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FAQEdilizia e patrimonio
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Edilizia e patrimonio (15)su
Collaudo del cappotto termico con termografia: i difetti di posa che l'occhio non vede
La termografia dice se il cappotto è stato posato bene?
Dice dove la temperatura superficiale si discosta da quella attesa, e questo è sufficiente a localizzare le anomalie: tasselli, giunti aperti, pannelli non in aderenza, nodi non risolti. Non dice da sola perché l'anomalia esiste. La norma vigente è la UNI EN ISO 6781-1:2023, che dal 16 novembre 2023 ha sostituito la UNI EN 13187: distingue l'ispezione qualitativa da quella quantitativa, e nel collaudo di posa quella che serve è la prima — individua la posizione delle irregolarità termiche, non quantifica il livello di isolamento. La conferma del difetto richiede sempre una seconda verifica — battitura, saggio, endoscopia, misura di spessore.
Il collaudo termografico del cappotto è obbligatorio?
Non esiste una norma nazionale che lo imponga in generale. Non lo prescrivono i requisiti tecnici dell'Ecobonus e del Superbonus, e non lo prescrivono i CAM edilizia (DM 23 giugno 2022, n. 256), che per gli appalti pubblici richiedono invece la prova di tenuta all'aria con blower doorBlower door testProva in cui un ventilatore calibrato posto su un serramento mette l'edificio in pressione o depressione controllata, misurandone il ricambio d'aria. Abbinata alla termografia, rende visibili le infiltrazioni d'aria che a pressione… secondo UNI EN ISO 9972:2015. Il collaudo termografico è buona prassi tecnica e, quando il capitolato lo prevede, diventa un'obbligazione contrattuale a tutti gli effetti.
Quando va fatto il rilievo: prima o dopo la finitura?
Idealmente due volte. Un primo passaggio a pannelli posati e tassellati, prima della rasatura, quando un difetto si corregge smontando due pannelli. Un secondo passaggio a facciata finita, che è il rilievo di collaudo vero e proprio e fotografa lo stato di consegna. Il primo serve all'impresa, il secondo alla direzione lavori e al committente. Se se ne può fare uno solo, è il secondo — ma il costo di correzione è incomparabilmente più alto.
Serve una differenza di temperatura fra interno ed esterno?
Sì, ed è la condizione che invalida più rilievi. La UNI EN 13187 — oggi sostituita dalla UNI EN ISO 6781-1:2023 — richiedeva che la differenza di temperatura dell'aria attraverso l'involucro non fosse inferiore al valore numerico di 3/U, e comunque mai inferiore a 5 °C: è il riferimento numerico ancora usato nella prassi, da confrontare con il testo della norma vigente. Su una parete a cappotto con U intorno a 0,26 W/m²K il requisito diventa oltre 11 °C: in pratica il collaudo si fa nella stagione fredda, all'alba o diverse ore dopo il tramonto, con l'edificio riscaldato.
Si può collaudare un cappotto d'estate?
Nella grande maggioranza dei casi no, non con un rilievo passivo in regime naturale: manca la differenza di temperatura richiesta dalla norma e la facciata è carica di energia solare accumulata. Chi consegna termogrammiTermogrammaImmagine in falsi colori in cui a ogni pixel corrisponde una temperatura apparente della superficie. Senza scala di temperatura e senza i parametri di misura un termogramma non è un dato: è un'illustrazione. estivi di una facciata a cappotto sta consegnando immagini colorate, non misure. Esistono approcci attivi o in regime forzato, ma vanno dichiarati come tali e non ricadono nel metodo di riferimento per l'involucro, oggi la UNI EN ISO 6781-1:2023.
Che differenza c'è fra termografia e blower door?
Misurano cose diverse. La termografia individua le irregolarità termiche superficiali; il blower door quantifica la permeabilità all'aria dell'involucro secondo UNI EN ISO 9972. Combinate sono molto più potenti della somma: mettendo l'edificio in depressione durante il rilievo termografico, i percorsi d'aria che attraversano un giunto aperto del cappotto si raffreddano e diventano visibili con un contrasto che in condizioni naturali non avrebbero.
Chi deve eseguire il rilievo perché il documento sia difendibile?
Un operatore termografico certificato secondo UNI EN ISO 9712UNI EN ISO 9712Norma che definisce qualificazione e certificazione del personale addetto alle prove non distruttive. Prevede tre livelli: il primo esegue, il secondo imposta, interpreta e firma, il terzo sviluppa procedure e qualifica il personale. La…, che è la norma di certificazione del personale addetto alle prove non distruttive. Il documento deve riportare strumentazione, emissivitàEmissivitàRapporto fra la radiazione emessa da una superficie reale e quella emessa da un corpo nero alla stessa temperatura. Varia con materiale, finitura e angolo di vista: impostarla male è la prima causa di misure sbagliate. Rame lucido e… adottata, distanza e risoluzione spaziale, condizioni al contorno misurate e non presunte, e la logica con cui ogni anomalia è stata classificata. Un termogramma senza questi dati non è una prova: è una figura.
Verifica di muffa e condensa superficiale sui ponti termici: fRsi mese per mese
Perché la verifica va fatta su dodici mesi e non su una sola coppia temperatura-umidità?
