Ogni termografia sull'involucro edilizio è preceduta da una domanda sola: stasera si può fare, o è tempo perso? Un rilievo eseguito nelle condizioni sbagliate non produce immagini «meno precise»: produce immagini che sembrano una diagnosi e non lo sono. La facciata carica di sole restituisce macchie calde che dipendono dall'esposizione e dalla massa, non dai difetti; il vento appiattisce proprio i contrasti deboli su cui si gioca un collaudo; un ΔTDelta TDifferenza fra la temperatura del punto in esame e quella di un riferimento: un componente identico nelle stesse condizioni, oppure l'ambiente. La gravità di un'anomalia si valuta sul delta T, non sul valore assoluto, perché è il delta… insufficiente fa sparire il difetto reale. È la ragione più comune per cui un collaudo termografico viene contestato, e quasi sempre la contestazione arriva dopo, quando il rilievo non si può più rifare. Questo strumento verifica le condizioni prima, dice quali non passano e che tipo di errore inducono, e produce l'elenco di ciò che va verbalizzato perché il rilievo resti difendibile.
1 · Tipo di indagine
La modalità cambia il peso di alcune condizioni: dall'interno il vento e l'acqua sulla facciata contano meno, ma non spariscono. La logica dei pesi è dichiarata più sotto, nella sezione «Come si legge l'esito».
2 · Temperature e soglia ΔT
Usa la trasmittanza di progetto dell'elemento esaminato. In sua assenza il valore adottato va dichiarato come assunto nel rapporto.
Attiva solo con il criterio «imposto io». Se il capitolato fissa una soglia, è quella che vale.
3 · Stabilità termica
Preset: ± 10 °C rispetto al valore all'avvio della prova, dalla EN 13187 Annex D (annesso informativo, adattato alle condizioni scandinave). Non è verificabile su fonte pubblica che la UNI EN ISO 6781-1:2023 lo riproponga negli stessi termini: verificalo sul testo della norma applicabile all'incarico.
4 · Sole, esposizione, orario
Vale per le facciate a nord nella stagione fredda, per le pareti permanentemente in ombra e per le giornate interamente coperte. In quel caso il conto delle ore parte dal tramonto e la condizione «sole» viene dichiarata non applicabile, non superata.
Gli orari sono letti in sequenza a partire dall'ultimo irraggiamento: tramonto, rilievo e alba si intendono successivi ad esso, anche a cavallo della mezzanotte.
Nessuna norma fissa questo supplemento. Il fenomeno è reale — una parete massiva restituisce più a lungo l'energia accumulata di giorno — ma il numero è un'assunzione dello strumento, non una prescrizione. Il campo esiste perché quell'assunzione sia esplicita e finisca nel verbale invece di restare implicita.
5 · Vento e superficie
Valori rappresentativi della scala Beaufort, riferita al vento medio a 10 m di quota. Se hai un anemometro, usa la misura: va comunque registrata nel rapporto.
6 · Strumento e contrasto atteso
Nessuna norma fissa questa quota. Fisicamente il contrasto superficiale di una firma non può superare il ΔT che la genera, e in pratica ne è una frazione che dipende dal difetto, dallo spessore isolante sovrastante e dal regime. Il campo serve a rendere esplicita l'assunzione: se conosci per esperienza il contrasto atteso, imposta la percentuale in modo che il prodotto lo restituisca.
Esito
Inserisci i dati per la verifica.
- —
Nota: lo strumento verifica le condizioni al contorno, non la capacità di risolvere il difetto. Il limite geometrico dello strumento — quanto piccolo o lontano può essere il bersaglio — si verifica con il calcolatore IFOV e NETD.
Prescrizioni da verbalizzare nel rapporto
Testo generato sui valori inseriti. Va incollato nella sezione delle condizioni al contorno del rapporto e completato con i dati che solo tu hai: strumento, ottica, emissivitàEmissivitàRapporto fra la radiazione emessa da una superficie reale e quella emessa da un corpo nero alla stessa temperatura. Varia con materiale, finitura e angolo di vista: impostarla male è la prima causa di misure sbagliate. Rame lucido e… adottata e sua giustificazione, temperatura apparenteTemperatura apparenteValore letto dallo strumento senza correzione dei parametri di misura. La temperatura reale si ottiene correggendo per emissività del materiale, temperatura apparente riflessa dell'ambiente, distanza, umidità e trasmittanza atmosferica. riflessa, identificazione delle facciate.
