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StrumentiCalcolatori online gratuiti per dimensionare e verificare un rilievo termografico. Cerca lo strumento che ti serve.

Su questa pagina trovi i calcolatori che usiamo per dimensionare, eseguire e verificare un rilievo termografico. Rispondono alle domande che vengono prima e dopo la termocamera: quel difetto, a quella distanza, si vede e si può misurare? Le condizioni di stasera reggono, o è tempo perso? L'anomalia trovata a carico parziale quanto vale davvero a pieno carico? E il rapporto che ho ricevuto, vale qualcosa? Sono gratuiti, non richiedono registrazione e il calcolo avviene interamente nel tuo browser.

Che cosa lo strumento può davvero misuraresu

🎯 Calcolatore IFOV, distanza utile di misura e NETD

Calcola l'IFOV di una termocamera in milliradianti, i millimetri coperti da un singolo pixel a distanza e la distanza massima entro cui la misura resta valida. In parallelo verifica se il NETD dichiarato basta per il contrasto termico atteso.

Cosa calcola: IFOV con formula esatta (tangente) e lineare (× 17,45), copertura del pixel sul bersaglio, numero di pixel che cadono sul difetto, distanza limite per rilevare e per misurare, difetto minimo misurabile a una data distanza, rapporto ΔTDelta TDifferenza fra la temperatura del punto in esame e quella di un riferimento: un componente identico nelle stesse condizioni, oppure l'ambiente. La gravità di un'anomalia si valuta sul delta T, non sul valore assoluto, perché è il delta…/NETD. Include preset di sensori, ottiche e bersagli ricorrenti, tabella della copertura al variare della distanza e schema della griglia di pixel proiettata sul bersaglio.

Quando serve: prima di commissionare o accettare un rilievo, per verificare che strumento, ottica e distanza siano dimensionati per il difetto da cercare.

Riferimenti: documentazione dei costruttori per la formula dell'IFOV; FLIR e Optris per il criterio dei pixel minimi sul bersaglio (da 2:1 a 10:1).

→ Apri il calcolatore IFOV e NETD

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ΔT normalizzato al carico e classe di severità

Un'anomalia elettrica rilevata a carico parziale è sistematicamente sottostimata: la sovratemperatura cresce con il quadrato della corrente. Questo strumento riporta il ΔT misurato al carico di riferimento e mostra il salto di classe che ne deriva.

Cosa calcola: ΔT rispetto al componente omologo o rispetto all'aria — con le due scale di severità distinte — fattore di normalizzazione (I_rif/I_mis)², ΔT normalizzato, classe e priorità d'intervento prima e dopo la normalizzazione, temperatura attesa a pieno carico e margine sul limite ammesso. Con curva quadratica, fasce di classe e zona di carico non rappresentativo.

Quando serve: ogni volta che un rilievo è stato eseguito con l'impianto scarico, e per capire se un'anomalia classificata «lieve» dal fornitore lo è davvero.

Riferimenti: classi e soglie allineate all'articolo del sito (tabella 100.18 ANSI/NETA, prassi non norma italiana). Soglia di carico rappresentativo modificabile: le fonti divergono.

→ Apri il calcolatore del ΔT normalizzato

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🪞 Emissività e temperatura apparente riflessa

Quantifica l'errore più frequente e più costoso della termografia: lasciare l'emissivitàEmissivitàRapporto fra la radiazione emessa da una superficie reale e quella emessa da un corpo nero alla stessa temperatura. Varia con materiale, finitura e angolo di vista: impostarla male è la prima causa di misure sbagliate. Rame lucido e… a un valore di comodo su una superficie che riflette. Ricostruisce la temperatura reale a partire dai parametri dichiarati.

