
In una cabina elettrica MT/BT la termografia rileva sotto carico le connessioni che si vedono: i terminali dei cavi di media tensione se accessibili attraverso finestre a infrarossi o in cabina a giorno, le connessioni MT e BT del trasformatore, le sbarre e il quadro generale di bassa tensione. Non vede l'interno di una cella di media tensione chiusa, che in esercizio non si apre, né gli avvolgimenti del trasformatore. Nessuna legge impone il rilievo: la Norma CEI 78-17 lo colloca nella manutenzione della cabina, il DPR 462/01 riguarda la terra e non lo nomina, l'art. 86 del D.Lgs 81/08 chiede un controllo periodico e verbalizzato di cui la termografia è uno dei modi di adempimento. Qui la cabina è scomposta componente per componente: cosa il termogrammaTermogrammaImmagine in falsi colori in cui a ogni pixel corrisponde una temperatura apparente della superficie. Senza scala di temperatura e senza i parametri di misura un termogramma non è un dato: è un'illustrazione. dice, cosa non dice, chi firma il documento in cui finisce.
La periodicità per contesto è nell'articolo su ogni quanto fare la termografia agli impianti elettrici; fisica delle finestre a infrarossi e qualifiche per aprire un quadro in tensione nella pagina sulle finestre a infrarossi per quadri elettrici. Qui si usano, non si ripetono.
Cosa vede la termocamera in una cabina MT/BT, componente per componente
La termocamera vede le connessioni accessibili in esercizio, e la cabina va letta come una catena: cavo MT in arrivo, quadro MT, collegamento al trasformatore, trasformatore, sbarre BT, quadro generale BT. Ogni anello risponde in modo diverso alla domanda «si rileva con la cabina in servizio?».
| Componente | Cosa si rileva in esercizio | Cosa non si rileva | Come |
|---|---|---|---|
| Terminali dei cavi MT in arrivo e verso il trasformatore | Sovratemperatura di un terminale rispetto alle altre due fasi | Difetti interni che non riscaldano la superficie; tutto ciò che sta dietro una portella chiusa | Finestre a infrarossi o cabina a giorno, da distanza di sicurezza; mai aprendo la cella |
| Sezionatore e interruttore MT | Attacchi visibili dall'oblò, se esiste | Contatti interni, camere di interruzione | Finestra IR dedicata; altrimenti fuori perimetro |
| Sbarre e isolatori MT | Anomalie sugli attacchi sbarra-isolatore | Isolamento e tracce di scarica superficiale: rilievo visivo, non termico | Finestra IR o cabina a giorno |
| Trasformatore MT/BT in resina o in olio | Connessioni MT e BT, sbarre di uscita, simmetria fra le colonne, radiatori | Avvolgimenti, nucleo, olio: compito delle sonde di temperatura | A vista, a distanza; rete di protezione aperta solo se la procedura lo consente |
| Sbarre BT trasformatore-quadro | Giunti imbullonati e derivazioni | Giunti dentro un condotto sbarre chiuso | A vista o con finestre sul condotto |
| Quadro generale BT | Attacchi dell'interruttore generale, sbarre, morsetti delle partenze, TA | Ciò che sta dietro una piastra o un separatore interno | A quadro aperto con procedura CEI 11-27, oppure finestre IR |
| Locale cabina | Ventilazione insufficiente, surriscaldamento diffuso, passaggi cavi caldi | Umidità e infiltrazioni: un altro rilievo | Campo largo, prima dei componenti |
La parte in media tensione è la meno accessibile e, per il danno che un guasto produce, la più importante. Il quadro di bassa tensione è dove il rilievo rende di più: corrente alta, molte connessioni, apertura in tensione regolata ma eseguibile.
Il trasformatore: cosa dice davvero il termogramma
Sul trasformatore il termogramma dice tre cose e ne tace una. Dice se le connessioni MT e BT hanno una fase più calda delle altre a pari carico: il difetto di connessione classico. Dice se il calore sulle tre colonne di un trasformatore in resina è simmetrico: una colonna più calda a carico equilibrato è un'anomalia da approfondire, non una diagnosi. Dice, su un trasformatore in olio, se i radiatori lavorano tutti: uno freddo con gli altri caldi indica una circolazione bloccata o una valvola chiusa.