Come si legge l'esitosu
Il semaforo ha tre stati e non è una media dei singoli controlli: basta una condizione fuori soglia per portare l'esito a rosso, perché le condizioni al contorno non si compensano fra loro. Un ΔT eccellente non recupera una facciata bagnata, e una notte perfettamente calma non recupera un accumulo solare non smaltito.
- Idoneo (verde): tutte le condizioni applicabili passano. Il rilievo è programmabile e, se le condizioni saranno effettivamente quelle dichiarate, il documento regge la verifica di un terzo.
- Marginale con riserve (giallo): nessuna condizione è violata, ma almeno una è vicina al limite. Il rilievo si può fare a patto di verbalizzare la riserva e di dichiarare nel rapporto quali anomalie deboli potrebbero non essere emerse. È la condizione in cui un rilievo resta utile all'impresa e diventa fragile in contraddittorio.
- Non idoneo (rosso): almeno una condizione è violata. Il rilievo non va eseguito, o va eseguito e dichiarato come ricognizione preliminare senza valore di collaudo. Non esiste una terza via: un termogramma acquisito fuori condizioni non si interpreta «con cautela», si rifà.
Ogni condizione che non passa compare nell'elenco con il tipo di errore che induce. Sono tre, e vale la pena distinguerli perché portano a conseguenze pratiche diverse:
| Tipo di errore | Che cosa succede | Perché è pericoloso |
|---|---|---|
| Falso positivo | Compare nell'immagine un'anomalia che non corrisponde a un difetto | Genera prescrizioni di intervento su porzioni sane, saggi inutili e contenzioso |
| Falso negativo | Un difetto reale non produce contrasto sufficiente e non compare | È il più grave in un collaudo: certifica come conforme ciò che non lo è |
| Firma mascherata | Il difetto c'è e produce contrasto, ma un fenomeno più forte lo copre | Il difetto viene classificato più lieve di quanto sia, o attribuito alla causa sbagliata |
I pesi per modalità
Le condizioni non pesano allo stesso modo in tutte e tre le indagini, e lo strumento dichiara la regola invece di applicarla in silenzio:
- Qualitativa dall'esterno: tutte le condizioni hanno peso pieno. È la modalità più esposta, perché la superficie osservata è quella che riceve sole, vento e pioggia.
- Qualitativa dall'interno: vento e stato della superficie esterna sono declassati a riserva, non azzerati: continuano a modificare il campo termico della parete, ma non agiscono direttamente sulla superficie inquadrata. Il ΔT e la stabilità mantengono peso pieno.
- Dispersioni d'aria in depressione: vento e superficie sono declassati a riserva, e il criterio di ΔT proposto scende, perché il contrasto non nasce dalla sola conduzione ma dall'aria che attraversa l'involucro. In compenso si aggiunge un vincolo che lo strumento non verifica: la differenza di pressione va stabilizzata e registrata, e la quantificazione della permeabilità resta della UNI EN ISO 9972.
Le formule e i criteri usatisu
ΔT disponibile:
ΔT = temperatura interna − temperatura esterna
Il segno conta. In regime invernale, con l'interno più caldo, un difetto che aumenta la dispersione appare caldo dall'esterno e freddo dall'interno. Se il ΔT risulta negativo — esterno più caldo dell'interno — lo strumento segnala il regime invertito: la lettura dei segni si ribalta e il rilievo passivo estivo su facciata, di norma, non è praticabile.
Soglia con il criterio 3/U:
soglia [°C] = massimo fra ( 3 ÷ U [W/m²K] ) e 5
Con U = 0,26 W/m²K la soglia vale 11,5 °C; con una muratura non isolata a U = 1,20 scende a 5 °C, cioè al minimo assoluto. È la ragione fisica per cui più l'involucro è isolato, più alto è il ΔT richiesto: un buon isolamento attenua la firma dei difetti sottostanti, e serve un motore termico più forte per farla emergere.
