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UNI EN ISO 9712
Strumento

Verifica di muffa e condensa superficiale sui ponti termici: fRsi mese per mese

Inserisci le dodici temperature e umidità esterne medie mensili, la temperatura interna e la classe di umidità dell'ambiente: lo strumento calcola il fattore di temperatura minimo richiesto in ciascun mese, individua il mese critico e assume come requisito il massimo dei dodici valori. Poi confronta quel requisito con il fRsi del nodo, ricavato da preset, dalla trasmittanza o direttamente dal termogramma.

Hai muffa su un nodo e devi capire se è un difetto di progetto: parlane con un tecnico
Diagramma del calcolo di verifica igrotermica di un ponte termico: andamento mensile del fattore di temperatura minimo richiesto e temperatura superficiale del nodo

La muffa in un angolo non è un problema di pulizia e quasi mai un problema di abitudini: è la conseguenza misurabile di una superficie troppo fredda rispetto all'aria che la lambisce. La UNI EN ISO 13788 traduce questa constatazione in un criterio verificabile — l'umidità relativa media mensile sulla superficie non deve superare un valore critico, convenzionalmente 0,8 — e in un numero di progetto, il fattore di temperatura fRsi. Il punto che quasi tutte le verifiche sbagliano è che quel numero non si ricava da una sola coppia di temperatura e umidità: va calcolato per ciascuno dei dodici mesi e assunto pari al massimo. Questo strumento fa esattamente quello, con la resistenza superficiale che la norma prescrive per la verifica di muffa, e chiude il cerchio permettendo di ricavare il fRsi reale del nodo dal termogrammaTermogrammaImmagine in falsi colori in cui a ogni pixel corrisponde una temperatura apparente della superficie. Senza scala di temperatura e senza i parametri di misura un termogramma non è un dato: è un'illustrazione..

1 · Ambiente interno

La norma indica 0,8 (80%) come umidità relativa critica per la crescita di muffa, salvo informazioni più specifiche da regolamenti nazionali, e cita 0,6 come criterio alternativo quando si vuole evitare la corrosione. La temperatura interna non è prescritta dalla norma: la scegli tu secondo l'uso previsto, e incide molto sull'esito.

2 · Umidità dell'aria interna

Come determini l'umidità interna
Valori indicativi, non prescrizioneIl metodo è quello della norma: pressione di vapore interna = pressione esterna + Δp, con Δp che dipende dalla classe di occupazione e si riduce al crescere della temperatura esterna, perché nei mesi miti si ventila di più. I numeri del preset (270 · 540 · 810 · 1080 · 1350 Pa) e i due punti di rottura della spezzata (0 °C e 20 °C) sono valori correnti di letteratura, coerenti con le umidità interne tabulate dalla BS 5250:2011 a temperatura esterna 0 °C, ma il prospetto normativo è a pagamento e non è stato letto direttamente: sono tutti modificabili. Se firmi un calcolo, inserisci i valori del prospetto della norma.

Sono i due punti di rottura della spezzata con cui il Δp cala al crescere della temperatura esterna. Sotto il primo il Δp vale il massimo; sopra il secondo si annulla; in mezzo varia in modo lineare. I valori 0 °C e 20 °C sono ricostruiti dall'andamento descritto dalla norma, non letti dal prospetto: modificali se disponi del testo normativo.

3 · Resistenza superficiale adottata

Da leggere con attenzione: la Rsi non entra nel requisito, che dipende solo dalle temperature e dalle umidità. Entra nel fRsi del nodo, ed è lì che decide l'esito. Con 0,25 m²K/W la superficie calcolata è più fredda e il fRsi più basso: è la condizione dell'angolo dietro un mobile, non quella della parete libera in mezzo alla stanza. Se stai inserendo un fRsi ricavato altrove, verifica a quale Rsi è riferito prima di usarlo.