Tace la temperatura degli avvolgimenti. Il punto più caldo è interno, e la superficie lo rappresenta con un ritardo e un'attenuazione che il termogramma non corregge. Per quello esistono le sonde PT100 e la centralina del trasformatore: la termografia le affianca, non le sostituisce.
Perché una cella MT chiusa non si ispeziona in esercizio
Una cella di media tensione chiusa non si apre per fare una termografia perché aprirla con l'impianto in servizio è un lavoro elettrico in media tensione, dove il lavoro sotto tensione è vietato salvo eccezioni che non riguardano un'ispezione periodica. L'art. 82 del D.Lgs 81/08 pone il divieto e ammette i lavori sotto tensione in bassa tensione con procedure conformi alla CEI 11-27 e personale idoneo; per i sistemi di categoria II e III, cioè la media e l'alta tensione, li riserva alle aziende autorizzate con provvedimento del Ministero del lavoro (criteri nel DM 4 febbraio 2011) e a lavoratori abilitati dal datore di lavoro. Un manutentore di cabina non rientra in quella categoria per il fatto di avere una termocamera.
Si aggiunge la costruzione del quadro: gli scomparti MT con involucro metallico hanno interblocchi che impediscono l'accesso alla cella cavi in tensione e una classificazione di tenuta all'arco interno (IAC) secondo la IEC 62271-200 che vale per l'assieme chiuso. La sequenza corretta è sezionare, mettere a terra, verificare l'assenza di tensione, aprire: a quel punto il terminale è freddo e il termogramma non dice più nulla.

Restano tre modi di vedere un terminale MT sotto carico:
- Finestre a infrarossi installate sulla portella della cella in una fermata programmata, con la modifica concordata con il costruttore del quadro e la trasmittanza dell'ottica misurata e registrata: requisiti e correzione della misura sono nella pagina sulle finestre a infrarossi.
- Cabina a giorno, con apparecchiature in aria protette solo da distanze e barriere: il rilievo si fa oltre la distanza di prossimità, con ottica adeguata. Sono per lo più cabine datate, e proprio per questo quelle dove il rilievo vale di più.
- Oblò di ispezione visiva già presenti: quasi sempre in vetro comune, opaco all'infrarosso termico. Non misurano nulla.
Chi promette una «termografia completa della cabina in esercizio» senza dire con quale mezzo guarderà nelle celle MT sta descrivendo un rilievo del trasformatore e del quadro BT con un nome più ampio.
Temperature limite dei componenti: IEC 62271-1 e IEC 61439-1
I limiti di sovratemperatura delle norme di prodotto sono limiti di prova di tipo, misurati dal costruttore a corrente nominale, e in cabina servono come tetto assoluto: nessuna connessione in esercizio dovrebbe avvicinarli, e se lo fa l'anomalia è grave a prescindere dal ΔTDelta TDifferenza fra la temperatura del punto in esame e quella di un riferimento: un componente identico nelle stesse condizioni, oppure l'ambiente. La gravità di un'anomalia si valuta sul delta T, non sul valore assoluto, perché è il delta… fra le fasi. Le pagine italiane analizzate per questo articolo non li citano; eccoli con l'edizione su cui sono stati verificati, perché le edizioni successive (62271-1 del 2017, 61439-1 del 2020) non sono state lette e vanno confermate sul testo.