Stato di un limite superiore (escursione, variazioni, vento):
superato se valore > soglia · marginale se valore > 0,7 × soglia · altrimenti conforme
Stato di un limite inferiore (ΔT):
insufficiente se ΔT < soglia · marginale se ΔT < 1,25 × soglia · altrimenti conforme
La fascia marginale del 25 % non discende da alcuna norma: è la banda di cautela adottata da questo strumento, dichiarata qui perché sia verificabile e, se serve, contestabile.
Finestra oraria consigliata:
inizio = ora dell'ultimo irraggiamento diretto + ore richieste senza sole + supplemento per inerzia
la finestra si chiude all'alba, e non può iniziare prima del tramonto
Quando l'inizio così calcolato cade dopo l'alba, quella notte non ha una finestra utile: lo strumento lo dice esplicitamente. È lo scenario tipico di una facciata a sud in una giornata serena con il criterio delle 12 ore, e spiega perché un collaudo di facciata si programma per esposizione e non per comodità di cantiere.
Contrasto atteso e sensibilità:
contrasto atteso [°C] = ΔT × quota che emerge come firma
rapporto = contrasto atteso ÷ ( NETD [mK] ÷ 1000 )
Sotto 1 il contrasto è indistinguibile dal rumore del sensore; fra 1 e 3 emerge appena e richiede condizioni stabili; oltre 3 si legge in modo affidabile. La quota è un'assunzione, non un dato: cambiarla cambia l'esito, ed è esattamente per questo che è un campo e non una costante nascosta nel codice.
Che cosa dice la norma, e che cosa invece è prassisu
Questa è la parte che rende utilizzabile lo strumento in contraddittorio, ed è anche quella su cui circola più confusione.
Dal 16 novembre 2023 il riferimento è la UNI EN ISO 6781-1:2023, Prestazione degli edifici — Rilevazione di irregolarità di calore, aria e umidità negli edifici mediante metodi a infrarossi — Parte 1: Procedure generali. Alla stessa data la UNI EN 13187:2000 è stata ritirata con sostituzione. La ISO 6781-1:2023 è una prima edizione che annulla e sostituisce la ISO 6781:1983.
Il fatto rilevante per questa pagina. L'indice della ISO 6781-1:2023 non contiene un punto dedicato alle condizioni ambientali con la struttura numerica della vecchia norma: dopo scopo, riferimenti, termini e simboli passa a Customer preparation, Qualification of personnel, Equipment requirements, Safety, Thermography techniques (con la distinzione fra termografia comparativa qualitativa e quantitativa e un punto sui limiti di quest'ultima), Air leakage and mass transfer, Moisture detection, Data collection, Comparative assessment criteria — Severity, Diagnosis and prognosis e Test report. La norma rimanda inoltre alle altre parti della serie ISO 6781 per i requisiti specifici. Nessuna delle soglie numeriche usate da questo strumento può quindi essere presentata come prescrizione della norma in vigore.
I valori che tutti citano — 3/U con minimo 5 °C, ± 10 °C nelle 24 h, ± 5 °C e ± 2 °C durante la prova, 12 h senza sole — provengono dalla EN 13187:1999 e si trovano nel suo Annex D, che è un annesso informativo intitolato Example of a set of test requirements. L'annesso dichiara in apertura che i requisiti sono adattati alle specifiche condizioni climatiche e alla tecnologia costruttiva della Scandinavia e li riferisce a strutture leggere esaminate dall'interno.
Sono numeri fisicamente sensati e sono il riferimento quantitativo effettivamente usato dalla prassi professionale italiana. Non sono, e non erano nemmeno allora, prescrizioni cogenti del corpo della norma. Per questo in questo strumento sono tutti campi modificabili: chi deve dichiarare conformità formale legge il testo della norma applicabile all'incarico, e se il capitolato fissa criteri diversi, valgono quelli.