4 · Il nodo da verificare

Come ottieni il fRsi del nodo
Da sostituire con il calcoloQuesti valori sono indicativi di letteratura tecnica e sono riferiti alla resistenza superficiale della verifica di muffa. Il fRsi reale di un nodo dipende da geometria e stratigrafia e si determina con il calcolo agli elementi finiti secondo la UNI EN ISO 10211, oppure si misura in opera. Il preset serve a orientare una valutazione preliminare, non a chiudere una verifica.

Esito · umidità superficiale critica

Inserisci i dati per la verifica.

Esito · condensa superficiale

Requisito fRsi richiesto (massimo dei 12 mesi)
Mese critico
fRsi richiesto per evitare la condensa
fRsi del nodo
Nel mese critico: θe / UR esterna
Pressione di vapore interna pi
Umidità relativa interna nel mese critico
Temperatura superficiale minima ammissibile θsi,min
Temperatura superficiale del nodo θsi
Umidità relativa sulla superficie
Punto di rugiada θr
Punto di muffa θmuffa
Margine fRsi nodo − richiesto
Ogni barra è il fRsi,min richiesto in quel mese. Il requisito di progetto è la barra più alta, non la media e non gennaio per definizione. La linea orizzontale è il fRsi del nodo: i mesi in cui la barra la supera sono i mesi in cui il nodo non verifica.
Diagramma temperatura – pressione parziale del vapore nel mese critico. La curva piena è la saturazione; la curva tratteggiata è la soglia critica. Il punto è lo stato dell'aria interna; le verticali segnano rugiada, muffa e superficie del nodo. Se la verticale della superficie cade a sinistra di quella della muffa, il nodo è in zona di rischio.

Nota: verifica in regime stazionario e monodimensionale sui valori inseriti. Non sostituisce il calcolo del nodo agli elementi finiti secondo UNI EN ISO 10211, né la diagnosi di un problema di muffa in essere.

Clima mensile e verifica mese per mese

Questi non sono i dati di nessuna localitàI profili precaricati sono sinusoidi con media ed escursione dichiarate, costruite solo per mostrare il funzionamento del calcolo. Per una verifica che abbia un valore, sostituisci le dodici righe con i dati climatici medi mensili della località, che per l'Italia si leggono nella UNI 10349-1 o nei dati della stazione meteorologica di riferimento. La norma aggiunge che, in assenza di dati nazionali, andrebbero usate le medie mensili con tempo di ritorno decennale: in clima di riscaldamento, in prima approssimazione, 2 K in meno rispetto all'anno medio.
Meseθe °CURe %Δp Papi PaURi %θsi,min °CfRsi,minEsito del nodo
Le prime due colonne sono editabili: sono i tuoi dati climatici. Le altre sono calcolate. La riga evidenziata è il mese critico, quello che detta il requisito di progetto. I mesi in cui l'aria esterna è più calda di quella interna non sono significativi per questa verifica, che è impostata sul regime invernale.

Come si legge l'esitosu

Lo strumento restituisce due verifiche distinte, perché sono due fenomeni diversi con due soglie diverse.

Umidità superficiale critica (muffa). È il criterio principale della norma e il più severo. Confronta il fRsi del nodo con il requisito, cioè con il massimo dei dodici valori mensili di fRsi,min. Semaforo a tre stati:

  • Verificato (verde): il fRsi del nodo è pari o superiore al requisito in tutti i mesi. Nelle condizioni inserite, l'umidità relativa media mensile sulla superficie resta sotto la soglia critica.
  • Rischio di muffa (giallo): il fRsi del nodo sta fra il requisito di muffa e quello di condensa. Non si forma acqua liquida, ma l'umidità relativa sulla superficie supera la soglia critica: mantenuta nel tempo, è la condizione in cui la muffa si sviluppa. È lo stato più frequente nei casi reali, ed è quello che l'occupante descrive come «macchia nera che torna».
  • Condensa superficiale (rosso): il fRsi del nodo è sotto anche il requisito di condensa. La superficie scende sotto il punto di rugiada e si forma acqua liquida.