| Componente | Sovratemperatura massima | Norma | Affidabilità |
|---|---|---|---|
| Contatti in rame nudo in aria, apparecchiature MT | 35 K (75 °C con ambiente 40 °C) | IEC 62271-1, tabella 3 (ed. 2007) | Verificato sul testo dell'ed. 2007 (IS/IEC 62271-1:2007, tab. 3); valore invariato nell'ed. 2017 secondo il paper CPRI |
| Connessioni imbullonate argentate o nichelate, in aria, MT | 75 K (115 °C) | IEC 62271-1, tabella 3 (ed. 2007) | Verificato sul testo dell'ed. 2007; ed. 2017 da confermare sul testo della norma |
| Contatti / connessioni imbullonate stagnati, in aria, MT | 50 K (90 °C) / 65 K (105 °C) | IEC 62271-1, tabella 3 (ed. 2007) | Verificato sul testo dell'ed. 2007; ed. 2017 da confermare sul testo della norma |
| Connessioni imbullonate in rame nudo in aria, MT | 50 K (90 °C) | IEC 62271-1, tabella 3 (ed. 2007) | Verificato sul testo dell'ed. 2007; ed. 2017 da confermare sul testo della norma |
| Terminali per conduttori esterni isolati, quadri BT | 70 K | IEC 61439-1, tabella 6 (ed. 2011) | Verificato sul testo dell'ed. 2011 (IEC 61439-1:2011, tab. 6); ed. 2020 da confermare sul testo della norma |
| Sbarre in rame nudo, quadri BT | fino a 105 K, salvo limiti dei componenti collegati | IEC 61439-1, tabella 6 nota g (ed. 2011) | Verificato sul testo dell'ed. 2011 |
| Organi di comando manuale, quadri BT | 15 K metallici / 25 K isolanti | IEC 61439-1, tabella 6 (ed. 2011) | Verificato sul testo dell'ed. 2011 |
| Ambiente di riferimento, quadri BT | 35 °C media (aria ambiente); 40 °C per le apparecchiature MT | IEC 61439-1, tab. 6 nota 2; IEC 62271-1, 4.4.2 | Verificato sui testi dell'ed. 2011 e dell'ed. 2007 |
Tre avvertenze. Le sovratemperature sono riferite all'ambiente della prova: in una cabina a 45 °C d'estate il margine assoluto si riduce. Il rivestimento cambia il limite: un giunto argentato regge più di uno in rame nudo, e il rapporto deve dire quale è. E soprattutto: un terminale BT a 50 K sopra ambiente è dentro il limite di norma e, se le altre due fasi stanno a 20 K, è comunque un'anomalia da intervento. Le priorità le ordina il ΔT fra componenti simili a pari carico, descritto in ΔT e classificazione delle anomalie termografiche con l'avvertenza che è prassi nordamericana e non norma italiana; il calcolatore del ΔT normalizzato al carico riporta la lettura al carico di riferimento.
Come la termografia entra nella CEI 78-17
La Norma CEI 78-17 non è una legge e non impone la termografia: organizza la manutenzione della cabina in schede per componente, ciascuna con interventi, esito e periodicità massima; le fonti secondarie collocano la termografia fra gli strumenti della manutenzione predittivaManutenzione predittivaStrategia in cui l'intervento è programmato sulla base di misure che rivelano il degrado in corso, come termografia, analisi vibrazionale o analisi degli oli, invece che su intervalli prefissati o a guasto avvenuto.. Il testo è a pagamento e non lo abbiamo letto: quanto segue separa ciò che risulta dal catalogo CEI e dalle fonti secondarie da ciò che va letto nella norma.
Cosa risulta dal catalogo ufficiale. La CEI 78-17 «Manutenzione delle cabine elettriche MT/MT e MT/BT dei clienti/utenti finali» è stata pubblicata nel 2015 (luglio secondo il catalogo CEI, ottobre secondo i distributori); sostituisce la CEI 0-15:2006 e usa un metodo per componenti con «schede manutentive» che riportano interventi, esiti e periodicità (catalogo CEI). La Variante V1 del dicembre 2019 ha aggiunto l'Allegato C con schede semplificate collegate agli indennizzi automatici ARERA della delibera 646/2015/R/EEL, e la CEI 0-15 è stata abrogata dal 1° gennaio 2020 (Certifico; Impianti News).
