accumulo domestico la termocamera vede i collegamenti fra batteria e inverter e la superficie dell'involucro durante la carica, e nulla della cella. Un rilievo ha senso quando c'è un sintomo, un sinistro da documentare o una richiesta dell'assicuratore; per un impianto nuovo la prima difesa restano il BMS e l'installazione a regola d'arte.

Cosa deve contenere il registro di manutenzione del BESS?

La circolare 21021, Titolo V punto 2, chiede fra i documenti tecnici un registro tenuto presso l'impianto con l'indicazione delle periodicità manutentive previste e l'evidenza dell'attività svolta. Nella pratica questo significa un piano con i controlli per ciascun componente e la loro cadenza, e per ogni controllo eseguito la data, chi lo ha fatto, l'esito e le azioni correttive con la loro chiusura. Un rapporto termografico entra nel registro come evidenza di un controllo sulle connessioni di potenza, purché dichiari carico, criterio di classificazione e strumento usato.

Cosa cambia con la Classe L della ISO 3941:2026?

La ISO 3941, pubblicata il 31 gennaio 2026, introduce una classe di fuoco dedicata agli incendi di celle e batterie agli ioni di litio senza litio metallico, la Classe L, e una clausola con le informazioni sui pericoli. Riguarda la classificazione degli incendi e quindi la scelta dei mezzi di estinzione, non i controlli in esercizio. Al momento della stesura non ci risulta un recepimento europeo con la sigla EN, e la NFPA statunitense non riconosce la classe. Per chi gestisce un BESS cambia il capitolo estinzione del piano di emergenza, non il capitolo manutenzione.

Un rapporto termografico serve per la polizza incendio del BESS?

Serve come evidenza, non come sconto. Le condizioni di polizza che abbiamo letto escludono dalla garanzia fenomeno elettrico gli accumulatori e le batterie, e in ogni caso i danni da usura e carenza di manutenzione. Nessuna clausola associa una riduzione di premio alla termografia. Una serie di rilievi datati, con carico dichiarato e azioni correttive chiuse, è ciò che dopo un sinistro rende difficile sostenere che la manutenzione mancasse; sul premio pesa nella trattativa con il broker, che va interpellato prima sul testo esatto delle esclusioni.

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