Condensa superficiale. Verifica separata, con umidità relativa critica posta a 100%. Serve a distinguere il caso in cui il problema è visibile da quello in cui è solo biologico: sono due livelli di gravità e due argomenti diversi in una relazione tecnica.

Il margine fra fRsi del nodo e requisito è il dato che conta quando si progetta una correzione. Un margine di due centesimi non è un margine: significa che qualunque scostamento reale — un mobile addossato, una settimana di panni stesi in casa, una stagione più umida della media — porta il nodo dalla parte sbagliata.

Perché la verifica su dodici mesi cambia il risultatosu

Il punto metodologico che separa una verifica seria da una verifica di comodo è questo: il mese peggiore non è necessariamente il più freddo.

Quando l'aria esterna è molto fredda contiene pochissimo vapore. Poiché l'umidità interna si ricava dalla pressione di vapore esterna aumentata di un Δp, anche l'aria interna in gennaio risulta relativamente secca, e la temperatura superficiale minima ammissibile si abbassa. Nei mesi di transizione — tardo autunno, inizio primavera — l'aria esterna è più carica di vapore mentre il salto termico interno-esterno si riduce: il numeratore del fRsi,min cala meno del denominatore, e il requisito può risultare più alto che in pieno inverno.

Per questo la norma prescrive di ripetere il calcolo mese per mese e di assumere come requisito di progetto il valore massimo. Una verifica fatta su un solo punto — la classica coppia 20 °C interni / 0 °C esterni — può restituire un esito favorevole e mancare completamente il mese che governa il progetto. Nel grafico mensile dello strumento il mese critico è evidenziato: guardalo prima di guardare il semaforo.

Un'avvertenza sui profili precaricati: essendo sinusoidi in cui temperatura e umidità variano in modo perfettamente accoppiato, il mese critico coincide sempre con il più freddo, e spesso gennaio e febbraio risultano quasi pari. È con i dati reali — dove umidità e temperatura non si muovono all'unisono, e dove un autunno umido può pesare più di un gennaio secco — che il mese critico si sposta. È un altro motivo per sostituire il profilo con i dati della località prima di trarre conclusioni.

La resistenza superficiale: il passaggio che quasi nessuno applicasu

Per i calcoli di trasmittanza la resistenza superficiale interna di un elemento verticale vale 0,13 m²·K/W. Per la verifica di condensa e muffa su superfici opache la UNI EN ISO 13788, al punto 4.4.1, prescrive invece 0,25 m²·K/W, dichiarando esplicitamente lo scopo: rappresentare l'effetto di angoli, mobili, tende e controsoffitti. Il valore della resistenza superficiale esterna resta 0,04 m²·K/W.

La conseguenza è aritmetica e pesante. Per un elemento piano vale fRsi = 1 − U · Rsi, quindi:

Trasmittanza U del nodo fRsi con Rsi = 0,13 fRsi con Rsi = 0,25
0,30 W/m²K 0,96 0,93
0,60 W/m²K 0,92 0,85
1,00 W/m²K 0,87 0,75
1,50 W/m²K 0,81 0,63
2,00 W/m²K 0,74 0,50

Va chiarito dove agisce questa scelta, perché è la fonte di metà degli equivoci. Il requisito fRsi,min non dipende dalla resistenza superficiale: si ricava solo dalle temperature e dalle umidità, e resta lo stesso qualunque Rsi si adotti. La Rsi agisce sull'altro lato del confronto, cioè sul fRsi che attribuisci al nodo. Calcolare il nodo con 0,13 e confrontarlo con il requisito della norma significa mettere a confronto due grandezze non omogenee, e concludere sistematicamente a favore del nodo.

Un nodo che con 0,13 sembra ampiamente a norma, con 0,25 può non passare. Non è un cavillo: è la differenza fra il centro di una parete ventilata e l'angolo dietro l'armadio, che è esattamente il punto dove la muffa compare. Lo stesso vale per i valori di fRsi dichiarati nelle schede tecniche o nelle relazioni: un fRsi senza la propria Rsi è un numero incompleto, e va chiesto a quale resistenza superficiale si riferisce prima di usarlo.