Cosa risulta dalle fonti secondarie. La scheda riporta identificativo della cabina, elemento, verifiche, periodicità massima intesa come intervallo massimo fra un intervento e il successivo, provvedimenti, data, esito e firme; il manutentore è una persona esperta (PES) con i requisiti di preposto ai lavori, figura che la CEI 11-27:2025 denomina RLE, responsabile del lavoro elettrico; le manutenzioni sotto tensione sono ammesse a una persona idonea soltanto in bassa tensione (webinar CNI, 14/09/2021). Sulla termografia, Impianti News riporta che la manutenzione predittiva «scaturisce da un sistema di diagnostica» con telemisure e termografia. Le tabelle di Voltimum, presentate come esempi tratti dalle schede CEI 0-15 e 78-17, assegnano un anno agli esami generali di fabbricato, quadro MT, trasformatore e quadro BT e cinque anni all'olio e ai dispositivi meccanici del trasformatore, e non nominano la termografia (Voltimum): un esempio di piano, non la trascrizione verificata di una scheda.
Cosa va letto nel testo. Se esista una scheda dedicata al rilievo termografico, quali componenti copra e quale periodicità massima le sia assegnata. Nessuna fonte secondaria lo pubblica, e le cadenze semestrali o annuali «della CEI 78-17» che si leggono in rete non hanno un riferimento verificabile: chi redige il piano deve prendere il numero dal testo ufficiale e citare la scheda. Anche il numero delle schede dell'Allegato B è riportato in modo discordante, e non lo pubblichiamo.
Quello che il rapporto termografico può fare è entrare nella scheda come esito di una verifica: data, componente, esito, anomalie con classe, provvedimenti, firma del manutentore che ha aperto e del termografista che ha misurato. È così che un rilievo diventa manutenzione documentata invece di un PDF in una cartella.
DPR 462/01 e art. 86: due obblighi, nessuno dei due è la termografia
Il DPR 462/01 obbliga a far verificare l'impianto di terra e le protezioni contro le scariche atmosferiche da un organismo abilitato ogni cinque anni, o ogni due nei casi previsti; l'art. 86 del D.Lgs 81/08 obbliga il datore di lavoro a far controllare periodicamente l'intero impianto elettrico e a verbalizzare l'esito. La termografia non è l'oggetto del primo ed è uno dei modi di adempiere al secondo.
| CEI 78-17 | DPR 462/01 | Art. 86 D.Lgs 81/08 | |
|---|---|---|---|
| Natura | Norma tecnica CEI | Decreto del Presidente della Repubblica | Legge, Testo unico sicurezza |
| Oggetto | Manutenzione della cabina MT/MT e MT/BT dell'utente | Messa a terra, protezione contro le scariche atmosferiche, luoghi con pericolo di esplosione | Impianti elettrici e di protezione dai fulmini, nel loro insieme |
| Cadenza | Periodicità massima per scheda, nel testo a pagamento | 5 anni; 2 anni in cantieri, locali medici, luoghi a maggior rischio d'incendio (art. 4) e con pericolo di esplosione (art. 6) | Non fissata: rinvia alle norme di buona tecnica |
| Esecutore | Manutentore PES designato | ASL/ARPA o organismo abilitato dal Ministero | Persona competente, scelta dal datore di lavoro |
| Documento | Scheda di manutenzione e fascicolo della cabina | Verbale di verifica, conservato dal datore di lavoro | Verbale del controllo, a disposizione dell'autorità di vigilanza |
| Termografia | Strumento della manutenzione predittiva secondo le fonti secondarie; scheda e periodicità da leggere nel testo | Non nominata | Uno dei metodi con cui si dà contenuto al controllo |
Le fonti: il testo del DPR 462/2001, articoli 4 e 6; il testo dell'art. 86, che al comma 1 fa salve le disposizioni del DPR 462 e al comma 3 chiede la verbalizzazione dell'esito.
L'equivoco è simmetrico. Chi ha il verbale quinquennale dell'organismo abilitato non ha controllato terminali e connessioni; chi ha il rapporto termografico non ha verificato la terra, e nessun rapporto sostituisce la verifica del 462. Li collega il fascicolo di manutenzione della CEI 78-17, dove verbale del 462 e rapporto termografico sono due righe distinte con date diverse. Quale norma serve per quale documento è nell'articolo sulle norme della termografia in Italia.