Cosa calcola: temperatura corretta per emissività e temperatura riflessa reali, riflettività, quota del segnale non emessa dall'oggetto, incertezza propagata dall'errore su ε, tabella dell'errore per emissività crescenti e grafico errore-vs-emissività. Include la determinazione della temperatura apparenteTemperatura apparenteValore letto dallo strumento senza correzione dei parametri di misura. La temperatura reale si ottiene correggendo per emissività del materiale, temperatura apparente riflessa dell'ambiente, distanza, umidità e trasmittanza atmosferica. riflessa con il metodo del riflettore diffuso e un selettore di materiali con i valori pubblicati sul sito.

Quando serve: quando la superficie è metallica, lucida o verniciata a specchio, e ogni volta che si legge un rapporto in cui l'emissività adottata non è dichiarata.

Riferimenti: ASTM E1862 e E1933, ISO 18434-1 (annex normativo), equazione radiometrica a banda larga.

→ Apri il calcolatore di emissività

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🌈 Emissione termica: Wien, Stefan-Boltzmann e scelta della banda

Perché una termocamera lavora in 8-14 µm e non altrove, con i numeri: picco di emissione, potenza irradiata e quanta di quella potenza cade davvero dentro la banda dello strumento.

Cosa calcola: lunghezza d'onda di picco secondo Wien, emittanza totale ε·σ·T⁴, frazione di potenza emessa dentro la banda scelta per integrazione numerica della legge di Planck, contrasto termico relativo e assoluto della banda, confronto affiancato fra onda media e onda lunga con la temperatura di pareggio. Con curva di Planck e banda evidenziata.

Quando serve: per scegliere consapevolmente la banda di lavoro, e per capire perché il vetro è opaco all'infrarosso termico e la finestra fra 5 e 8 µm non si usa.

Riferimenti: costanti CODATA/NIST, ISO 20473 per la nomenclatura delle bande.

→ Apri il calcolatore di emissione termica

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🔁 Convertitore di unità termografiche

Sei gruppi di conversione bidirezionale: temperatura, sensibilità termica, angoli e risoluzione geometrica, radiazione, flusso e prestazione termica, emissività e riflettività.

Cosa calcola: °C/K/°F distinguendo il valore assoluto dalla differenza di temperatura — l'errore che porta a leggere male un NETD convertito — millikelvin, milliradianti e millimetri sottesi a distanza, micrometri con frequenza, numero d'onda ed energia del fotone, trasmittanza e resistenza termica con e senza resistenze superficiali, ε ↔ ρ con l'avvertenza sui materiali semitrasparenti nell'infrarosso.

Quando serve: leggendo una scheda tecnica, confrontando due strumenti, o traducendo in millimetri un requisito espresso in milliradianti.

Riferimenti: SI, UNI EN ISO 6946 per le resistenze superficiali, ISO 20473 per le bande.

→ Apri il convertitore

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Prima e durante il sopralluogosu

🌡️ Condizioni per il rilievo termografico dell'involucro

La domanda che precede ogni termografia sull'edificio: stasera si può fare, o è tempo perso? Un rilievo eseguito in condizioni sbagliate produce immagini che sembrano diagnosi e non lo sono.

Cosa calcola: ΔT disponibile confrontato con la soglia adottata e rapportato al NETD, stabilità termica nelle 24 ore precedenti e durante il rilievo, ore trascorse dall'ultimo irraggiamento diretto sulla facciata, vento e stato della superficie. Restituisce un semaforo con l'elenco puntuale di ciò che non passa e il tipo di errore che ne deriva, la finestra oraria consigliata fra tramonto e alba, e il verbale delle prescrizioni da registrare.

Quando serve: la sera prima del sopralluogo, e quando si deve giustificare — o contestare — la validità di un rilievo già eseguito.

Attenzione: la ISO 6781-1:2023 non contiene una clausola sulle condizioni ambientali. Le soglie che circolano come «di norma» provengono dall'allegato informativo della vecchia EN 13187, dichiarato adattato al clima scandinavo. Nello strumento ogni soglia porta la propria fonte ed è modificabile; sono riportati anche i criteri ASTM C1060 e RICS.