Per la condensa interstiziale e per la condensa su serramenti la norma torna ai valori ordinari: 0,10 m²·K/W a flusso ascendente, 0,13 a flusso orizzontale, 0,17 a flusso discendente.

Dal termogramma al fRsi: che cosa serve perché il numero valgasu

La terza via dello strumento è quella che lega la norma igrotermica al mestiere del rilievo. Se misuri la temperatura superficiale del nodo e conosci le temperature dell'aria interna ed esterna nello stesso istante, il fattore di temperatura si ricava per definizione:

fRsi = (θsi − θe) / (θi − θe)

Il risultato è il fRsi reale di quel nodo, in opera, con la sua geometria vera e le sue eventuali disomogeneità di posa: un dato che nessun calcolo su stratigrafia nominale può darti. Ma vale solo se il termogramma è stato acquisito in condizioni che lo rendono leggibile:

  • Regime stazionario. Nessun irraggiamento solare sulla facciata nelle ore precedenti, impianto a regime, temperature stabili. Una parete che sta ancora cedendo il calore accumulato al sole restituisce un fRsi falsamente alto.
  • Salto termico adeguato e stabile fra interno ed esterno, misurato e dichiarato, non stimato.
  • Emissività e temperatura apparente riflessa dichiarate. Sono i due parametri che trasformano il segnale in temperatura: senza di essi la lettura è una stima, e un fRsi costruito su una stima non è una verifica. Su come si determinano, vedi lo strumento dedicato a emissività e temperatura apparente riflessa.
  • Condizioni del rilievo verificate prima di partire, non ricostruite dopo: il controllo preliminare è trattato in verifica delle condizioni di rilievo sull'involucro.

Un avvertimento di metodo: il fRsi misurato è riferito alla resistenza superficiale effettiva di quel punto in quel momento, che non è la convenzione di 0,25 m²·K/W. Confrontare un fRsi misurato con un requisito calcolato su 0,25 è legittimo e utile — è il modo per capire se il nodo è in sofferenza — ma va dichiarato per quello che è: il confronto fra una misura in opera e una convenzione di calcolo, non fra due grandezze omogenee.

Le formule usatesu

Pressione di saturazione del vapore (in Pa, con θ in °C), nelle due forme sopra e sotto zero:

per θ ≥ 0 °C: psat = 610,5 · e(17,269 · θ / (237,3 + θ))

per θ < 0 °C: psat = 610,5 · e(21,875 · θ / (265,5 + θ))

Sono le forme correntemente attribuite alla UNI EN ISO 13788; il testo normativo è a pagamento e va consultato per la verifica formale. Sotto zero la formula cambia perché il riferimento è la saturazione sul ghiaccio.

Pressione di vapore dell'aria esterna (formula della norma, punto 4.2.4.1):

pe = φe · psate)

Umidità dell'aria interna (formule della norma, punto 4.3.2):

pi = pe + Δp

Δp = Δν · Rv · Ti = G / (n · V) · Rv · Ti

con Rv = 462 Pa·m³/(K·kg), G produzione di vapore in kg/h, n ricambi d'aria in h⁻¹, V volume in m³, Ti temperatura interna in kelvin. La dipendenza di Δp dalla temperatura esterna, nel metodo delle classi, è la spezzata descritta sopra: approssimazione ricostruita, con i punti di rottura lasciati modificabili.

Fattore di temperatura (definizione della norma):

fRsi = (θsi − θe) / (θi − θe)

Inversione per il punto di rugiada e per il punto di muffa. Il punto di rugiada è la temperatura per cui psat = pi; il punto di muffa è quella per cui psat = pi / φcr. Invertendo la formula di saturazione, con l = ln(p / 610,5):

per p ≥ 610,5 Pa: θ = 237,3 · l / (17,269 − l)

per p < 610,5 Pa: θ = 265,5 · l / (21,875 − l)

Requisito di progetto. Per ogni mese si calcola θsi,min = θ dove psat = pi / φcr, quindi fRsi,min = (θsi,min − θe) / (θi − θe). Il requisito è il massimo dei dodici valori, e il mese in cui si verifica è il mese critico.