Perché il mese peggiore non è quello che si immagina. La UNI EN ISO 13788 prescrive di ripetere il calcolo per ciascun mese dell'anno e di assumere come requisito di progetto il valore più alto di fRsi,min fra i dodici. Il mese critico non è sempre gennaio: quando l'aria esterna è molto fredda contiene pochissimo vapore, quindi anche l'aria interna — che deriva la propria umidità da quella esterna più l'apporto degli occupanti — resta relativamente secca. Nei mesi di mezza stagione l'esterno è più umido e il salto termico è minore, e la combinazione può risultare più severa. Una verifica fatta su un solo punto è una fotografia, non un progetto: può dare esito favorevole e mancare il mese che conta.
Che cos'è il fattore di temperatura fRsi e perché si scrive con il pedice Rsi?
È la differenza fra temperatura della superficie interna e temperatura dell'aria esterna divisa per la differenza fra aria interna e aria esterna: fRsi = (θsi − θe) / (θi − θe). Vale 1 quando la superficie è calda come l'aria del locale e tende a 0 quando è fredda come l'esterno. Il pedice non è decorativo: il valore dipende dalla resistenza superficiale interna Rsi che si è adottata nel calcolo, perché è quella resistenza a stabilire quanto la superficie si scosta dall'aria. Lo stesso nodo, calcolato con Rsi diverso, restituisce un fRsi diverso. Un fRsi dichiarato senza il proprio Rsi è un numero incompleto.
Perché per la muffa si usa Rsi = 0,25 m²K/W e non il valore delle trasmittanze?
Perché il punto in cui nasce la muffa non è la parete libera, ma l'angolo dietro l'armadio. La UNI EN ISO 13788, al punto 4.4.1, prescrive per condensa e muffa su superfici opache una resistenza superficiale interna di 0,25 m²·K/W proprio per rappresentare l'effetto di angoli, mobili addossati, tende e controsoffitti, in assenza di norme nazionali diverse. È un valore quasi doppio rispetto agli 0,13 m²·K/W del flusso orizzontale usati per i calcoli di trasmittanza e per la condensa interstiziale: alza la resistenza fra aria e superficie, quindi abbassa la temperatura superficiale calcolata e abbassa il fRsi. È il passaggio che più spesso viene saltato, ed è quello che fa passare o bocciare un nodo.
Posso ricavare il fRsi reale di un nodo da un termogramma?
Sì, ed è la modalità più interessante dello strumento, ma solo a condizioni precise. Servono la temperatura superficiale letta sul nodo, la temperatura dell'aria interna e quella dell'aria esterna nello stesso istante, e il rilievo deve essere in condizioni sufficientemente stazionarie: nessun irraggiamento solare recente sulla facciata, salto termico adeguato, impianto a regime da ore. Devono inoltre essere dichiarate emissività e temperatura apparenteTemperatura apparenteValore letto dallo strumento senza correzione dei parametri di misura. La temperatura reale si ottiene correggendo per emissività del materiale, temperatura apparente riflessa dell'ambiente, distanza, umidità e trasmittanza atmosferica. riflessa, altrimenti la temperatura letta è una stima e il fRsi che ne deriva non vale nulla. Il valore ricavato è comunque riferito alla resistenza superficiale reale del momento, non agli 0,25 m²K/W convenzionali: è un dato di verifica in opera, non il sostituto del calcolo.
Muffa, condensa e risalita capillare sono lo stesso problema?
No, e confonderli è l'errore più costoso in un contenzioso. La muffa superficiale nasce dove l'umidità relativa a contatto con la superficie resta a lungo sopra la soglia critica, tipicamente 80%, senza che si formi una sola goccia: la macchia è secca al tatto, scura, spesso ad angolo o dietro i mobili. La condensa superficiale è acqua liquida, compare quando la superficie scende sotto il punto di rugiada, e si vede. La risalita capillare viene dal basso, ha un fronte orizzontale, porta sali, si concentra nella fascia inferiore delle murature contro terra e non ha nulla a che vedere con l'aria del locale. Tre problemi, tre diagnosi, tre rimedi diversi. Questo strumento tratta i primi due.
Da dove prendo i dati climatici mensili della mia località?
Dalla UNI 10349-1, che raccoglie i dati climatici medi mensili per le località italiane, oppure dai dati di stazione forniti dal servizio meteorologico regionale. Lo strumento è precaricato con profili generici costruiti su una sinusoide dichiarata: non sono i dati di nessuna città, e servono solo a far vedere come funziona il calcolo. Sostituisci le dodici righe con i valori reali, altrimenti l'esito è un esercizio. La norma aggiunge un punto spesso ignorato: in assenza di dati nazionali si dovrebbero usare le medie mensili con tempo di ritorno decennale, ovvero sottrarre 2 K alle medie dell'anno medio in clima di riscaldamento.
I valori di Δp delle classi di umidità sono esatti?
Sono i valori correnti di letteratura tecnica e in questo strumento restano tutti modificabili. Il metodo è quello della norma — l'umidità interna si ricava dalla pressione di vapore esterna aumentata di un Δp che dipende dalla classe di occupazione e che cala al crescere della temperatura esterna, perché con il clima mite si ventila di più — e in Italia è il metodo che il DM 26/06/2015 richiede espressamente. I numeri riportati come preset sono coerenti con le umidità relative interne tabulate dalla BS 5250:2011 a temperatura esterna 0 °C, ma la fonte primaria è a pagamento: se stai firmando un calcolo, verifica il prospetto della norma e inserisci i valori che leggi lì.
I dati inseriti vengono trasmessi da qualche parte?
No. Tutto il calcolo avviene nel browser, in locale: nessun dato viene trasmesso, registrato o ceduto a terzi. Anche i file scaricabili (PDF, Word, Excel) sono generati sul dispositivo, senza librerie esterne né chiamate di rete.