→ Apri la verifica delle condizioni

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🚁 Pianificatore del volo termografico su fotovoltaico

A quella quota, con quella termocamera, la cella si risolve oppure no — e quanto dura la campagna.

Cosa calcola: GSD a nadir e sul piano inclinato del modulo, pixel per cella e per modulo, quota massima ammessa per il requisito scelto, larghezza della strisciata e passo alle sovrapposizioni impostate, velocità massima compatibile con il mosso e con la frequenza di ripresa, numero di strisciate, tempo di volo e batterie necessarie. Con verifica delle condizioni (irraggiamento, corrente, vento, copertura nuvolosa, angolo) e del rapporto fra firma attesa e NETD.

Quando serve: per decidere fra drone e rilievo da terra, per dimensionare una campagna su campo, e per verificare che un volo già eseguito potesse davvero risolvere ciò che dichiara.

Riferimenti: IEC TS 62446-3IEC TS 62446-3Specifica tecnica che definisce condizioni, procedure e criteri di valutazione per l'ispezione a infrarossi degli impianti fotovoltaici: soglie di irraggiamento, modalità di ripresa e classificazione delle anomalie. per irraggiamento minimo, requisiti dello strumento e pixel per cella; la convenzione sull'angolo di ripresa è dichiarata come divergente fra le fonti.

→ Apri il pianificatore di volo

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💧 Muffa, condensa e fattore di temperatura fRsi

Verifica dell'umidità superficiale critica su dodici mesi secondo la UNI EN ISO 13788, non su un singolo punto: il requisito di progetto è il massimo dell'anno, e il mese critico quasi mai è quello più freddo.

Cosa calcola: fRsi minimo richiesto mese per mese con individuazione del mese critico, umidità interna per classe di occupazione o da produzione di vapore e ricambi d'aria, resistenza superficiale maggiorata prevista dalla norma per la verifica di muffa, punto di rugiada e punto di muffa, umidità relativa sulla superficie, e il confronto con il fRsi del nodo determinato in tre modi — da tipologia, da trasmittanza, oppure ricavato dalla misura termografica. Con andamento mensile di fRsi e diagramma psicrometrico.

Quando serve: quando c'è muffa in un angolo e bisogna stabilire se il problema è il nodo costruttivo o il carico di umidità dell'ambiente. Il fRsi ricavato dal termogrammaTermogrammaImmagine in falsi colori in cui a ogni pixel corrisponde una temperatura apparente della superficie. Senza scala di temperatura e senza i parametri di misura un termogramma non è un dato: è un'illustrazione. è il ponte fra la norma igrotermica e il rilievo.

Riferimenti: UNI EN ISO 13788 (criterio dell'umidità superficiale critica e Rsi maggiorata), UNI EN ISO 10211 per il calcolo agli elementi finiti del nodo, UNI EN ISO 6946. I dati climatici vanno sostituiti con quelli della località secondo UNI 10349-1.

→ Apri la verifica di muffa e condensa

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Documenti, periodicità e costisu

📋 Il rapporto termografico che hai ricevuto è completo?

Venticinque requisiti in dieci aree, di cui nove essenziali: spunta ciò che il documento contiene e ottieni un giudizio motivato, più il testo pronto per chiedere le integrazioni.

Cosa calcola: punteggio pesato con i requisiti essenziali distinti dai raccomandati, giudizio a semaforo costruito in modo che un documento privo di un requisito essenziale non possa risultare adeguato, elenco separato delle mancanze per gravità, gestione delle voci non applicabili con motivazione. Il peso degli essenziali e la soglia di giudizio si adattano allo scopo del documento: verifica periodica, polizza, collaudo o contenzioso.

Quando serve: quando un fornitore consegna un rapporto e non si sa se accettarlo, o quando in contraddittorio si deve argomentare perché un documento non è utilizzabile.

Riferimenti: voci derivate dall'articolo del sito sul contenuto del report e dalle norme lì citate; i pesi e le soglie sono dichiarati come scelte redazionali, non normative.