Relazione fra fRsi, trasmittanza e resistenza superficiale, per un elemento piano:

fRsi = 1 − U · Rsi

Discende direttamente dal bilancio monodimensionale θsi = θi − U · Rsi · (θi − θe). Approssimazione, non formula del nodo: su un ponte termico, dove il flusso è bidimensionale o tridimensionale, sovrastima il fRsi. Per il nodo vale la UNI EN ISO 10211.

Produzione di vapore: ordini di grandezzasu

Quando si ricostruisce il Δp dalla produzione interna, servono i tassi di produzione. Questi sono i valori tabulati dalla BS 5250:2011 (prospetto D.6), utili come ordine di grandezza per un ambiente residenziale:

Sorgente Produzione di vapore
Persona che dorme 40 g/h
Persona seduta, lavoro d'ufficio 70 g/h
Persona in piedi, lavori domestici 90 g/h
Persona, lavoro manuale moderato 300 g/h
Cottura, cucina elettrica 2.000 g/giorno
Cottura, cucina a gas 3.000 g/giorno
Lavaggio stoviglie 400 g/giorno
Doccia 600 g per doccia
Lavaggio biancheria 500 g/giorno
Asciugatura del bucato in casa 1.500 g/giorno
Piante 20 g/giorno per pianta

L'ultima riga spiega da sola una quota consistente dei casi di muffa nelle abitazioni: 1,5 kg d'acqua al giorno immessi nell'aria di un appartamento con ricambi ridotti spostano il Δp di centinaia di pascal, e quindi spostano il requisito di fRsi. È anche il motivo per cui, in un contenzioso, la controparte tenta sempre di ricondurre il problema alle abitudini: la risposta tecnica non è negarlo, è quantificarlo e mostrare che il nodo non verificherebbe nemmeno con una produzione di vapore ordinaria.

Muffa, condensa, risalita capillare: tre problemi diversisu

Fenomeno Come si presenta Che cosa lo governa Come si accerta
Muffa superficiale Macchia scura, secca al tatto, in angoli, dietro mobili, sulle spallette Umidità relativa sulla superficie sopra la soglia critica per periodi prolungati Misure ambientali e superficiali ripetute, termografia del nodo, verifica del fRsi
Condensa superficiale Acqua liquida, gocce, aloni con bordo, spesso su vetri e su superfici lisce fredde Superficie sotto il punto di rugiada dell'aria del locale Termometria superficiale contestuale a temperatura e umidità dell'aria
Risalita capillare Fronte orizzontale che sale dal basso, efflorescenze saline, degrado di intonaco Acqua liquida dal terreno o da una fonte in continuità con la muratura Misure di umidità di massa nella muratura a profondità diverse, analisi dei sali

Sono tre diagnosi diverse. Uno strumento come questo interviene sui primi due e non dice nulla sul terzo. Confonderli porta a interventi inutili: deumidificare un ambiente non risolve una risalita, e un intonaco macroporoso non risolve una muffa da ponte termico.

Che cosa questo strumento non fasu

  • Non è un calcolo del nodo. La determinazione del fRsi reale richiede il calcolo agli elementi finiti secondo UNI EN ISO 10211 sulla geometria e sulla stratigrafia effettive. I preset sono valori di orientamento.
  • È una verifica in regime stazionario e monodimensionale sui valori inseriti. Non tiene conto dell'inerzia igrotermica dei materiali, dell'accumulo e del rilascio di umidità, del trasporto d'acqua liquida, né della ventilazione per infiltrazione, che nella pratica sposta più vapore della diffusione. Per questi aspetti esiste la simulazione dinamica.
  • Non è una diagnosi. Un problema di muffa in essere si accerta con misure ambientali e superficiali ripetute nel tempo, con l'analisi della stratigrafia e della storia dell'edificio, e in contenzioso con una perizia documentata.
  • Non tratta la condensa interstiziale, che è l'altra metà della UNI EN ISO 13788 e richiede il calcolo di diffusione strato per strato.
  • Non tratta la condensa estiva su superfici raffrescate, fenomeno inverso che questo schema di calcolo, impostato sul regime invernale, non copre: i mesi in cui l'aria esterna è più calda di quella interna sono marcati come non significativi.