Nel corpo della EN 13187 le condizioni erano invece qualitative: la clausola 6 escludeva l'esame quando la temperatura dell'aria è soggetta a variare considerevolmente, quando la struttura è esposta a radiazione solare diretta o quando il vento varia in modo marcato; e chiedeva di registrare precipitazioni, direzione e velocità del vento durante l'esame. Nessun valore numerico di vento compariva nella norma. [DA VERIFICARE: corrispondenza di questi valori nella UNI EN ISO 6781-1:2023]
Le soglie a confronto: dove le fonti divergono
| Grandezza | EN 13187:1999 — Annex D (informativo, condizioni scandinave) | ASTM C1060-11a(2015) | Prassi professionale documentata |
|---|---|---|---|
| ΔT dell'aria attraverso l'involucro | ≥ 3/U, comunque mai < 5 °C | ≥ 10 °C fra superfici o fra arie, mantenuti per 4 h prima della prova | ≥ 10 °C |
| Stabilità della T esterna nelle 24 h precedenti | ± 10 °C rispetto al valore all'avvio | non prescritta | — |
| Variazione durante la prova | esterna ± 5 °C, interna ± 2 °C | non prescritta | interna 20–22 °C costante per almeno 72 h prima |
| Ore senza irraggiamento diretto | ≥ 12 h prima e durante | ≈ 3 h prima | rilievi esterni non di giorno |
| Vento | nessun valore numerico; si registrano direzione e velocità | < 6,7 m/s (15 mph) | oltre 5 m/s il rilievo diventa inutile |
| Superficie | evitare precipitazioni e umidità all'esterno | asciutta | niente pioggia |
| Orario | — | dopo il tramonto e prima dell'alba | notte e prima alba, stagione fredda |
| Sensibilità dello strumento | MRTD di 0,3 °C a 20 °C ritenuta sufficiente (nota alla clausola 5) | MRTD per tabelle dell'appendice X1 | — |
Il divario più vistoso è quello sulle ore di ombreggiamento: 12 ore contro 3. Non è un errore di una delle due fonti, è una scelta di rischio diversa su climi e tecnologie costruttive diverse. Con 12 ore si è certi che l'accumulo sia smaltito e si perdono molte notti; con 3 ore si lavora quasi sempre e si accetta che su una facciata massiva esposta a sud una parte del segnale sia ancora storia termica del pomeriggio. Lo strumento non sceglie per te: mette il criterio in un campo e mostra la conseguenza sulla finestra oraria.
Che cosa comporta ogni condizione fuori soglia
| Condizione violata | Effetto fisico | Errore indotto |
|---|---|---|
| ΔT sotto la soglia | Il flusso termico attraverso l'involucro è troppo debole per differenziare la superficie | Falso negativo: il difetto reale non emerge, la facciata risulta conforme |
| Escursione nelle 24 h oltre la soglia | La parete è in transitorio: la temperatura superficiale riflette la storia termica recente, non la resistenza locale | Falso positivo e falso negativo insieme: il quadro non è interpretabile |
| Variazione durante il rilievo | I termogrammi acquisiti a inizio e fine sessione non sono confrontabili fra loro | Classificazioni incoerenti sulla stessa facciata; la ripetibilità cade |
| Sole diretto non smaltito | L'energia accumulata si ridistribuisce secondo massa ed esposizione, con contrasti di ordine superiore a quelli dei difetti | Falso positivo sulle porzioni più esposte e firma mascherata su tutto il resto |
| Vento sopra la soglia | La convezione forzata uniforma la temperatura superficiale esterna | Firma mascherata, che diventa falso negativo sulle anomalie deboli |
| Superficie bagnata | L'evaporazione raffredda a chiazze; l'isolante impregnato conduce di più e si scalda | Falso positivo con firme che imitano difetti di posa reali |
| Rilievo fuori dalla finestra oraria | All'alba il carico solare riparte prima che l'accumulo precedente sia esaurito | Falso positivo progressivo, che cresce man mano che la sessione avanza |
| Contrasto atteso sotto il NETD | La differenza esiste nella scena ma non nel segnale | Falso negativo di strumento, non di condizioni |
Le prescrizioni da verbalizzaresu
Un rilievo è difendibile quando un terzo tecnicamente competente può ripeterlo e verificare le conclusioni. Questo richiede che le condizioni al contorno siano misurate e registrate, non presunte. Il testo generato dallo strumento copre i parametri ambientali; vanno completati con quelli che dipendono da te e dalla strumentazione.