Condizioni di validità del rilievo in cabina
Il rilievo in cabina vale se il carico è reale e documentato, le celle accessibili in sicurezza, l'emissivitàEmissivitàRapporto fra la radiazione emessa da una superficie reale e quella emessa da un corpo nero alla stessa temperatura. Varia con materiale, finitura e angolo di vista: impostarla male è la prima causa di misure sbagliate. Rame lucido e… dei metalli trattata e la distanza compatibile con la risoluzione dello strumento. Sono condizioni, non preferenze: se una manca, il rapporto lo dice.

Carico. Corrente letta sugli amperometri del quadro BT o sul sistema di supervisione al momento del rilievo, trascritta nel rapporto con l'ora; come regola pratica almeno il 40% della nominale del trasformatore, e comunque il turno di carico massimo. ΔT. Riferimento dichiarato, fase contro fase a pari corrente, con la scala adottata e la sua origine scritte nel rapporto; lettura normalizzata al carico di riferimento. Accessibilità delle celle. Elenco delle celle MT ispezionabili, con quale mezzo: finestra IR con trasmittanza registrata, cabina a giorno da distanza di sicurezza, oppure fuori perimetro. Personale. Termografista certificato UNI EN ISO 9712UNI EN ISO 9712Norma che definisce qualificazione e certificazione del personale addetto alle prove non distruttive. Prevede tre livelli: il primo esegue, il secondo imposta, interpreta e firma, il terzo sviluppa procedure e qualifica il personale. La… accompagnato da PES o PAV designati, procedura del responsabile dell'impianto, DPI scelti sull'energia incidente quando si apre il quadro BT. Distanze. Compatibili con l'IFOV della termocamera sul diametro del terminale, e mai inferiori alla distanza di prossimità per la tensione della cella. Emissività. Valore distinto per rame nudo, connessioni ossidate, resina, verniciature, con temperatura riflessa misurata: il rame lucido restituisce l'ambiente, non la propria temperatura.
La distanza merita un numero. Un terminale MT di 30 mm visto da 3 m con una termocamera da 320 × 240 pixel e ottica standard copre pochi pixel: la temperatura letta è una media che include lo sfondo e sottostima il punto caldo. Il limite si calcola prima di entrare con il calcolatore IFOV e NETD; se non è rispettato serve un teleobiettivo, perché in media tensione la distanza non è negoziabile. Per i metalli, il calcolatore di emissività e temperatura riflessa.
La cella MT chiusa. Dietro una portella metallica la termocamera misura la portella: senza finestra IR il terminale è fuori perimetro e il rapporto lo scrive. Il trasformatore in cassone. Un trasformatore in resina chiuso in un cassone metallico mostra il cassone: si legge un surriscaldamento diffuso, non la connessione che lo produce. I cavi interrati e nei cunicoli. Un cavo MT interrato o un giunto in cunicolo non si rileva; il suo terminale sì, se accessibile. Gli avvolgimenti e l'olio. Il punto più caldo del trasformatore è interno: sonde e termostati, non termogramma. L'isolamento. Un isolatore fessurato, un terminale con scariche parziali, un isolante degradato non producono calore misurabile finché non si guastano: sono compiti delle prove di isolamento e delle misure di scariche parziali. La terra. Resistenza di terra, continuità dei conduttori di protezione, coordinamento delle protezioni: verifiche del DPR 462/01 e prove strumentali, non termogramma.
Il rilievo che rispetta queste condizioni produce un documento confrontabile con quello dell'anno dopo: stesso perimetro, stessi punti, stesso carico. Quello che non le rispetta produce un termogramma. Cosa deve contenere il rapporto: report termografico.
Chi firma cosa
Il rapporto termografico della cabina entra in quattro documenti firmati da quattro persone diverse, e nessuna può firmare al posto di un'altra.
Il datore di lavoro risponde dell'art. 86 del D.Lgs 81/08: fa eseguire i controlli periodici da persona competente, ne fa verbalizzare l'esito e tiene il verbale a disposizione dell'autorità di vigilanza. Il rapporto termografico, con le azioni correttive chiuse, è la riga del verbale relativa alla cabina; la cadenza la sceglie lui, motivata nel piano, con l'elemento tecnico del termografista.