Riferimenti / Fontisu

  • UNI EN ISO 13788 — Prestazione igrotermica dei componenti e degli elementi per edilizia. Temperatura superficiale interna per evitare l'umidità superficiale critica e la condensazione interstiziale. Dalla versione ISO 13788:2012 sono stati verificati direttamente: il punto 4.4.1 (Rse = 0,04 m²·K/W; Rsi = 0,25 m²·K/W per condensa e muffa su superfici opache, «per rappresentare l'effetto di angoli, mobili, tende o controsoffitti»; prospetto 2 con 0,10 / 0,13 / 0,17 m²·K/W per la condensa interstiziale e per serramenti); il punto 4.2.2 (valori medi mensili, medie con tempo di ritorno decennale, −2 K in clima di riscaldamento); il punto 4.2.4.1 (pe = φe · psate)); il punto 4.3.2 (pi = pe + Δp e Δp = Δν · Rv · Ti = G/(nV) · Rv · Ti, con rinvio all'appendice per i valori di Δp); il punto 5.1 e 5.3 (umidità relativa critica φsi,cr = 0,8 salvo indicazioni nazionali, 0,6 come criterio per la corrosione, e la prescrizione di eseguire la procedura «per ciascun mese dell'anno»). La definizione di fRsi e di fRsi,min è al punto 3.1.1 e 3.1.2 della ISO 13788:2001.
  • UNI EN ISO 10211 — Ponti termici in edilizia. Flussi termici e temperature superficiali: calcolo dettagliato agli elementi finiti del fRsi reale di un nodo. È il riferimento che sostituisce i preset di questa pagina.
  • UNI EN ISO 6946 — Resistenza termica e trasmittanza termica dei componenti edilizi, per le resistenze termiche e superficiali usate nel calcolo di trasmittanza.
  • UNI 10349-1 — Dati climatici medi mensili per le località italiane. È la fonte da cui prendere le dodici righe della tabella: i profili precaricati non sono dati di alcuna località.
  • Physibel, knowledge base «Deriving the minimal temperature factor to avoid surface condensation according to EN ISO 13788» (2022) — descrizione operativa del metodo: le cinque classi di umidità e i tipi di edificio, il calcolo di fRsi,min per ciascun mese con selezione del valore massimo, i valori di Rsi, la distinzione fra elementi ordinari (φcr = 0,8, medie mensili) ed elementi a bassa inerzia come i serramenti (φcr = 1, temperatura media giornaliera minima con umidità relativa 0,85).
  • BS 5250:2011, «Code of practice for control of condensation in buildings» — prospetto D.6 per i tassi di produzione di vapore riportati in questa pagina; prospetto D.7 per le umidità relative interne delle cinque classi a temperatura esterna 0 °C, usato qui come verifica dei valori di Δp del preset; figura D.1 per la variazione delle classi con la temperatura esterna; relazione Δp = C / (0,191 · N · V).
  • DM 26 giugno 2015 (requisiti minimi), allegato 1, punto 2.3 comma 2 — impone, per gli interventi sulle strutture opache verso l'esterno, la verifica in conformità alla UNI EN ISO 13788 dell'assenza di rischio di formazione di muffe, con particolare attenzione ai ponti termici, e di condense interstiziali, utilizzando il metodo delle classi di concentrazione per le condizioni d'uso interne. La FAQ ministeriale 3.11 del 18 dicembre 2018 chiarisce che la condensa interstiziale si considera assente se rievapora entro il ciclo annuale e resta entro il limite ammissibile.