La UNI EN ISO 6781-1:2023 dedica al rapporto di prova un punto articolato in informazioni generali, informazioni specifiche dell'edificio, ispezioni qualitative, ispezioni quantitative e segnalazione di condizioni non sicure; e dedica un annesso normativo alla misura in campo della temperatura apparente riflessa e dell'emissività. La EN 13187, per parte sua, chiedeva già di registrare precipitazioni, direzione e velocità del vento durante l'esame.
Gli elementi che nel rapporto non possono mancare:
- temperature interna ed esterna con l'orario di misura, e non come intervallo generico di giornata;
- andamento della temperatura esterna nelle 24 h precedenti, con la fonte del dato (registratore in sito o stazione meteo, con distanza e quota);
- esposizione di ciascuna facciata e ora dell'ultimo irraggiamento diretto su ciascuna;
- condizioni del cielo nelle ore diurne precedenti;
- vento: velocità, direzione, strumento di misura;
- stato di asciuttezza delle superfici e precipitazioni nelle ore precedenti;
- orario di inizio e fine della sessione, e variazione delle temperature fra i due estremi;
- strumentazione: modello, risoluzione del sensore, ottica, NETD dichiarato, data dell'ultima taratura;
- parametri impostati: emissività adottata e sua giustificazione, temperatura apparente riflessa e metodo con cui è stata determinata, distanza di ripresa, umidità relativa;
- criterio di soglia adottato per il ΔT, con la fonte, e le eventuali riserve dichiarate;
- porzioni non ispezionabili e relativa motivazione.
Il criterio è semplice: se una riga manca, quella condizione in contraddittorio si presume non verificata. Sul contenuto completo del documento — e non solo delle condizioni al contorno — vedi che cosa deve contenere il report termografico.
Riferimenti / Fontisu
- ISO 6781-1:2023, Performance of buildings — Detection of heat, air and moisture irregularities in buildings by infrared methods — Part 1: General procedures, prima edizione 2023-08, elaborata da ISO/TC 163/SC 1 in collaborazione con CEN/TC 89. Annulla e sostituisce la ISO 6781:1983. Scopo, indice completo delle clausole e riferimenti normativi verificati sull'anteprima ufficiale della norma; fra i riferimenti normativi figurano ISO 6781-3, ISO 7345, ISO 9288, ISO 9869-1 (termoflussimetro) e ISO 9972 (pressurizzazione con ventilatore). Recepita in Italia come UNI EN ISO 6781-1:2023, in vigore dal 16 novembre 2023, in sostituzione della UNI EN 13187:2000.
- EN 13187:1999 (BS EN 13187:1999), Thermal performance of buildings — Qualitative detection of thermal irregularities in building envelopes — Infrared method: struttura in 7 clausole e annessi A–D tutti informativi. I valori di ΔT (3/U, minimo 5 °C), di stabilità (± 10 °C nelle 24 h; ± 5 °C esterna e ± 2 °C interna durante la prova) e di ombreggiamento (12 h) sono nell'Annex D, Example of a set of test requirements, dichiaratamente adattato alle condizioni climatiche e alla tecnologia costruttiva scandinave. Clausola 6 per le condizioni qualitative e la registrazione di precipitazioni e vento; nota alla clausola 5 per la MRTD di 0,3 °C a 20 °C.
- ASTM C1060-11a(2015), Standard Practice for Thermographic Inspection of Insulation Installations in Envelope Cavities of Frame Buildings: ΔT minimo di 10 °C (18 °F) fra superfici o arie per 4 h prima della prova; vento inferiore a 6,7 m/s (15 mph) e superficie asciutta; assenza di irraggiamento diretto per circa 3 h; rilievi esterni dopo il tramonto e prima dell'alba.
