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FAQCosti e tempi
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Costi e tempi (16)su
Calcolo dell'emissione termica: Wien, Stefan-Boltzmann e scelta della banda
Perché le termocamere per uso civile e industriale lavorano nella banda 8-14 µm?
Per due ragioni indipendenti che puntano nella stessa direzione. La prima è dove cade il segnale: per la legge di Wien un corpo a 20 °C ha il picco di emissione a 9,88 µm, e integrando la legge di Planck si ottiene che il 37,0% di tutta la potenza emessa cade fra 8 e 14 µm, contro l'1,09% fra 3 e 5 µm. La seconda è l'atmosfera: vapore acqueo e anidride carbonica assorbono fortemente l'infrarosso in gran parte dello spettro e lasciano libere solo alcune finestre, fra cui la 8-14 µm. Segnale massimo e aria trasparente coincidono nello stesso intervallo. Sopra i due-trecento gradi il bilancio si ribalta e la banda media diventa competitiva.
Come si calcola la lunghezza d'onda di picco con la legge di Wien?
λmax = b / T, dove b è la costante dello spostamento di Wien e T è la temperatura assoluta in kelvin. Il valore ufficiale è b = 2,897771955×10⁻³ m·K, cioè 2897,771955 µm·K, ed è un valore esatto dopo la revisione del Sistema Internazionale del 20 maggio 2019. Nella forma pratica: λmax [µm] = 2897,772 / T [K]. A 20 °C (293,15 K) il picco cade a 9,88 µm; a 90 °C a 7,98 µm; a 300 °C a 5,06 µm. Wien indica il picco, non l'unica lunghezza d'onda emessa: l'emissione è una distribuzione continua.
Che cosa significa «frazione di potenza in banda» e come viene calcolata?
È il rapporto fra la potenza emessa nell'intervallo λ1-λ2 e la potenza emessa su tutto lo spettro. Il numeratore si ottiene integrando la legge di Planck fra λ1 e λ2, il denominatore è σ·T⁴ dalla legge di Stefan-Boltzmann. L'integrale non ha forma chiusa elementare, quindi va risolto numericamente: questo strumento usa la quadratura di Simpson su scala logaritmica di λ con 400 intervalli. Il controllo di qualità è dichiarato in pagina: reintegrando l'intera curva fra 0,1 e 1000 µm si ricostruisce σ·T⁴ con uno scarto inferiore allo 0,001%.
Che cos'è il contrasto termico di banda?
È la derivata relativa del segnale rispetto alla temperatura, (1/M)·dM/dT calcolata dentro la banda: dice di quanto varia in percentuale la potenza raccolta per ogni grado in più sul bersaglio. In forma approssimata vale c₂/(λ·T²), con c₂ = 14387,77 µm·K. A 20 °C vale circa 1,59 %/K in 8-14 µm e 3,79 %/K in 3-5 µm: la banda media ha sempre un contrasto relativo maggiore, perché il termine 1/λ la favorisce. Il valore relativo da solo però porta alla conclusione sbagliata, perché va moltiplicato per il segnale disponibile.
Quando conviene davvero l'onda media 3-5 µm?
Quando il bersaglio è caldo. Il numero che decide non è il contrasto relativo ma quello assoluto, cioè quanti W/m² cambiano per ogni kelvin: a 20 °C vale 2,47 W/m²K in 8-14 µm contro 0,172 W/m²K in 3-5 µm, quattordici volte a favore dell'onda lunga. Il pareggio arriva intorno ai 220 °C; sopra, l'onda media prevale. L'emittanza di banda si pareggia più tardi, intorno ai 350 °C. Sono soglie radiometriche: la scelta reale dipende anche dal rivelatore, dalle ottiche e dalla riflessione solare, che in onda media disturba i rilievi diurni all'aperto.
Perché la regione 5-8 µm non si usa, se il corpo emette anche lì?
Perché non è una finestra atmosferica. Fra 5 e 8 µm il vapore acqueo assorbe fortemente, quindi la radiazione emessa dal bersaglio viene intercettata dall'aria prima di arrivare allo strumento, e l'aria stessa riemette un segnale proprio che si sovrappone a quello utile. Il calcolo mostra bene la rinuncia: a 20 °C in quella regione cade circa il 12% della potenza emessa, a 90 °C circa il 21%. Non è poca energia, è energia inutilizzabile a distanza. Questo strumento calcola la frazione radiometrica di qualunque banda tu imposti: non modella l'assorbimento atmosferico.
L'emissività cambia la frazione di potenza che cade in banda?
Con l'ipotesi di corpo grigio no, e vale la pena capire perché. Un corpo grigio ha emissivitàEmissivitàRapporto fra la radiazione emessa da una superficie reale e quella emessa da un corpo nero alla stessa temperatura. Varia con materiale, finitura e angolo di vista: impostarla male è la prima causa di misure sbagliate. Rame lucido e… inferiore a 1 ma costante al variare della lunghezza d'onda: ε moltiplica allo stesso modo il numeratore e il denominatore, quindi la frazione resta quella del corpo nero e cambiano solo i valori assoluti di emittanza. Le superfici reali però hanno spesso un'emissività selettiva, che varia con λ — i metalli lucidi e il vetro ne sono gli esempi più marcati. Su quelle superfici la frazione calcolata qui è un'approssimazione, e lo scarto non è stimabile senza la curva spettrale del materiale.
I dati inseriti vengono inviati da qualche parte?