Disclaimer: verifica di primo livello, in regime stazionario e monodimensionale, sui valori inseriti. I profili climatici precaricati sono sinusoidi generiche e non rappresentano alcuna località: vanno sostituiti con i dati della UNI 10349-1. I valori di Δp delle classi di umidità e i punti di rottura della loro variazione con la temperatura esterna sono valori indicativi di letteratura, lasciati modificabili, non riproduzioni del prospetto normativo. I fRsi di tipologia sono valori di orientamento: il fRsi reale di un nodo si determina con il calcolo agli elementi finiti secondo UNI EN ISO 10211 o si misura in opera. La diagnosi di un problema di muffa o condensa richiede misure ambientali e superficiali ripetute nel tempo, l'analisi della stratigrafia e, in sede di contenzioso, una perizia. Il rilievo termografico con valore documentale va affidato a un operatore certificato di 2° livello UNI EN ISO 9712UNI EN ISO 9712Norma che definisce qualificazione e certificazione del personale addetto alle prove non distruttive. Prevede tre livelli: il primo esegue, il secondo imposta, interpreta e firma, il terzo sviluppa procedure e qualifica il personale. La….

Se il nodo che stai verificando fa parte di un isolamento a cappotto appena posato, la verifica igrotermica va letta insieme al controllo di posa: vedi collaudo del cappotto termico con la termografia. Per i termini tecnici usati in questa pagina — fattore di temperatura, emissivitàEmissivitàRapporto fra la radiazione emessa da una superficie reale e quella emessa da un corpo nero alla stessa temperatura. Varia con materiale, finitura e angolo di vista: impostarla male è la prima causa di misure sbagliate. Rame lucido e…, temperatura apparenteTemperatura apparenteValore letto dallo strumento senza correzione dei parametri di misura. La temperatura reale si ottiene correggendo per emissività del materiale, temperatura apparente riflessa dell'ambiente, distanza, umidità e trasmittanza atmosferica. riflessa, ponte termico — c'è il glossario della termografia.

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Domande frequenti

Perché la verifica va fatta su dodici mesi e non su una sola coppia temperatura-umidità?

Perché il mese peggiore non è quello che si immagina. La UNI EN ISO 13788 prescrive di ripetere il calcolo per ciascun mese dell'anno e di assumere come requisito di progetto il valore più alto di fRsi,min fra i dodici. Il mese critico non è sempre gennaio: quando l'aria esterna è molto fredda contiene pochissimo vapore, quindi anche l'aria interna — che deriva la propria umidità da quella esterna più l'apporto degli occupanti — resta relativamente secca. Nei mesi di mezza stagione l'esterno è più umido e il salto termico è minore, e la combinazione può risultare più severa. Una verifica fatta su un solo punto è una fotografia, non un progetto: può dare esito favorevole e mancare il mese che conta.

Che cos'è il fattore di temperatura fRsi e perché si scrive con il pedice Rsi?

È la differenza fra temperatura della superficie interna e temperatura dell'aria esterna divisa per la differenza fra aria interna e aria esterna: fRsi = (θsi − θe) / (θi − θe). Vale 1 quando la superficie è calda come l'aria del locale e tende a 0 quando è fredda come l'esterno. Il pedice non è decorativo: il valore dipende dalla resistenza superficiale interna Rsi che si è adottata nel calcolo, perché è quella resistenza a stabilire quanto la superficie si scosta dall'aria. Lo stesso nodo, calcolato con Rsi diverso, restituisce un fRsi diverso. Un fRsi dichiarato senza il proprio Rsi è un numero incompleto.

Perché per la muffa si usa Rsi = 0,25 m²K/W e non il valore delle trasmittanze?