- RICS Built Environment Journal, Conducting a successful thermographic survey: ΔT minimo di 10 °C; temperatura interna costante fra 20 e 22 °C per almeno 72 h prima; vento oltre 5 m/s che rende inutile il rilievo; finestra stagionale da fine ottobre a marzo-aprile nel clima britannico.
- ASTM E1186, Standard Practices for Air Leakage Site Detection in Building Envelopes and Air Barrier Systems: prassi di localizzazione dei siti di dispersione d'aria, fra cui la scansione infrarossa in depressurizzazione o pressurizzazione. I valori di ΔT dell'ordine di 5 °C e di differenza di pressione fra 10 e 50 Pa sono riportati da fonti secondarie e non sono stati riscontrati sul testo della norma: nello strumento restano campi modificabili.
- Scala Beaufort (classificazione WMO), per la corrispondenza fra descrizione del vento e velocità in m/s riferita al vento medio a 10 m di quota.
- UNI EN ISO 9712 — qualificazione e certificazione del personale addetto alle prove non distruttive, metodo termografico (TT).
Disclaimer: verifica di primo livello sui valori inseriti, non perizia. Le soglie numeriche proposte come preset non sono prescrizioni della norma in vigore: provengono dall'annesso informativo Annex D della superata EN 13187, dalla ASTM C1060 o dalla prassi professionale, e sono tutte modificabili. Prima di dichiarare la conformità di un rilievo, verifica i valori sul testo della UNI EN ISO 6781-1:2023 e sul capitolato applicabile all'incarico. Il supplemento per inerzia termica e la quota di ΔT che emerge come firma sono assunzioni dichiarate di questo strumento, prive di riscontro normativo. Un esito verde non sostituisce il giudizio dell'operatore in campo: le condizioni vanno misurate al momento del rilievo, non solo previste. Il documento con valore probatorio richiede un rilievo eseguito e firmato da un operatore certificato di 2° livello UNI EN ISO 9712.
Per il quadro normativo completo — quale norma serve per quale documento e chi ha titolo per firmarlo — vedi le norme della termografia in Italia. Per il caso applicativo che rende queste condizioni più stringenti, cioè il collaudo di posa di un sistema a cappotto, vedi collaudo del cappotto termico con termografia; sui limiti di risoluzione e sensibilità dello strumento, IFOV e NETD: i limiti della misura termografica.
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Qual è il ΔT minimo per una termografia dell'involucro edilizio?
Non esiste un unico numero, e questo è il punto. Il riferimento più citato è la EN 13187:1999: differenza di temperatura dell'aria attraverso l'involucro non inferiore al valore numerico di 3/U, e comunque mai inferiore a 5 °C. Su una parete a cappotto con U intorno a 0,26 W/m²K il requisito diventa circa 11,5 °C. Va però detto con precisione dove sta quel numero: è nell'Annex D della EN 13187, annesso informativo intitolato Example of a set of test requirements, i cui requisiti sono dichiaratamente adattati alle condizioni climatiche e alla tecnologia costruttiva della Scandinavia. La ASTM C1060 chiede invece 10 °C fra superfici o fra arie, mantenuti per 4 ore prima della prova. Lo strumento lascia scegliere il criterio e mostra il margine.
Le condizioni al contorno sono ancora quelle della UNI EN 13187?
La UNI EN 13187:2000 è ritirata con sostituzione dal 16 novembre 2023, e la norma vigente per l'involucro è la UNI EN ISO 6781-1:2023. L'indice della ISO 6781-1:2023 non contiene un punto dedicato alle condizioni ambientali con la struttura numerica della vecchia norma: passa da Customer preparation e Qualification of personnel a Equipment requirements, Thermography techniques, Data collection e Test report, e rimanda alle altre parti della serie 6781 per i requisiti specifici. In pratica i quattro valori della vecchia 13187 restano il riferimento quantitativo usato dalla prassi e la base fisica corretta per programmare un rilievo, ma non si possono citare come prescrizione della norma in vigore. Chi deve dichiarare conformità formale legge il testo della UNI EN ISO 6781-1:2023.