No. Tutto il calcolo avviene nel browser, in locale: nessun dato viene trasmesso, registrato o ceduto a terzi. Anche l'integrazione numerica della legge di Planck e il grafico sono eseguiti sul dispositivo, senza librerie esterne né chiamate di rete, e i file scaricabili (PDF, Word, Excel) sono generati in locale.
Preventivo di un'indagine termografica: capitolato e ordine di grandezza
Quanto costa un'indagine termografica?
Non esiste una tariffa a forfait, perché la termografia non si vende a metro quadro né a impianto: si vende a ore di operatore certificato, in condizioni che cambiano il ritmo del rilievo. Trenta scomparti in un quadro accessibile a terra, di giorno, con l'impianto già a carico, si controllano in poche ore; gli stessi trenta scomparti a quota, di notte, con permesso di lavoro formale, occupano una giornata intera. Questo strumento calcola prima le ore e poi il costo, ed è l'unico ordine possibile: chi parte dal prezzo sta stimando un lavoro che non ha ancora descritto.
Che cosa determina davvero il prezzo di un rilievo termografico?
Quattro driver, in questo ordine di peso. Primo: la quantità di punti da controllare — scomparti, rack, componenti, moduli, metri quadri di facciata. Secondo: le condizioni operative, cioè accessibilità, orario, necessità di portare l'impianto a carico, permessi e mezzi di sollevamento; sono moltiplicatori del tempo, non voci a parte. Terzo: il deliverable, perché un rapporto completo con termogrammiTermogrammaImmagine in falsi colori in cui a ogni pixel corrisponde una temperatura apparente della superficie. Senza scala di temperatura e senza i parametri di misura un termogramma non è un dato: è un'illustrazione. commentati e classificazione delle anomalie costa in ore di ufficio quanto una frazione rilevante del rilievo. Quarto: la logistica, cioè quante trasferte servono e quanto distano.
Perché lo strumento mostra un intervallo e non una cifra secca?
Perché una cifra secca calcolata su dati dichiarati a distanza sarebbe una finzione di precisione. L'ampiezza dell'intervallo è essa stessa un parametro che puoi modificare: più conosci l'impianto, più lo puoi stringere. La cifra centrale serve a capire se l'ordine di grandezza è compatibile con il budget, non a firmare un contratto. Il preventivo vincolante lo emette lo studio dopo aver visto l'impianto, o dopo un sopralluogo preliminare quando l'incarico è articolato.
Posso usare il riepilogo scaricabile come preventivo?
No, e la distinzione è netta. Il riepilogo è una richiesta di preventivo già compilata: contiene il capitolato della prestazione — che cosa viene fatto, in quali condizioni, che cosa viene consegnato, quali norme si applicano — e l'ordine di grandezza che ne deriva. Serve a farti arrivare al primo contatto con l'incarico già descritto, così la risposta è puntuale invece che interlocutoria. Il documento contrattuale è l'offerta firmata dallo studio.
Le tariffe che vedo nel blocco «Parametri di listino» sono le vostre?
No. Sono valori segnaposto, dichiarati indicativi e messi in chiaro proprio perché tu possa sostituirli. Puoi inserire il listino di uno studio che ti ha già quotato, i parametri del tuo ufficio acquisti o i valori che vuoi verificare: la struttura del calcolo resta la stessa e il capitolato tecnico — che è la parte verificabile dello strumento — non cambia. Nessun valore economico qui dentro va inteso come una quotazione dello studio.
Quali norme si applicano al mio ambito?
Dipende dall'oggetto, e lo strumento le elenca nel capitolato man mano che scegli l'ambito. Per impianti elettrici e macchine il riferimento di metodo è la UNI EN 16714 con la UNI ISO 18434-1 per la manutenzione su condizione; per il fotovoltaico la IEC TS 62446-3IEC TS 62446-3Specifica tecnica che definisce condizioni, procedure e criteri di valutazione per l'ispezione a infrarossi degli impianti fotovoltaici: soglie di irraggiamento, modalità di ripresa e classificazione delle anomalie.:2017; per l'involucro edilizio la UNI EN ISO 6781-1:2023, che dal 16 novembre 2023 sostituisce la ritirata UNI EN 13187:2000. Trasversale a tutti, la UNI 11867:2022. Sulle persone vale la UNI EN ISO 9712UNI EN ISO 9712Norma che definisce qualificazione e certificazione del personale addetto alle prove non distruttive. Prevede tre livelli: il primo esegue, il secondo imposta, interpreta e firma, il terzo sviluppa procedure e qualifica il personale. La…, metodo TT.
Serve sempre un sopralluogo preliminare?
No, ma lo strumento te lo segnala quando i numeri lo rendono opportuno: oltre una certa estensione, o quando i moltiplicatori delle condizioni operative si sommano, una stima costruita su dati dichiarati a distanza perde significato. In quei casi conviene una mezza giornata di ricognizione che chiude le variabili aperte — accessi reali, stato dei quadri, finestre a infrarossi esistenti, finestra oraria disponibile — e trasforma l'intervallo in un prezzo.
I dati inseriti vengono inviati da qualche parte?
No. Tutto il calcolo avviene nel browser, in locale: nessun dato viene trasmesso, registrato o ceduto a terzi. Vale anche per i campi facoltativi con ragione sociale, referente e recapito, che servono solo a compilare il riepilogo sul tuo dispositivo. I file scaricabili (PDF, Word, Excel) sono generati in locale, senza librerie esterne né chiamate di rete.