Il responsabile della cabina, nella pratica il manutentore PES designato secondo la CEI 78-17 e il responsabile dell'impianto secondo la CEI 11-27, firma la scheda di manutenzione e tiene il fascicolo. Decide quali celle si aprono, con quale procedura e chi entra; il termografista lavora nel perimetro che lui ha definito, non viceversa.
L'organismo abilitato firma il verbale della verifica DPR 462/01 sulla terra, ogni cinque o due anni. Non entra nel rapporto termografico, né il rapporto nel suo verbale: il datore di lavoro conserva entrambi.
L'operatore termografico firma il rapporto di prova. La certificazione di 2° livello UNI EN ISO 9712 attesta che sa impostare lo strumento, condurre il rilievo e interpretare il termogramma secondo una procedura scritta; non è una qualifica elettrica. Chi apre il quadro BT in tensione lo fa in quanto PES o PAV, nella procedura del responsabile dell'impianto; la firma del termografista dice che la misura è corretta, non che l'apertura era lecita.
Il conto del fermo e il fascicolo per l'assicuratore sono nell'articolo sulla termografia predittiva per i quadri elettrici a Torino. Se il rapporto serve dopo un guasto o un incendio partito dalla cabina, l'ambito è la perizia sulle cause di incendio, con regole procedurali proprie.
Come lavoriamo sulle cabine MT/BT
Le campagne sulle cabine di trasformazione sono eseguite da tecnici certificati UNI EN ISO 9712 di 2° livello, con strumentazione tarata e rapporto di prova firmato, su Milano, Torino, Monza, Como, Novara e Aosta e relative province. Prima del sopralluogo chiediamo quattro cose: schema unifilare, elenco delle celle con o senza finestre a infrarossi, profilo di carico settimanale del trasformatore, nome del responsabile dell'impianto con cui concordare l'accesso. Da lì esce un perimetro scritto: cosa si rileva in esercizio, cosa attraverso finestre, cosa resta fuori e perché, prima di venire e non nel rapporto.
La cadenza per la cabina e per gli altri quadri si imposta con il piano dei controlli termografici, che ha una voce dedicata alla cabina MT/BT; le voci dell'importo sono nella pagina del preventivo di un'indagine termografica.
Le uscite sono due. Se l'azienda ha una cabina propria, il primo passo è mandarci lo schema unifilare e l'ultima scheda di manutenzione: descriveteci la cabina e ricevete una prima valutazione su perimetro, accessibilità delle celle e finestra di carico. Se siete il manutentore o lo studio che redige il fascicolo della cabina di un cliente, il rilievo si organizza nella vostra procedura e con il vostro responsabile dell'impianto: il rapporto esce con i riferimenti della scheda già compilati. Per un condominio o un privato la cabina di trasformazione è quasi sempre del distributore, non dell'utente: il quadro di competenza è quello di bassa tensione a valle del contatore, e vale la stessa richiesta di contatto con l'indicazione del contesto.
Tutte le domande frequenti del sitoSfogliale raggruppate per tema e per argomentoApri l’indice FAQ →Domande frequenti
La CEI 78-17 obbliga a fare la termografia della cabina MT/BT?
Non in forma di obbligo di legge: la CEI 78-17 è una norma tecnica, non un decreto, e organizza la manutenzione della cabina in schede con una periodicità massima per ciascun intervento. Le fonti secondarie disponibili la collocano nella manutenzione predittiva, insieme alle telemisure, ma non pubblicano il testo della scheda né la cadenza che le è assegnata. Chi deve redigere il piano di manutenzione della propria cabina deve leggere il testo ufficiale, a pagamento, e riportare nel piano la periodicità che vi trova, senza affidarsi a numeri riportati da pagine commerciali.
Si può fare la termografia con la cabina in servizio?