Perché il punto in cui nasce la muffa non è la parete libera, ma l'angolo dietro l'armadio. La UNI EN ISO 13788, al punto 4.4.1, prescrive per condensa e muffa su superfici opache una resistenza superficiale interna di 0,25 m²·K/W proprio per rappresentare l'effetto di angoli, mobili addossati, tende e controsoffitti, in assenza di norme nazionali diverse. È un valore quasi doppio rispetto agli 0,13 m²·K/W del flusso orizzontale usati per i calcoli di trasmittanza e per la condensa interstiziale: alza la resistenza fra aria e superficie, quindi abbassa la temperatura superficiale calcolata e abbassa il fRsi. È il passaggio che più spesso viene saltato, ed è quello che fa passare o bocciare un nodo.

Posso ricavare il fRsi reale di un nodo da un termogramma?

Sì, ed è la modalità più interessante dello strumento, ma solo a condizioni precise. Servono la temperatura superficiale letta sul nodo, la temperatura dell'aria interna e quella dell'aria esterna nello stesso istante, e il rilievo deve essere in condizioni sufficientemente stazionarie: nessun irraggiamento solare recente sulla facciata, salto termico adeguato, impianto a regime da ore. Devono inoltre essere dichiarate emissività e temperatura apparente riflessa, altrimenti la temperatura letta è una stima e il fRsi che ne deriva non vale nulla. Il valore ricavato è comunque riferito alla resistenza superficiale reale del momento, non agli 0,25 m²K/W convenzionali: è un dato di verifica in opera, non il sostituto del calcolo.

Muffa, condensa e risalita capillare sono lo stesso problema?

No, e confonderli è l'errore più costoso in un contenzioso. La muffa superficiale nasce dove l'umidità relativa a contatto con la superficie resta a lungo sopra la soglia critica, tipicamente 80%, senza che si formi una sola goccia: la macchia è secca al tatto, scura, spesso ad angolo o dietro i mobili. La condensa superficiale è acqua liquida, compare quando la superficie scende sotto il punto di rugiada, e si vede. La risalita capillare viene dal basso, ha un fronte orizzontale, porta sali, si concentra nella fascia inferiore delle murature contro terra e non ha nulla a che vedere con l'aria del locale. Tre problemi, tre diagnosi, tre rimedi diversi. Questo strumento tratta i primi due.

Da dove prendo i dati climatici mensili della mia località?

Dalla UNI 10349-1, che raccoglie i dati climatici medi mensili per le località italiane, oppure dai dati di stazione forniti dal servizio meteorologico regionale. Lo strumento è precaricato con profili generici costruiti su una sinusoide dichiarata: non sono i dati di nessuna città, e servono solo a far vedere come funziona il calcolo. Sostituisci le dodici righe con i valori reali, altrimenti l'esito è un esercizio. La norma aggiunge un punto spesso ignorato: in assenza di dati nazionali si dovrebbero usare le medie mensili con tempo di ritorno decennale, ovvero sottrarre 2 K alle medie dell'anno medio in clima di riscaldamento.

I valori di Δp delle classi di umidità sono esatti?

Sono i valori correnti di letteratura tecnica e in questo strumento restano tutti modificabili. Il metodo è quello della norma — l'umidità interna si ricava dalla pressione di vapore esterna aumentata di un Δp che dipende dalla classe di occupazione e che cala al crescere della temperatura esterna, perché con il clima mite si ventila di più — e in Italia è il metodo che il DM 26/06/2015 richiede espressamente. I numeri riportati come preset sono coerenti con le umidità relative interne tabulate dalla BS 5250:2011 a temperatura esterna 0 °C, ma la fonte primaria è a pagamento: se stai firmando un calcolo, verifica il prospetto della norma e inserisci i valori che leggi lì.

I dati inseriti vengono trasmessi da qualche parte?

No. Tutto il calcolo avviene nel browser, in locale: nessun dato viene trasmesso, registrato o ceduto a terzi. Anche i file scaricabili (PDF, Word, Excel) sono generati sul dispositivo, senza librerie esterne né chiamate di rete.

Vuoi sapere se la termografia risponde al tuo caso?

Descrivici l’impianto o il problema: ti diciamo, senza impegno, se la termografia è il metodo giusto, in quali condizioni va eseguita e cosa otterrai. Se non è il metodo giusto, te lo diciamo prima.

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