→ Apri la checklist del report

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🗓️ Piano dei controlli termografici e periodicità

Trasforma «ogni quanto va fatta la termografia?» in un piano con date, motivazione e priorità — distinguendo la frequenza tecnicamente consigliata da quella dovuta per obbligo o per contratto.

Cosa calcola: intervallo consigliato in funzione di tipo di impianto, criticità del servizio, ambiente, età e storico delle anomalie; intervallo prescritto quando esiste un vincolo formale, con la regola di prevalenza dichiarata; prossime scadenze; verifica di ripristino dopo l'intervento correttivo, che è cosa diversa dal controllo periodico; condizioni di validità del rilievo e registrazioni da conservare.

Quando serve: per redigere o contestare un piano di manutenzione, per il registro dei controlli, e per capire se la periodicità proposta da un fornitore ha una ragione.

Riferimenti: D.Lgs 81/08 art. 86, DPR 462/01, CEI 64-8, IEC TS 62446-3, OT23 INAIL. Dove la periodicità è materia di valutazione del rischio e non di prescrizione, lo strumento lo dichiara.

→ Apri il piano dei controlli

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📉 OT23 INAIL: riduzione del premio e risparmio annuo

Quanto vale la riduzione del tasso medio di tariffa, e che cosa deve dimostrare la documentazione termografica perché regga in istruttoria.

Cosa calcola: verifica di ammissibilità componendo gli interventi realizzati, percentuale di riduzione per classe di lavoratori-anno, risparmio annuo sul premio, confronto con il costo della campagna termografica e delle azioni correttive, con il punto di pareggio.

Quando serve: prima di decidere se avviare il percorso, e per capire quale documentazione predisporre nel corso dell'anno.

Attenzione: percentuali, criteri di ammissibilità e modulistica cambiano ogni anno per decreto, e la domanda ha una scadenza annuale. Nello strumento tutti i parametri sono modificabili e la fonte autorevole resta il modulo OT23 pubblicato da INAIL per l'anno di riferimento. La stima non sostituisce la verifica con il consulente del lavoro o con l'RSPP.

→ Apri il calcolatore OT23

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💼 Preventivo di un'indagine termografica

Trasforma «quanto costa una termografia?» in un capitolato tecnico con l'impegno stimato, e in un ordine di grandezza economico dichiaratamente orientativo.

Cosa calcola: unità di rilievo, ore di campo e di elaborazione, giornate uomo, trasferte e tempi di consegna in funzione di ambito, accessibilità, finestra oraria, stato di carico, mezzi di accesso, permessi e tipo di deliverable. Genera il capitolato — che cosa viene fatto, in quali condizioni, che cosa viene consegnato, quali norme si applicano — e un intervallo di costo con tutti i parametri economici modificabili.

Quando serve: per farsi un'idea prima di chiedere un preventivo, e per capire da che cosa dipende davvero il costo di un rilievo.

L'intervallo economico è un ordine di grandezza per orientarsi: il preventivo vincolante lo emette lo studio dopo aver visto l'impianto.

→ Apri il configuratore di preventivo

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Come sono fatti questi strumenti

Tre scelte, dichiarate perché incidono su come vanno letti i risultati.

Il calcolo è locale. Nessun dato inserito lascia il browser: non c'è invio a server, non c'è registrazione, non ci sono librerie caricate da terzi. Vale anche per l'esportazione in PDF, Word ed Excel, generata sul dispositivo.

Le fonti sono citate e le divergenze sono dichiarate. Dove la letteratura tecnica non concorda — i pixel minimi sul bersaglio, la soglia di carico rappresentativo, la convenzione sull'angolo di ripresa in volo, il tipo di intervento OT23 — lo strumento non nasconde il disaccordo dietro un valore unico: lascia scegliere il criterio e spiega da dove viene ciascuno. E dove un numero circola come prescrizione di norma senza esserlo, lo dice.