È l'unico modo sensato di farla, perché un difetto di connessione dissipa calore solo se percorso da corrente. Il limite è l'accesso: in esercizio si rilevano i componenti visibili senza esporsi a parti attive in media tensione, cioè il trasformatore, le sue connessioni se a vista, il quadro di bassa tensione con le procedure della CEI 11-27, e i terminali di media tensione soltanto attraverso finestre a infrarossi o in cabine a giorno, da distanza di sicurezza. Una cella di media tensione chiusa non si apre per fare una termografia.
La termografia sostituisce la verifica periodica del DPR 462/01?
No, e non la contiene. La verifica del DPR 462/01 riguarda l'impianto di messa a terra, le protezioni contro le scariche atmosferiche e gli impianti nei luoghi con pericolo di esplosione; la esegue l'ASL, l'ARPA o un organismo individuato dal Ministero, ogni cinque anni o ogni due nei casi previsti, e il datore di lavoro ne conserva il verbale. Il decreto non nomina la termografia. Il rilievo termografico è un controllo diverso, che risponde all'obbligo generale di controllo periodico dell'art. 86 del D.Lgs 81/08 e alla manutenzione della cabina, non all'obbligo del 462.
Che temperatura è normale su un terminale di cavo di media tensione?
Non esiste un valore unico: dipende dalla corrente, dalla temperatura ambiente e dal materiale del contatto. Le norme di prodotto fissano sovratemperature massime in prova di tipo, per esempio 35 K sui contatti in rame nudo in aria secondo la IEC 62271-1, ma sono limiti del costruttore, non soglie di ispezione. In campo si confronta il terminale con quello delle altre due fasi nelle stesse condizioni di carico: una fase più calda delle altre a pari corrente è il segnale, e il ΔT rispetto al riferimento va normalizzato al carico del momento.
Un trasformatore in resina si può controllare con la termocamera?
Sì, ma con un limite da dichiarare: la termocamera vede le superfici, non l'interno degli avvolgimenti. Sul trasformatore in resina si leggono le connessioni di media e bassa tensione, le sbarre di uscita, la distribuzione del calore sulle colonne e la simmetria fra le tre fasi. Un punto caldo localizzato su un attacco è un difetto di connessione; una colonna più calda delle altre a pari carico merita un approfondimento con le sonde di temperatura dell'avvolgimento, se installate. Un trasformatore chiuso in un cassone metallico non si rileva in esercizio.
Chi può entrare in cabina per eseguire il rilievo?
L'accesso a una cabina di media tensione in esercizio è regolato dalla CEI 11-27 e dal Capo III del Titolo III del D.Lgs 81/08: entra chi è stato designato dal proprio datore di lavoro come persona esperta o avvertita, dentro una procedura definita dal responsabile dell'impianto. La certificazione UNI EN ISO 9712 del termografista attesta la competenza sul metodo di prova, non una qualifica elettrica. Nella pratica il rilievo si organizza con il manutentore della cabina, che apre ciò che può essere aperto e garantisce distanze e interblocchi.
Quanto carico serve perché il rilievo in cabina abbia valore?
Più possibile, e comunque documentato. Il calore dissipato da una resistenza di contatto cresce con il quadrato della corrente: a un quarto del carico un difetto produce un sedicesimo della potenza che produrrebbe a pieno carico, e può passare inosservato. Come regola pratica si chiede almeno il 40% della corrente nominale, con il valore letto sugli strumenti del quadro di bassa tensione o sul sistema di supervisione e trascritto nel rapporto. Un rilievo eseguito durante una fermata, a trasformatore a vuoto, documenta soltanto che nessuno stava lavorando.
Cosa si fa se la cabina non ha finestre a infrarossi?
Si rileva ciò che è visibile senza aprire celle di media tensione, cioè trasformatore, quadro di bassa tensione e connessioni a vista, e si dichiara nel rapporto quali componenti sono rimasti fuori perimetro e perché. Per i terminali di media tensione le alternative sono due: installare finestre a infrarossi sulle celle durante una fermata programmata, concordando la modifica con il costruttore del quadro, oppure accettare che quel punto resti presidiato da altri controlli. Un rapporto che tace il perimetro escluso vale meno di uno che lo dichiara.