Quante ore la facciata deve restare senza sole diretto prima del rilievo?
Le fonti divergono in modo molto ampio, e la divergenza va dichiarata invece che nascosta. La EN 13187 Annex D indica almeno 12 h prima dell'inizio dell'esame e durante l'esame; la ASTM C1060 si accontenta di circa 3 h e prescrive che i rilievi esterni si eseguano dopo il tramonto e prima dell'alba. Con il criterio delle 12 ore, in molti giorni dell'anno una facciata esposta a sud semplicemente non ha una finestra utile prima dell'alba: lo strumento lo dice esplicitamente quando accade. Nessuna delle due fonti prevede un supplemento per la massa dell'involucro: quel campo esiste nello strumento, è modificabile ed è etichettato come indicativo di prassi.
Esiste un limite di velocità del vento imposto dalla norma?
No. La EN 13187 non fissava un valore numerico: la clausola 6 diceva di non eseguire l'esame quando la temperatura dell'aria è soggetta a variare considerevolmente, quando la struttura è esposta a radiazione solare diretta o quando il vento varia in modo marcato, e la clausola sul rapporto chiedeva di registrare precipitazioni, direzione e velocità del vento. I numeri circolanti sono di prassi: la ASTM C1060 indica una velocità inferiore a 6,7 m/s (15 mph) con superficie asciutta; la letteratura professionale britannica indica che oltre 5 m/s il rilievo diventa inutile. Nello strumento la soglia è un campo modificabile con questi preset, dichiarati per quello che sono.
Perché una facciata bagnata invalida il rilievo invece di renderlo solo meno preciso?
Perché produce firme che imitano difetti reali. Una superficie bagnata evapora e si raffredda a chiazze, con contorni sfumati e andamento gravitazionale; un isolante impregnato conduce di più e si scalda. I due effetti possono coesistere sulla stessa facciata. Il risultato non è un termogramma meno accurato: è un termogramma che contiene anomalie inesistenti e che ne maschera di reali. La regola operativa è severa: se la superficie non è asciutta, il rilievo si rimanda, non si interpreta con cautela.
A che cosa serve inserire il NETD in uno strumento sulle condizioni ambientali?
A collegare la condizione ambientale al limite dello strumento. Il ΔT fra interno ed esterno è il motore della firma termica, ma in superficie ne arriva solo una quota: se quella quota scende sotto il rumore proprio del sensore, la differenza esiste nella scena e non nell'immagine. La EN 13187 riteneva sufficiente, in nota alla clausola 5, una minima differenza di temperatura risolvibile di 0,3 °C a 20 °C di temperatura superficiale — soglia che qualunque termocamera professionale odierna supera largamente. Il vincolo vero, oggi, resta il ΔT disponibile: è quello che lo strumento mette in rapporto con il NETD dichiarato.
Cambia qualcosa se il rilievo si esegue con l'edificio in depressione?
Sì, e in due direzioni opposte. Il contrasto non nasce più dalla sola conduzione ma dall'aria che attraversa l'involucro e raffredda il percorso, quindi un ΔT più basso può bastare: la prassi della ASTM E1186 sulla localizzazione dei siti di dispersione d'aria è citata con una differenza di temperatura dell'ordine di 5 °C e una differenza di pressione fra 10 e 50 Pa, valori che nello strumento restano modificabili perché non riscontrati sul testo della norma. In compenso la scansione si esegue dall'interno e la quantificazione della permeabilità resta di competenza della UNI EN ISO 9972: la termografia localizza, il blower door misura.
I dati inseriti vengono inviati da qualche parte?
No. Tutto il calcolo avviene nel browser, in locale: nessun dato viene trasmesso, registrato o ceduto a terzi. Anche i file scaricabili (PDF, Word, Excel) e il testo delle prescrizioni da verbalizzare sono generati sul dispositivo, senza librerie esterne né chiamate di rete.