Il risultato è una verifica, non una perizia. Questi calcolatori risolvono i vincoli fisici e i criteri dichiarati sui valori che inserisci. Non sostituiscono il rilievo, le condizioni in cui va eseguito e la firma di chi lo esegue: per un documento che debba essere letto da un ente, da una compagnia o da un altro tecnico serve un operatore certificato di 2° livello UNI EN ISO 9712UNI EN ISO 9712Norma che definisce qualificazione e certificazione del personale addetto alle prove non distruttive. Prevede tre livelli: il primo esegue, il secondo imposta, interpreta e firma, il terzo sviluppa procedure e qualifica il personale. La….

Ti serve un calcolo che qui non c'è? Scrivici indicando che verifica dovresti fare: gli strumenti di questa pagina nascono dalle domande ricorrenti in fase di preventivo, ed è così che scegliamo il prossimo. Vai ai contatti →

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Domande frequenti

Gli strumenti sono gratuiti e serve registrarsi?

Sono gratuiti e non richiedono registrazione, account né indirizzo e-mail. Si apre la pagina e si usano.

I dati che inserisco vengono trasmessi a un server?

No. Ogni calcolo avviene localmente nel browser, in JavaScript: nessun valore viene inviato, registrato o ceduto a terzi. Anche i file scaricabili in PDF, Word ed Excel sono generati sul tuo dispositivo, senza librerie esterne e senza chiamate di rete.

Posso salvare o stampare il risultato di un calcolo?

Sì. Sotto ogni strumento c'è una barra che scarica il riepilogo completo — dati inseriti, risultati, formule usate e disclaimer — in PDF, Word o Excel. È pensata per essere allegata a un preventivo, a un capitolato o a un rapporto di prova.

Posso inserire uno strumento nel mio sito?

Sì. Ogni pagina-strumento ha in fondo un box «Incorpora» con lo snippet HTML pronto: incolla il codice e lo strumento compare nel tuo sito dentro un riquadro che si adatta in altezza da solo. È richiesto il link di attribuzione presente nello snippet.

I risultati hanno valore documentale?

No, e non lo pretendono. Sono verifiche di primo livello sui valori inseriti, utili a dimensionare o a controllare un rilievo prima di eseguirlo o di accettarlo. Un documento con valore verso un ente, una compagnia o un committente richiede un rilievo eseguito e firmato da un operatore termografico certificato di 2° livello UNI EN ISO 9712.

Perché molte soglie sono modificabili invece che fissate?

Perché in buona parte non sono prescrizioni di norma, ed è scorretto presentarle come tali. I pixel minimi sul bersaglio variano da 2:1 a 10:1 secondo costruttore e ottica; le condizioni ambientali per il rilievo dell'involucro derivano da un allegato informativo adattato a un altro clima; le percentuali OT23 cambiano ogni anno per decreto. Dove il valore autorevole esiste, lo strumento lo indica e cita la fonte; dove non esiste o non è verificabile, lo dichiara e lascia scegliere a chi conosce il caso.

Perché un calcolatore e non una semplice tabella?

Perché i numeri che contano dipendono dalla combinazione dei parametri, non dal singolo valore. La stessa termocamera con due ottiche diverse ha risoluzioni utili distanti fra loro, lo stesso difetto cambia esito a seconda della distanza, e la stessa anomalia elettrica cambia classe di gravità a seconda del carico al momento del rilievo. Una tabella fissa costringerebbe a scegliere un caso; il calcolatore lascia inserire il tuo.

Vengono aggiunti nuovi strumenti?

Sì. Gli strumenti nascono dalle domande che riceviamo più spesso in fase di preventivo e dalle verifiche che facciamo comunque prima di un rilievo. Se ti serve un calcolo che qui non c'è, scrivici: è il modo in cui scegliamo il prossimo.

Vuoi sapere se la termografia risponde al tuo caso?

Descrivici l’impianto o il problema: ti diciamo, senza impegno, se la termografia è il metodo giusto, in quali condizioni va eseguita e cosa otterrai. Se non è il metodo giusto, te lo diciamo prima.

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